“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Lunedì, 30 Maggio 2016 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Paul Rooms

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Due parti di sangue fiammingo − preferibilmente quello di Bosch ma va benissimo anche quello di Gijsbrechts − una parte di sangue austriaco nel senso di austroungarico e una parte di sangue italiano, del genere Marco Polo: agitare bene, al di là dell’Atlantico ed ecco Paul Rooms euro-americano trapiantato poi giovanissimo a Firenze dove compie tutti gli studi.

Chimico per formazione e artista per combinazione astrale, scopre che alchimia e creazione di un’immagine sono modi molto simili per indagare le cose della natura e la natura delle cose. Nonostante la sua naturale ritrosia, ha lungamente collaborato con la galleria Tornabuoni di Firenze  presso la quale ha tenuto varie mostre personali, contaminando con frammenti di realtà ulteriore numerose collezioni italiane e straniere. Non contento di ciò, si occupa anche di illustrazione, sia editoriale che per aziende ed enti come Poste Italiane, Regione Toscana e molti altri.
Nel 2014 ha realizzato le illustrazioni per Una golosa serata di gala, un divertissement sulle passioni gastronomiche di Rossini, Verdi e Puccini scritto da Gianluigi Corinto e pubblicato da MdS.

Quando ti sei accorto di voler essere un artista?
Forse verso i trenta/trentacinqueanni, semplicemente perché ho avuto il tempo per farlo ma − ripensandoci − in tutti i lavori che ho fatto ho finito sempre per trovarne l'aspetto creativo.


Quali sono le fasi della tua evoluzione artistica?
Sono autodidatta: liceo classico e facoltà di chimica; però questo mi ha permesso di avere uno stile personale. Ho iniziato facendo cose di nessun valore per poi arrivare a opere che avevano un senso e una qualità, ma non ho passato fasi con stili diversi. Ho solo affinato l’indirizzo scelto e la tecnica.


Hai dei modelli cui ti sei ispirato e perché?
Modelli no, ma maestri sì, tutti fiamminghi e olandesi: Bosch, Bruegel, Veermer, Magritte. C’è qualcosa di genetico, perché sono per metà di sangue fiammingo. E poi Steinberg e Topor. Quanto agli artisti italiani contemporanei cito Tullio Pericoli, forse più noto come illustratore ma, secondo me, anche grande pittore. Non tralascerei la letteratura: Italo Calvino in primis.


Cosa pensi del mercato dell’arte?
È come qualunque altro mercato: serve marketing, non c’è differenza tra vendere arte o vendere automobili. Ci vuole un critico, una galleria, un curatore e dei clienti.


Se tu potessi suggerire un’idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
Promuovere lo studio delle arti, tutte, nelle scuole molto più di quanto si faccia adesso. Poi ci vorrebbero incontri con gli artisti. Alla fine è comunque il libero mercato a decidere il successo e l’insuccesso. Favorire l’aggregazione degli artisti per dare spazio a prezzi accessibili, per lavorare ed esporre. Ad esempio negli Stati Uniti ci sono contee che forniscono spazi a basso costo e così anche alcune fondazioni private che sostengono gli artisti più giovani con i grants.


Qual è l’opera tua o di altri a cui sei più legato e perché?
L’arte della pittura di Vermeer. In realtà tutte le opere di Vermeer mi emozionano profondamente e ci vedo, in nuce, tutta l'arte che sarebbe venuta dopo. Tra le mie opere non ce n’è una in particolare.


Qual è il tuo stile? Sei più illustratore o pittore?
Ho sempre amato molto l'illustrazione, credo che sia maggiormente in grado di far evolvere il modo di vedere delle persone. Il pittore crea cose molto più personali e magari slegate le une dalle altre perché segue un discorso tutto interiore mentre nelle illustrazioni c’è un legame con il testo e, nel mio caso, una rielaborazione in chiave surrealista del soggetto. Ad esempio: per Una golosa serata di gala – opera lirica e gastronomia – ho realizzato le illustrazioni usando le stesse tecniche di composizione dell'immagine che uso nella pittura.


Se potessi scegliere dove vorresti esporre e perché?
A Gant, in Belgio, dove ho le radici, perché penso che sia il luogo in cui le persone apprezzerebbero di più la mia pittura.


Si può vivere di arte in Italia?
Alcuni ci riescono; la maggioranza no, ma questo vale per tutte le parti del mondo.


