“Sono la lepre molto avanti alla muta dei miei critici”

Virginia Woolf

Lunedì, 25 Gennaio 2016 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Albin Talik

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“Cosa rappresentano i nastri bianchi presenti in molte delle tue opere?” Questa è la domanda che Albin avrebbe voluto che gli fosse posta da un fruitore della sua arte.
Avendo lasciato la domanda senza risposta non possiamo che tentare di dare una interpretazione soggettiva e personale. Forse quei nastri sono i fili del destino che conducono i protagonisti dei suoi quadri nel dispiegarsi caotico delle loro esistenze, oppure sono la figurazione dei vincoli e delle convenzioni che legano e immobilizzano l'operato umano: in ogni caso, quello che è evidente, è che alcuni dei soggetti di Talik usano o giocano con tali nastri laddove altri ne sono vincolati.
Alla ricchezza dei contenuti questo giovane artista polacco è in grado di affiancare una tecnica esecutiva del tutto originale. Egli infatti non fa uso di colori ma rende le sue rappresentazioni incollando pezzi di carta colorati e opportunamente sagomati così da costruire effetti e transizioni stupefacenti. Tale effetto così genuinamente materico è frutto di una lunga ricerca espressiva che Albin ha condotto partendo dalla sperimentazione musicale, all'accademismo pittorico fino alla manualità artigianale.

Questo artista è, in un certo senso, essenziale e pratico nei modi, arriva al sodo senza indugiare in auto celebrazioni o in ridondanze stilistiche. Ha una visione disillusa e pratica della vita pur non rinunciando a pennellate di colorato ottimismo che usa per dare vitalità alle sue rappresentazioni sceniche su tela e per offrire uno sguardo di speranza verso il futuro dell'arte e dell'umanità così come leggerete nell'intervista.

Quando hai realizzato di voler essere un artista?
Difficile a dirsi. Non mi sono mai sentito un artista, ho soltanto bisogno di fare qualcosa e raccontare storie in un modo diverso, usando musica o immagini.

Quali sono i passi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Da bambino andavo a scuola di musica, cantavo nel coro, suonavo il piano. A diciotto anni ho voluto suonare la chitarra. Ho formato una band e mi piaceva molto. Ho registrato diversi album, suonato in tanti concerti. Dopo un paio di anni ha iniziato a disturbarmi lavorare dentro un gruppo. Ero stanco di lottare e talvolta anche di discutere con i miei colleghi, questo mi distraeva durante il processo creativo. Ho smesso di esibirmi in concerti, ma continuavo a fare musica per film di animazione, giochi e per mie rappresentazioni teatrali. Nel frattempo mi sono iscritto ad un corso accademico di pittura di Magdalena Siejko. Ho frequentato questo corso per due anni. Passavo l'intera notte sui disegni accademici, stavo copiando i miei maestri, ho provato tecniche diverse. Un giorno la mia ragazza mi ha convinto ad elaborare la composizione e l'uso dei colori facendo collage. Ho fatto immediatamente la prima opera e mi sono fermato a questa tecnica che uso ancora oggi sebbene stia ancora sviluppandola. La tecnica che uso oggi è molto originale e unica, questo è il motivo per cui ho iniziato a chiamarla 'pittura di carta'. Le mie rappresentazioni consistono soltanto in carta e colla, non uso vernice ma sto tentando di farle sembrare pitture a olio con le caratteristiche transizioni di colore e segni di pennello.

