“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Lunedì, 21 Dicembre 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Anna Rita Angiolelli

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Incontro, per Art. 3.0, una pittrice che mi colpisce per la sua raffinata eleganza. Una pittrice decisamente interessante, bella, maliziosa, che riporta nelle sue tele l’arte della seduzione. Le figure femminili sono lineari ed eleganti, di una bellezza che non conosce il tempo. Sofisticate creature che emergono con prepotenza dalle sgorature di colore o che si impongono per intensità dello sguardo e del sorriso. Basta un dettaglio a queste donne per trasmettere passione e carnalità oppure attesa, stupore e desiderio. Le sue città sono irreali per l’uso che fa del colore, ma non è difficile riconoscerle o immaginarle in un tramonto intenso di una giornata felice.

"Anna Rita Angiolelli" − scrive Leo Strozzieri, critico d'Arte − "è artista  di rara  e raffinata sensibilità che riesce ad esternare sulla tela la poesia o meglio l’armonia interiore. In tal modo le opere sono brani stupendi  di un interiore diario che lei sente il bisogno di scrivere al fine di coinvolgere in questa sua visione ottimistica della vita il fruitore. Tematiche preferite quelle del paesaggio e della figura femminile. La visione della natura risulta sempre rasserenatrice ed altamente spirituale. A ciò molto contribuisce l’elemento “luce” con la quale le scene diventano talora paradisiache. Una luce non entità fisica, quanto piuttosto insita nel colore stesso, gettato sulla superficie in modo tonale e con velature delicatissime. Quanto alla figura femminile, Angiolelli rinuncia ad una concezione materialistica del tema, evitando compiacimenti formali o barocchismi di maniera. La donna per lei è elemento simbolico legato ad un concetto quasi stilnovistico, sicché ad interessarla sono le doti interiori e morali della donna, anziché la grazia esteriore e corporea.
In definitiva una pittura la sua che vuole andare oltre la superficie, oltre l’apparenza, per scavare in profondità persone e cose. Indubbiamente lei è consapevole che la ricerca figurativa deve superare la tentazione del verismo, dannoso per l’arte".

Quando ti sei accorta di voler essere un’artista?
Io non lo so se sono un’artista, semplicemente ho sempre amato disegnare; fin dai miei primi anni era quello che più desideravo fare nella vita.

Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?

Mi sono diplomata al Liceo Artistico e ho studiato architettura; ho iniziato molto presto a dipingere a olio su tela dedicandomi soprattutto allo studio della figura umana e della ritrattistica. I miei soggetti preferiti sono i volti che mi piace realizzare anche a matita o a pastello, ma amo anche dipingere paesaggi.

Hai dei modelli a cui ti sei ispirata e perché?
Sono sempre stata affascinata dalla pittura del Rinascimento e del Seicento, considero Caravaggio il più grande in assoluto.

Cosa pensi del mercato dell’arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?
Penso che oggi ci sia una grande confusione, ci sono moltissimi artisti anche bravi che vorrebbero affermarsi, ma le gallerie non sono più come una volta, oggi aprono gallerie ovunque che offrono esposizioni a pagamento affittando spazi senza puntare sulla qualità: l‘importante è che si paghi; i galleristi non hanno più, come in passato, interesse a promuovere un determinato artista, perché comunque sono stati già pagati dal pittore che espone. La cosa più importante per un artista è poter avere visibilità, fortunatamente oggi questo è possibile grazie ad Internet e alle gallerie on line che permettono di esporre e di mettere in vendita le opere: questo è molto apprezzato anche dal pubblico. Gli acquirenti di opere d’arte on line sono in costante aumento.

Qual è l’opera tua o di altri a cui sei più legata e perché?
Ogni opera che si realizza è una parte di noi, è impossibile non sentirsi legati, ma in particolare ho alcuni quadri dipinti molti anni fa che credo non riuscirei a vendere mai, comunque, in genere cerco di superare questa cosa e di non pensarci altrimenti non potrei vendere quello che faccio.

Secondo te si può vivere di arte in Italia?
Direi che è piuttosto difficile, molti dipingono nel tempo libero avendo un’altra attività, Purtroppo il lavoro dell’artista in Italia non è considerato una professione ma un hobby e questo è ancora più triste proprio perché  l’Italia è la patria dell’arte.

Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d’arte?
I critici d’arte − per dirla con una frase fatta − oggi "spuntano come i funghi" e la maggior parte di loro fa solo danni offrendo recensioni a pagamento a chiunque, scrivendo più o meno le stesse cose. Conosco dei critici che si arricchiscono puntando sull’ingenuità di persone che si illudono di diventare famose perché hanno pagato per una recensione o per poter partecipare ad un evento.
Una cosa che mi dà profondamente fastidio è l’organizzazione di “premiazioni”  per meriti artistici; spesso ricevo inviti ad eventi in cui offrono dei premi alla carriera che poi naturalmente sono a pagamento. Purtroppo intorno al mondo dell’arte si è creato un giro di disonesti che approfitta dell’ingenuità di chi è nuovo in questo ambiente e che crede che pagando possa arrivare facilmente al successo.

Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
La pittura richiede un grandissimo impegno: è studio ed esercizio continuo, non bisogna mai pensare di essere “arrivati”, ma  occorre invece alimentare sempre il desiderio di andare avanti, capire i propri errori e correggerli, essere umile e confrontarsi con gli altri. La pittura è una grande passione, richiede grossi sacrifici ma riesce a dare una gioia che forse nessun’altra professione può dare.

 


ART 3.0 − AutoRiTratti

Anna Rita Angiolelli
in collaborazione con Accademia dei Sensi
website pagina FB artista

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