Quali sono le difficoltà che più spesso incontra un artista?
Trovare galleristi disposti a rischiare. Io sono penalizzato un po’ dalla tecnica dato che l’acquerello: è considerato figlio di un dio minore. Beh, un po' anche perché non sono Picasso...


Cosa pensi della critica d’arte, pregi e difetti?
Il pregio è che, se ben fatta, riesce a far capire ai fruitori il valore di un’opera. Il difetto è che spesso "pilota" il mercato.


Cosa vorresti che le persone sapessero di te e della tua arte?
Vorrei che la vedessero e basta: un'opera d'arte cammina con le sue gambe, l'artista non conta.

 

 

Two parts Flemish blood − the Bosch kind but Gilbrechts' will do as well − one part Austrian − Austro-Hungarian I mean − one part Italian − the Marco Polo's kind − shake well on the other side of the Atlantic Ocean: pretty much an American, expatriated when he was a child in Florence, where he grew up and was educated. A chemist by education and an artist by astral conjunction, he found out that alchemy and the creation of an image are similar ways to investigate the things of nature and the nature of things.
Notwithstanding his natural modesty, he set up a long lasting collaboration with the Galleria Tornabuoni in Florence, where he has exhibited several times, contaminating with fragments of further reality many Italian and foreign art collections. Not content with that, he got involved in illustration as well, for publishers or companies like Poste Italiane, Regione Toscana, etc..
In 2014 he has created the illustrations for Una golosa serata di gala, a divertissement about the culinary passions of Rossini, Verdi, and Puccini, written by G.C. Corinto for MdS. Other books are on their way.


When did you realize that you wanted to be an artist?
Maybe around 30-35 years of age, simply because I had the time for it. But, thinking about it, I had always tried to find a creative side in all my previous jobs.


What phases of artistic evolution have you gone through?
I am self-taught, my education has been focused on classical studies in high-school (latin, greek…) and then chemistry at the university. But this has given me the opportunity to develop a personal style. I've started out creating works of no value at all and in time I have been able to create something which had sense and quality, but I have always kept the same style. I simply refined the technique and had a clearer view of where I wanted to get.

 

Which masters have inspired you most?
Many Flemish ones, Bosch, Bruegel, Vermeer, Magritte, there must be something genetic in this. Steinberg and Topor also. As far as Italian contemporary artists are concerned, Tullio Pericoli, better known as an illustrator, but a great painter as well. I wouldn't leave out great writers, Italo Calvino in primis.


What do you think about the art market?
It's just like any other market: it's all about marketing, there's no difference between selling cars or paintings. You need an art critic, a gallery, a curator, and customers.


What would you suggest to increase the appreciation of contemporary artists?
The study of arts should be increased at all school levels and there should be more occasions for people to meet artists. But in the end, it's the free market that determines the success or failure of an artist. Moreover, there should be more spaces at affordable prices where artists could join together. For example, in the US, there are counties working in this direction, as well as private foundations supporting young artists with grants.


Which is the work of art you are more bound to?
The art of painting by Vermeer. As a matter of fact, all Vermeer's works move me deeply and I see in them all the art that was to come.


What's your style? Are you more a painter or an illustrator?
I've always had a passion for illustration, I think it is more powerful in changing the way people see things. As a painter, my work is much more personal because I follow  my innermost feelings, while illustration is bound to a text and, in my case, a reprocessing of it in a surrealistic setting. In the case of "Una golosa serata di gala" I have used for the illustrations the same kind of composition I use in paintings.


Where would you like to exhibit and why?
In Ghent, Belgium, where my roots are and where probably I would be more appreciated.


Is it possible to make a living out of art in Italy?
Some do, the majority doesn't, but this happens in all the world.


Which are the problems most commonly encountered by artists?
Finding an art dealer willing to take risks. I am somehow penalized by my technique since watercolor is considered a son of a lesser god. And, of course, because I'm not Picasso...


What do you think, the good and the bad, of art critics?
Their role should be to let everyone understand art; unfortunately, they also shape the market.

 

What would you like people to know about you and your art?
I just want people to see my art, artworks live their own life, the artist has no importance.

 

 

 

 

ART 3.0 − AutoRiTratti
Paul Rooms
in collaborazione con Accademia dei Sensi
galleria immagini  www.behance.net/paulrooms 
website pagina FB dell'artista

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