Hai modelli ai quali ti sei ispirato e perché?
Certo li ho, mi piacciono artisti differenti per ragioni differenti. L'avventura della mia arte visuale iniziò dopo i miei trenta anni ispirata da pittori come Paul Gauguin, Henri Rousseau o Władysław Ślewiński  che cominciò a dipingere alla stessa età. Le storie delle loro vite mi hanno aiutato a decidere cosa volessi fare della mia. Mi hanno aiutato a credere in me stesso. Gli scrittori mi hanno anche aiutato molto, spesso anche di più.
Penso che il soffrire sia una grande forza trainante, senza di questa probabilmente non varrei niente come artista. Ho una natura depressiva, vedo il mondo a tinte fosche. I miei dipinti per molti sono tristi, nonostante il fatto che io usi colori forti e vivaci. Ho migliaia di idee in testa e metto tutte le mie emozioni nelle opere. Per me è più facile creare nel dolore che nella gioia, nelle mie tele non mostro cose come la politica, non ho neanche la TV a casa. Tento di trascorrere il tempo in maniera creativa. La vita corre veloce: penso che la cosa più importante sia essere onesti con se stessi.
Quando ero più giovane ero pieno di ira e non mi importava di nulla: pensavo che se la mia vita faceva schifo, perché mi sarei dovuto interessare degli altri? La prima volta che ho riflettuto sulla Realtà è stata dopo aver letto I fratelli Karamazov di Dostoevskij: ho iniziato a guardare in un modo differente il mondo, i grandi dilemmi dell'umanità come l'esistenza del libero arbitrio, di Dio, del Male, dell'Amore.
Sentivo che potevo fare qualcosa con tutto quel dolore che provavo dentro. Stavo cercando di scoprire come modularlo, combatterlo o usarlo in qualche modo. Molti libri mi hanno aiutato in questo. Scrittori come Paul Auster, Cormac McCarthy, Graham Greene, Nabokov.
La forza delle parole, il potere della letteratura è enorme. Recentemente ho letto un libro di un grande scrittore cinese Mo Yan, intitolato Rane. Questo testo mi ha costretto a pormi la domanda: “Faccio del male a qualcuno?”. Grande storia: lo raccomando fortemente.

Che ne pensi del mercato dell'arte, quali i suoi limiti e potenzialità?
Bella domanda! Penso dipenda da dove vivi. In Polonia ci sono molti artisti di talento, sfortunatamente però ci sono poche gallerie per farli esibire tutti. Penso comunque che lentamente le cose stiano cambiando in meglio. Abbiamo molte gallerie virtuali come Saatchi Art dove si può facilmente vendere la propria arte in tutto il mondo. Molte persone stanno iniziando a investire nell'arte. Io stesso ho venduto opere in Kenia, USA, Olanda, Repubblica Ceca, quindi posso tranquillamente dire che non esistono limiti. D'altra parte è strano vedere che quando vendo un'opera a cinquecento euro in Polonia la gente mi dice che è troppo cara, ma quando provo a vedere la stessa in Olanda mi chiedono perché sia così a buon mercato!

Cosa suggerisci per aumentare il valore degli artisti contemporanei? Qualche idea?
Il suicidio è una soluzione! Ovviamente sto scherzando. Credo sia difficile misurare il valore. Per diventare conosciuti e famosi ci vuole molto tempo sia per i pittori che per gli scultori. Dopotutto anche le opere oggi più richieste di pittori come Gauguin e Cezanne, quando essi erano in vita non venivano apprezzate. Penso che se metti cuore, talento e duro lavoro prima o poi raggiungi il tuo obiettivo.
Inoltre ho bisogno delle mie opere. Sento il bisogno interiore di creare. Mi aiuta a combattere i miei demoni, mi ripulisce in qualche modo. Lo farei in ogni caso, sia che io fossi ricco o povero. Credo che l'artista debba, prima di tutto, concentrarsi sul proprio lavoro. Nulla accade con facilità. Secondo me un artista deve pianificare degli obiettivi.

Qual'è la tua opera preferita, che sia tua o di qualche altro artista?
Non ho opere preferite. Ci sono così tanti dipinti interessanti e non posso comparare, ad esempio, Mark Rotkho con Chaim Soutine. Mi piacciono entrambi. Un giorno amo profondamente Botero e il giorno dopo Balthus. Tra i pittori polacchi contemporanei apprezzo Robert Bubel e di lui ammiro quasi tutte le opere. Se mi capita di leggere una biografia dell'artista ovviamente mi metto a studiare le sue opere. Recentemente ho scoperto le opere di Lovis Corinth e le ho molto apprezzate.
Circa le mie opere le amo tutte in modo differente. Mi piace concentrarmi su luce e atmosfera. Con ogni singola opera sento di sviluppare a modo mio particolari aspetti che mi interessano.

Dove vorresti esibire la tua produzione artistica? Ed in che periodo dell'anno?
Non lo so. Sto provando a prendere in considerazione ogni offerta che ricevo senza rifiutarne alcuna. Sono sempre felice di fare una mostra ed avere una possibilità di condividere il mio lavoro con un pubblico vasto.

Secondo te in Polonia si  può vivere di arte?
Conosco molte persone che vivono nel mercato dell'arte, quindi suppongo di sì. Penso che se sei bravo e ti dai da fare non importa ove tu viva. Frank, il mio manager sta tentando di presentare il mio lavoro in Germania e, in una settimana ha organizzato una mostra in una galleria, ma non mi concentro solo sulle gallerie. Ho organizzato alcune mostre in sale da concerti, vetrine commerciali e laboratori d'arte.

