“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Lunedì, 04 Aprile 2016 00:00

Art 3.0: AutoRiTratto di Liza Atzori

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Artista, pittrice, restauratrice, insegnante di pittura e disegno in una scuola di Roma che si rivolge a studenti russi. Nasce a Mosca da una famiglia di artisti, pittori e architetti. Ha allestito molte mostre personali sia in Italia che in Russia. Le sue opere sono all'insegna del colore che, attraverso piccoli dettagli, catalizza l'attenzione dell'osservatore.
Diplomata alla Scuola d'Arte Repina, oltre che nella pittura si specializza nell'arte della ceramica e della scultura, realizza arazzi e pirografie.
Affina le sue tecniche a Mosca presso lo Studio di Animazione Cinematografico Classica lavorando poi nello studio Pilota.

Nell'intervista ci tiene a sottolineare di essere sposata e madre di cinque figli, per ribadire come sia importante e possibile, per una donna, coltivare il proprio talento senza rinunciare alla famiglia. Ama Roma, città dove vive, la sua curiosità la spinge a cercare quegli angoli nascosti o perduti attraverso i dipinti degli autori del passato. Anche lei, come molti di noi, si chiede come mai, in un Paese come l'Italia, l'arte sia ancora così poco valorizzata dalle amministrazioni pubbliche.

Quando ti sei accorta di voler essere un'artista?
Fin dall’infanzia sono sempre stata attratta dalla pittura, probabilmente anche in base al fatto che sono nata in una famiglia di artisti. Mio padre in particolare è un pittore e architetto.

Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Passato il periodo dell’infanzia, ho avuto la possibilità di diplomarmi presso un’importante scuola d’arte di epoca sovietica, Repin che si trova a Mosca, dove oltre alla pittura mi sono specializzata nell’arte della scultura e della lavorazione della ceramica. All’età di vent'anni ho avuto la fortuna di lavorare presso la famosa scuola d’arte Surikov dove ho ulteriormente affinato le mie tecniche artistiche. Successivamente sempre a livello artistico ho lavorato presso lo studio di animazione Pilota di Mosca. La mia evoluzione artistica è particolarmente maturata al mio arrivo in Italia grazie all’atmosfera particolare che emana la cultura di questo grande Paese. Io penso che un artista sviluppi le proprie qualità oltre che nella pratica anche osservando le opere di grandi artisti e maestri del passato e del presente.

Hai dei modelli a cui ti sei ispirata e perché?
Sono sempre stata affascinata dalla pittura russa ed in particolare da: Konstantin Korovin, Kostantin Serok, Ivan Ajvazovskij e molti altri. Sono colpita dalla loro capacità di trasmettere la luce attraverso le opere.

Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
I grandi artisti del passato sono già stati valorizzati e non hanno bisogno di essere pubblicizzati tanto quanto ne hanno bisogno gli artisti contemporanei. Più mostre degli artisti del passato unitamente alla partecipazione di artisti contemporanei con vero coinvolgimento dei critici che hanno la capacità di fare accostamenti e paragoni tra il passato e il presente.

Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legata e perché?
Quando dipingo solitamente mi innamoro sempre delle mie opere, probabilmente non sono legata ad un’opera in particolare, ma prediligo quelle che rappresentano la “natura morta” e quelle legate a forme di architettura, in particolare se fanno riferimento a “Roma sparita”. Probabilmente è dovuto al fatto che sono molto affascinata dal realismo.

Se potessi scegliere, dove vorresti esporre e perché e in quale periodo dell'anno?
Non è tanto importante la città dove esporre quanto il tipo di organizzazione della mostra e la qualità dei visitatori che possono essere presenti. Per quanto riguarda il periodo dell’anno sicuramente in primavera o in autunno.

Secondo te si può vivere di arte in Italia?
È molto difficile riuscire a vivere d’arte probabilmente in ogni parte del mondo. Comunque in Italia è sicuramente molto più difficile in quanto questo Paese pur possedendo due terzi del patrimonio artistico mondiale, culla dell’arte romana, rinascimentale barocca e non solo, non riesce a valorizzare pienamente né le opere che possiede né gli artisti. Posso dire, essendo russa, che all’estero è molto più facile partecipare a delle mostre veramente importanti ed essere notati e valorizzati per le proprie qualità.

Nel processo di crescita e nel tentativo di affermazione e diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che, più spesso, incontra un'artista?

Sicuramente la possibilità di partecipare ad un’esposizione importante dove sia presente un critico di livello che possa evidenziare le potenzialità dell'artista. Essere in grado di creare una mostra personale importante per capire quanto le proprie opere siano interessanti per il pubblico.

Cosa potrebbe essere migliorato nella comunicazione dell'arte?
Probabilmente più interesse da parte dello Stato e delle amministrazioni locali che dovrebbero investire di più nell’arte con delle sovvenzioni alle associazioni magari monitorando l'impegno e il livello espresso. Con gli investimenti giusti, il coinvolgimento delle associazioni, dei critici d’arte ed il supporto delle amministrazioni locali si potrebbe focalizzare l'attenzione non solo di chi ama e conosce l’arte, ma anche di coloro che pur non essendosi mai interessati all'arte, potrebbero appassionarsi e rimanerne coinvolti.

Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d'arte?
Penso che un pregio sia quello di valorizzare al meglio un artista promettente e dargli la possibilità di essere meglio conosciuto nel mondo dell’arte. Un difetto è probabilmente quello di ricercare sempre negli artisti o in un’opera quello che stupisce o che deve stupire a tutti i costi. A volte anche il critico bravo non riesce a tener conto dell'abilità, della maestria e della classe vera e propria insita nell’artista.

Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
Riguardo la mia arte in primo luogo vorrei che i lettori conoscessero le mie opere dove io oltre al lavoro cerco anche di rappresentare la mia anima. Riguardo a me, vorrei sapessero che amo la bellezza e resto incantata dalla bellezza interiore, insegno arte presso la scuola russa di Roma, sono moglie e madre di cinque bambini e, anche se non è facile, che riesco a conciliare e a trovare il tempo sia per la pittura che per la famiglia.

Infine, che domanda vorresti che ti venisse rivolta durante un'intervista?
Penso che le domande precedenti siano più che sufficienti.

 

 

 

 

ART 3.0 AutoRiTratti
Liza Atzori
in collaborazione con
Accademia dei Sensi
website
www.atzoriart.com

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