”Restava da chiedersi se davvero le pietre avrebbero resistito, con tutta quell'acqua che scendeva e scendeva in quel quarto giorno esattamente com'era scesa nei tre giorni precedenti e insomma non sembrava proprio che la città avesse intenzione di reagire, soltanto e semplicemente si limitava ad assorbire l'acqua fin quando avesse potuto ma il problema in effetti è proprio questo: fino a che punto si può assorbire l'acqua? Qual è in realtà il nostro limite? In ogni caso accadeva, come se questo problema fosse ancora indistinto e confuso e certamente lontano, perché la rassegnazione si era trasformata in indifferenza“

Nicola Pugliese

Lunedì, 21 Marzo 2016 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Rosanna Miccolis

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In merito a Rosanna Miccolis scrive − in Arte e collezionismo 2010 − il critico d'arte Mariarosaria Belgiovine: “La sua pittura si lascia trasportare da una segnica evocativa e memoriale, sottolineando la sua bravura nel descrivere ogni particolare. La quiete della natura è sottolineata dai suoi emotivi intrecci cromatici, che si sviluppano con naturalezza ed intuito creativo. Un figurativo dal tocco romantico, testimone della vasta ed inesauribile presentazione della realtà. Le sue opere ci comunicano una suggestiva scelta sfumata di un cromatismo adatto alle energie della sua elegante espressione pittorica". Conosciamola meglio, dunque; conosciamo meglio la sua pittura.                                                                                                                                                                                                                                                         

Quando ti sei accorta di voler essere un’artista?
Da sempre ho percepito un interesse per forme e colori, disegnando su qualsiasi supporto e vivendo a contatto con la natura mi servivo anche di un ramo per disegnare sulla nuda terra, mi bastava un tizzone per creare. Quello che più immortalavo erano gli occhi. In me è nato il desiderio di possedere un pennello e un colore fra le mani, ma non c’è stato un momento particolare in cui mi sono accorta di voler essere una pittrice. 

Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Nel 2000 ho deciso di dedicarmi interamente all’arte. Inizialmente ho frequentato corsi di disegno e pittura dal vivo e, per un breve periodo, lo studio del maestro Tommaso Fiermonte. Attratta dall’arte figurativa ho cominciato uno studio sui grandi del passato e sulle varie tecniche.
Ho sperimentato altre forme artistiche − ad esempio: la cartapesta − conseguendo l’attestato di  “esperto nella lavorazione”. Grande soddisfazione mi ha dato anche la modellazione della terracotta permettendomi di lavorare su grandi manufatti come i carri allegorici di Putignano, paese in cui vivo. 


Hai dei modelli a cui ti sei ispirata e perché?
Come Leonardo Da Vinci, Rembrandt e Vermeer e molti altri si ispirarono a Jan Van Eyck anch’io ho seguito le loro orme pittoriche: dunque tecnica fiamminga, complessa per i lunghi periodi di asciugatura, ma che da una ricca gamma cromatica.
Per me è come se avessi legami misteriosi col passato, la considero una sfida con me stessa, capire, sperimentare ed a volte fallire. È straordinario vedere come passo dopo passo il dipinto prende vita,  ed ogni volta è sempre una piccola vittoria.


Cosa pensi del mercato dell'arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?
Èun periodo difficile, com'è noto, per il mercato dell’arte: mancano le finanze e le istituzioni sono assenti. Considerando  il patrimonio storico artistico italiano, non è pensabile che si escluda l’arte contemporanea. A livello internazionale Russia, Cina, India e Arabia hanno dato rilievo all’arte tutta, aprendo musei, gallerie e stimolando gli artisti di tutto il mondo ad esprimersi.


Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
Oggi l’artista non è più isolato come molti anni fa e sono tante le vie che gli permettono di entrare a far parte del mercato dell’arte: da internet ai vari canali televisivi specializzati nella promozione e nela vendita dell’arte. Sarebbe opportuno organizzare grandi manifestazioni, Biennali, Triennali e, perché no, ripristinare la Quadriennale di Roma ed occorrerebbe che i costi fossero accessibili a tutti.


Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legato e perché?
Sono legata in modo particolare al ritratto di Papa Giovanni Paolo II: un uomo che ha voluto insegnare il rispetto per il prossimo e l’uguaglianza ma, soprattutto, colui che è stato il primo che ha chiesto scusa per gli errori della chiesa.
È un dipinto che conserverò.


Se potessi scegliere, dove vorresti esporre e perché e in quale periodo dell'anno?
Non ho obiettivi precisi: per poter esporre ogni luogo è giusto come ogni periodo; ciò che sento necessario è soprattutto avere intorno gente che ama l’arte.


Secondo te si può vivere di arte in Italia?
Purtroppo per vivere d’arte devi avere alle spalle un gallerista − o un critico − o qualche famiglia facoltosa che pratichi il mecenatismo e che ti dia la possibilità di farti conoscere, finanziando le tue mostre. Servono persone, insomma, che si occupino di far conoscere il tuo operato.

 
Nel processo di crescita e nel tentativo d'affermazione e di diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che, più spesso, incontra un’artista?
Secondo me la difficoltà maggiore, quella davvero ostativa, è di natura economica. 


Cosa potrebbe essere migliorato, secondo Lei, nella comunicazione dell'arte?
Viviamo in un mondo tecnologico: social network, canali televisivi monotematici e molto altro che ci permettono di pubblicizzare il nostro lavoro dandoci buona visibilità. Credo che esista già una buona comunicazione dell’arte.

Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d'arte?
Una critica può arricchire il curriculum di un’artista; difficilmente ho ascoltato un critico d’arte "denigrare" un dipinto.

Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
Potrà sembrarti retorico ma spesso ho bisogno di isolarmi dal mondo. Succede che mi ritrovo davanti alla tela, assorta in un silenzio interiore, isolata da tutti e da tutto. Creare per me è diventata una necessità.

Infine, che domanda vorresti che ti venisse rivolta durante un'intervista?
Ecco unadomanda che vorrei mi venisse fatta: "Qual è il tuo grande desiderio?".
Nella più completa consapevolezza dell’impossibilità, vorrei poter conoscere Leonardo Da Vinci. Pur  sapendo che resterà un sogno, vi prego: lasciatemi sognare.

 

 

 

 

 

ART 3.0 − AutoRiTratti
Rosanna Miccolis
elenco opere nelle immagini
Grisaglia (olio su tela, pittura preparatoria; part.); Ricordi (olio su tela); Papa Giovanni Paolo II (olio su tela); Nevicata (olio su tela)
website pagina FB dell'artista

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