Quali sono gli ostacoli principali per la crescita professionale e creativa di un artista?
La pigrizia: penso sia molto importante essere pazienti. La vita è ingiusta ma molto dipende da noi stessi. Non perdere tempo in stupidaggini, credere in se stessi anche se gli altri non ci credono. Prendere ispirazione da altri artisti ma non copiarli, provare a trovare il proprio stile, non darsi per vinti e fare il proprio lavoro. So che parlare non serve a molto, l'arte è una scelta. Quando debbo scegliere tra realizzare un'opera o andare ad un concerto generalmente scelgo la prima. La crescita avviene con il tempo, lentamente, dobbiamo imparare a guardare il lato positivo, non esistono scorciatoie per alcun posto dove valga la pena andare.

Cosa può essere migliorato nella comunicazione dell'arte?
Penso che grazie a internet la comunicazione è molto migliorata. Dopotutto, proprio ora, sto dando un'intervista alla soleggiata Italia!

Puoi menzionare un merito e un demerito della critica d'arte?
Penso che la critica costruttiva sia sempre positiva. Se qualcuno critica il tuo lavoro e ti fa notare degli sbagli, delle cose da correggere, è un contributo prezioso. Molti artisti un po' troppo sensibili potrebbero restarne feriti.

Cosa vorresti che i lettori sapessero di te e della tua arte?
Le mie opere sono fatte di carta. Non sono pitture a olio e non uso coltello per mastice. Ogni immagine veicola un altro messaggio. Sentitevi liberi di guardare e trarre conclusioni. Molte persone mi mandano le loro interpretazioni del mio lavoro. Questo mi piace molto. Talvolta la percezione della medesima opera appare completamente diversa. Questo è tutto. Penso che tutto quello che c'è da sapere di me e delle mie opere è precisamente nelle mie opere!

In ultimo che domanda vorresti che ti venisse posta in un'intervista?
Forse alcune specifiche domande su un'opera in particolare. Ad esempio: Cosa sono i nastri bianchi visibili nelle tue opere?

 

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When did you realize you wanted to be an artist?

Hard to say. I never felt like an artist, I just I need to do various things and telling stories in a different way, using music or images.

Which are the main steps of your artistic evolution?
As a child I went to music school, sang in the choir, played the piano. When I was eighteen I wanted to play the guitar. I formed a band and I loved it. I recorded several albums, played a lot of concerts. After couple of years I felt that I was fed up with working within the group. I was tired of struggling sometimes even arguing with my colleagues what was quite distracting during the creation process. I stopped playing concerts but still made music for animated films, games and theater performances on my own. In the meantime I signed up for painting classes for PhD. Magdalena Siejko. I attended classes there for 2 years. I spent the whole night on academic drawing, I was copying my masters, I tried different techniques. One day my girlfriend convinced me to train the composition and the use of colours by making collages. I made the first piece immediately and I am stuck to this technique till today however I am still developing it.
The technique I use nowadays is very original and unique that is why I started to call it paper painting. My pictures consist only of paper and glue and I do not use paint at all but I am trying to make it look like an oil painting with the characteristic colour transitions and brushes marks.

Do you have inspirational role models and why?
Of course I have. I like different artists for different reasons. My visual art adventure started after the age of thirty inspired by the painters such as Paul Gauguin, Henri Rousseau or Władysław Ślewiński who also began to paint that age. The stories of their lives helped me decide what I want to do in life. They helped me believe in myself.
Writers inspire me too. Sometimes even more. I think that suffering can be a major driving force. Without it I probably would not wort as an artist at all. I have a depressive nature. I see the world in dark colors. My paintings for many people are sad, inspite the fact I use a lot of strong and vivid colors. I have hundreds of ideas in my head. I put in my paintings all of my emotions. It is easier to create in sorrow than in joy. At least for me. In my paintings, I do not show such topics as politics. I do not have a TV at home.
I try to creatively spend my time. Life is running out fast. I think the most important thing is to be honest with yourself. When I was younger, I was full of rage and did not care about anything. I thought that if my life sucks what I care about the others. The first time I reflected on the reality was after reading The Brothers Karamazov by Dostoevskij. I started to look at the world in a different way, to the eternal dilemmas of humanity such as the existence of free will, God, evil, love. I felt that I could do something with all that pain I felt inside. I was trying to figure out how I can modulate, fight or use it some way. There are several books that have helped me do this. Writers such as Paul Auster, Cormac McCarthy, Graham Greene, Nabokov. The strength of the words, the power of literature is enormous. Recently I read a book of a great Chinese writer Mo Yan called Frogs, which forced me to ask the question: "Do I also hurt someone?". Great story. I highly recommend it.

