“Piovve tanto forte che tutti i porci diventarono puliti e tutti gli uomini sporchi”

Georg Christoph Lichtenberg

Lunedì, 27 Aprile 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Marcello Scarselli

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“Nel suo studio si consuma la sua vita. Aldilà dei gesti e delle parole di un uomo c’è la forza di un artista che lascia tracce del suo vissuto su ogni opera. Così diverso ma così, necessariamente, uguale è il suo stile sia nei dipinti che nelle sculture. Necessariamente perché Scarselli è sempre uguale a se stesso, coerente. Perché è un artista che, in ogni situazione, ha il bisogno, la necessità, di essere in simbiosi con l’opera. 

La sua produzione artistica si è, indubbiamente, ispirata alla presenza del vissuto, di quella quotidianità trascorsa che, sedimentata nel ricordo, racchiude in sé anche momenti di sofferenza che il tempo ha trasformato in deflagrazioni cromatiche capaci di rappresentare la gioia di un appagamento artistico conquistato quadro dopo quadro, mostra dopo mostra. C’è colore, luce e passione: il gesto imperioso e libero è il protagonista.
Questo fare arte è stato presentato, nel tempo, in molti luoghi importanti come il Castello dei Vicari di Lari, Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Palazzo Mediceo di Seravezza, Museo Piaggio di Pontedera, la Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino fino ad arrivare alla sede della filiale della Cassa di Risparmio di San Miniato nel centro storico di Lucca, uno dei austeri palazzi della città. Un ideale percorso storico dal Medioevo, passando per il Rinascimento, per giungere all'età industriale, a incorniciare le opere di Scarselli” (Filippo Lotti).


Quando ti sei accorto di voler essere un artista?

Penso che non ci sia un momento preciso in cui si decide di diventare artista; inevitabilmente il dipingere diventa una necessità. Quando ho capito che con la pittura avrei potuto esprimere i miei sentimenti, far vedere agli altri le cose reali attraverso la mia immaginazione, liberare le emozioni sulla tela, ho deciso che non avrei mai più smesso.


Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Credo di aver sempre cercato di esprimermi attraverso il disegno e la pittura fin da bambino. Dipingevo un figurativo vero ma man mano che la mia esperienza cresceva non mi bastava più, sentivo la necessità di liberare le mie sensazioni in modo personale; ho smesso per un periodo di dipingere dedicandomi alla fotografia amatoriale e mi sono accorto che anche con la foto non volevo fotografare l’immagine in quanto tale, ma dare sensazioni attraverso un particolare o uno spiraglio di luce, ed è lì che ho ricominciato a dipingere in modo informale cercando di non ricordare visivamente i paesaggi, ma esprimendo i suoni, i rumori, i profumi che questi paesaggi o le persone avevano suscitato in me.
Penso proprio che il passaggio fondamentale della mia evoluzione artistica sia stata la fotografia e anche se è stata un periodo breve, mi ha permesso di vedere la pittura con un occhio diverso e di entrare in un sentiero che tutt'oggi percorro.


Hai dei modelli a cui ti sei ispirato e perché?
Non ho mai avuto dei modelli a cui ispirarmi, però sono stati importanti la pittura del Novecento italiano e la grande scuola dell’informale con Burri e Afro, solo per citare alcuni nomi, che non mi hanno lasciato indifferente.
La mia è una pittura informale, a volte astratta, altre volte accenno la figura, ma penso che ciò che mi contraddistingue e mi rende più riconoscibile sia però il mio segno, libero e gestuale.


Cosa pensi del mercato dell'arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?
Il mercato dell’arte vive, come tutto del resto, un periodo molto difficile e con questa crisi è stagnante. Per l’artista sono momenti difficili, bisogna essere coerenti e resistere, resistere…


Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
Occorre dare più possibilità ai giovani artisti di accedere gratuitamente alle Fiere e alle manifestazioni importanti. Il grande problema per un artista è la visibilità in circuiti capaci di apprezzarlo.


Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legato e perché?
L’opera a cui sono più legato è La nave della solitudine che ho realizzato nel 2000 ed è stata un percorso doloroso, ma molto ricco di grande energia pittorica.


Se tu potessi scegliere, dove vorresti esporre e perché e in quale periodo dell'anno?

Premesso che quando allestisco una mostra lo faccio in luoghi che mi hanno fatto innamorare a prima vista anche se non li ho eccessivamente frequentati, ho un sogno nel cassetto: fin da ragazzino avrei voluto esporre alla Biennale di Venezia. Sognare è sempre bello!


Secondo te si può vivere di arte in Italia?

Vivere d’arte in Italia è difficile, forse lo è un po’ meno per chi riesce a collocarsi in una linea più commerciale; non è il mio caso perché faccio in continuazione ricerca e sono spesso allo stesso tempo curatore, mediatore e mercante della mia arte. Non è semplice, occorre essere perseveranti e avere un grande amore per ciò che si fa.


Nel processo di crescita e nel tentativo di affermazione e diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che, più spesso, incontra un artista?
Organizzare mostre all'estero se non si è supportati da gallerie che ti promuovono non è molto semplice sia da un punto di vista organizzativo che dei costi elevati; questo naturalmente penalizza tutti quei pittori che, seppur bravi, non riescono a fare una buona promozione di se stessi. Oggi oltre che pittori occorre essere manager.


Cosa potrebbe essere migliorato nella comunicazione dell'arte?
Avere più spazio dedicato all'arte rispetto a quello, quasi inesistente, che oggi troviamo in un qualsiasi quotidiano, o rivista, o programma tv.


Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d'arte?
I veri critici d’arte sono pochi, ma quando artista e critico si incontrano e la pittura riesce ad esprimersi con le parole tutto diventa orchestra.


Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
Vorrei che condividessero con me, ogni volta che guardano un mio quadro, la gioia che ho provato nel realizzarlo perché per me arte è anche condivisione di emozioni.

 

 

 

 

 

ART 3.0 − AutoRiTratti
Marcello Scarselli
in collaborazione con Accademia dei Sensi
elenco opere nelle immagini Le rondiini curvano (tecnica mista su tela, 2015, part.); Aquiloni (tecnica mista su tela, 2014); Odore di Scirocco (tecnica mista su tela, 2015); Campi di cielo (tecnica mista su tela, 2014)
website www.marcelloscarselli.com
            
www.arte-sanlorenzo.it/profilo.php?section=artisti&artist=89

 

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