What's your opinion about the art market, its limits and potential?
Good question. I think it depends on where you live. In Poland there are many talented artists, unfortunately, too little galleries to show them. But I think that everything is slowly changing for the better. We have many web galleries such as Saatchi Art where you can easily sell art worldwide. A lot of people are starting to invest in art. I myself have sold paintings to Kenya, the USA, the Netherlands and the Czech Republic so I can safely say that there are no limits. On the other hand it is strange that when I sell the picture for five hundred euros in Poland people ask why it is so expensive, but when I try to sell the same in the Netherlands they are asking why so cheap?

What would you suggest to enhance the value of contemporary artist, any idea?
Suicide is a solution... of course I'm joking. I think it's hard to measure the value. It takes time for painters and sculptors to become known or famous. After all, even the best selling pieces by painters as Gauguin and Cezanne in the days when they lived were not appreciated. I think that if you put heart, talent and a hard work sooner or later you will reach your goals. Secondly, I need my paintings. I feel the inner need of creation. It helps me fight my demons, cleanses me in some way. If I am rich or poor I will do it anyway. I think that the artist should first of all focus on their work. Nothing comes easy. In my opinion an artist should set some goals.

What is your favorite piece of art, either yours own or another artist's?

I do not have any favorite picture. There are too many interesting paintings for me and I could not compare for example Mark Rotkho or Chaim Soutine. I like them both. One day I deeply love Botero and the next day Balthus. Of the Polish contemporary painters I appreciate Robert Bubel and I admire almost all of of his pieces. If I happened to read a biography of the artist I obviously study his paintings. Recently I discovered Lovis Corinth paintings and I really find him a great artist.
As far as my works are concerned I like each of them in a different way. I like to focus on light and atmosphere. With each particular painting I feel that I develop myself what I like the most.

Should you pick a venue for your artwork exhibition, which one would you pick, why and during which time of the year ?
I do not know. I am trying to take all the offers into consideration and do not refuse anyone. I am always happy to have the exhibition and have a chance to show my work to the wider audience.

In your opinion, could one be an artist in Poland for aliving?
I know many people who live on the sale of the art, so I guess so. I think if you are good and hardworking it does not matter where you live. My manager, Frank is trying to present my work in Germany and within a week he arranged the exhibition in a gallery. But I do not focus only on the galleries. I have organized a few exhibitions in the concert halls, shopping window or at design store.

What are some of the most common obstacles to artists' professional and creative growth?
Laziness... I think that it is very important to be patient. Life is unfair but much depends on ourselves. Do not waste time on nonsense. Believe in yourself even if others do not believe in you. Take the inspiration from the other artists but do not copy them. Try to find your own style. Do not give up. Do your job. I know that talk is cheap. Art is a choice. When I have to choose painting a picture or going to a concert I usually choose the painting. The development comes with time. Slowly. We must be able to look at the good side. There are no shortcuts to any place worth going.

What could be improved in the communication of art?
I think that thanks to the Internet communication is much better. After all, right now I give an interview to the sunny Italy...

Tell us the merits and faults of art criticism
I think constructive criticism is always good. If someone criticizes your work and points out mistakes, things to patch, it is very valuable. Many artists who are too sensitive can be easily hurt.

What would you like the readers would know about yourself and your art?
My paintings are made of paper. It is not an oil paint and I do not use putty knife.
Each image carries an other message. Feel free to watch and draw conclusions. Many people send me their interpretations of my work. It's very nice. Sometimes reception of the same work is totally different. And that's it. I think everything you wanted to know about me and my paintings is precisely in the paintings.

Finally, what question would you like to be asked during an interview?
Maybe some specific question about a particular image. What are the white ribbons visible in my paintings?

 

 

 

 

Art 3.0 – AutoRiTratti
Albin Talik
in collaborazione con Accademia dei Sensi
elenco opere nelle immagini Danse Macabre; Rumination; Game, Perturbation, By the Window; Signature; Amusement
website www.albintalik.com 
Pagina Facebook dell'artista

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