”Restava da chiedersi se davvero le pietre avrebbero resistito, con tutta quell'acqua che scendeva e scendeva in quel quarto giorno esattamente com'era scesa nei tre giorni precedenti e insomma non sembrava proprio che la città avesse intenzione di reagire, soltanto e semplicemente si limitava ad assorbire l'acqua fin quando avesse potuto ma il problema in effetti è proprio questo: fino a che punto si può assorbire l'acqua? Qual è in realtà il nostro limite? In ogni caso accadeva, come se questo problema fosse ancora indistinto e confuso e certamente lontano, perché la rassegnazione si era trasformata in indifferenza“

Nicola Pugliese

Lunedì, 30 Marzo 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Lalla Lippi

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"STREGA RIGATTIERA. Signori miei, non passino oltre a quel modo; non lascino fuggire l'occasione.Veggano, veggano che fiore di mercante! Qui v'è di tutto; e son nullameno tutte coserarissime e senza eguali in terra; tutte famose perqualche gran malanno recato, quando che fosse, agli uomini e al mondo. Io non ho in bottega un pugnale dal quale non sia grondatosangue, non una tazza che non abbia dato a bere un segreto veleno, e distrutte le più robuste complessioni; non un ornamento che non lasciasse una donna da bene; non una spada che non rompesse un'alleanza, o non trafiggesse l'avversario alle spalle.
MEFISTOFELE. Madonna, voi conoscete male i tempi. Quelle cose vostre sanno dell'antico, e ciò che è stato è stato. Provvedetevi, in buon'ora, di novità, che le novità sole possono allettarci.
FAUST. Io son mezzo fuori di me. Questa in ultimo non è che una fiera!
MEFISTOFELE. La turba trae tutta insieme all'insù. Tu credi di sospingere e sei sospinto.
FAUST. Dimmi, chi è colei?
MEFISTOFELE. Mirala bene! Ell'è Lilith.
FAUST. Chi?
MEFISTOFELE. La prima moglie di Adamo. Guardati dalla sua bella capigliatura, quell'unico ornamento di cui faccia pompa; che dove ell'abbia allacciato con essa alcun giovane, nol lascia andare così di leggieri."
(Johann Wolfgang Goethe, Faust)



Quando ti sei accorto di voler essere un artista?
Cercherò di rispondere ai vostri quesiti nonostante sia pienamente cosciente di non essere un artista. Prima di tutto sarebbe necessario stabilire cosa è arte, domanda a cui nessuno ha saputo rispondere in modo esauriente. Per me Arte è qualsiasi cosa ben fatta. Per quanto riguarda la pittura ho sempre desiderato diventare un pittore, ma la vita mi ha portato a fare altro e solo nella tarda maturità mi sono iscritta alla Scuola Libera del Nudo di Firenze dove non credo di aver trovato quell’insegnamento che mi aspettavo. Con questo voglio significare: costruire qualcosa dalle fondamenta e non disegnare la figura come ci appare senza lo studio dell’anatomia.


Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Premetto che i miei nonni materni erano pittori, forse nel mio DNA c’era il desiderio di fare e fare bene anche se purtroppo le prove in cui mi cimentavo erano per me deludenti.
Nel mio soggiorno fiorentino ho conosciuto pittori che mi hanno affascinato come Silvio Loffredo ed altri che mi hanno colpito per la serietà e l’impegno come ad esempio Annigoni. Non sono mai stata attratta dall’arte povera o dalla casualità che accompagna certe esternazioni definite "d'arte". In un artista ho bisogno di vedere l'espressione sintetica e veloce di un percorso articolato e complesso.
Significativa, per me, l'esperienza con il Maestro Amedeo Lanci, poeta del pennello, conosciuto nel 2000. Dal Maestro presi lezioni di colore presso l’Accademia Casentinese di Borgo alla Collina, in provincia di Arezzo.
Fin dalla prima lezione si capiva che quanto trasmetteva posava su fondamenta solide e molto articolate, ricordo ancora che nel discorso d'apertura parlò della differenza tra il colorire ed il dipingere ed i modi per farlo. Un'esperienza importante dalla quale ho proseguito il mio viaggio artistico.


Hai dei modelli a cui ti sei ispirata e perché?
Dipingo quello che mi viene in mente. Personaggi che si riferiscono al libro che sto leggendo oppure emozioni del momento o ricordi ed illusioni. Ho compiuto settantanove anni, penso a come si sarebbe mossa la mano del mio maestro, simile ad una enorme zampa d’orso,  e cerco di muoverla, come la sua, con la leggerezza delle ali di una farfalla. I risultati non sono però paragonabili.


Cosa pensi del mercato dell'arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?
C’è periodo di crisi, si ricerca un tipo di arte mondiale, mentre ciascuno farebbe bene a mantenere le proprie origini. Ricercare il bello, che quando è sentito, diventa logos.


Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
Suggerirei di non avere superbia e di imparare bene la tecnica che si vuole usare. E ancora di trovare un lavoro che permetta di vivere nel settore in cui ognuno sente di essere capace, ma soprattutto di lavorare con passione.


Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legata e perché?
Ho alcune opere di Amedeo Lanci che sono diventate la mia grammatica. Pulizia di colore, il chiaro sempre contrapposto allo scuro, il fondo che entra nella figura e ancora i colori primari come origine e fine di ogni opera. Di cose realizzate da me ne amo due in modo particolare: Elena, ripresa dal Faust ed un lavoro in cui, io, bambina, mi sono ritratta vicino alla nonna Luisa, la pittrice a cui mi riferivo in apertura.


Se potessi scegliere, dove vorresti esporre e perché e in quale periodo dell'anno?
Tanti mi chiedono di esporre ma non soffro di giovanilismo, ormai mi tengo la mia pittura come terapia contro la depressione.


Nel processo di crescita e nel tentativo di affermazione e diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che, più spesso, incontra un artista?
Le false gallerie, i falsi critici, le troppe manifestazioni fasulle che si inventano per spillare soldi, pochi o tanti, a chi si illude di essere grande.


Cosa potrebbe essere migliorato nella comunicazione dell'arte?
Oggi viene comunicato anche troppo, vorrei il poco ma buono, spesso viene comunicato ciò che stupisce e non dura “il volo di una farfalla”. Invece nella mani di un artista, come ad esempio Amedo Lanci quel volo di farfalla diventerà eterno.


Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d'arte?
Conosco solo tre o quattro critici seri, molti sono parolai che hanno poco interesse per l’artista e si limintano a riempire pagine di complimenti e parle vuote. Il vuoto necessario e prezioso per un dipinto, in questo caso diventa ridondanza inutile, falsificazione.

 
Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
Vorrei dire che la mia arte è la mia psicoterapia.


Infine, che domanda vorresti che ti venisse rivolta durante un'intervista?
"Perché dipingi?" E inevitabilmente risponderei che, con i pennelli in mano, sono una persona felice.

 

 

 

 

ART 3.0 − AutoRiTratti
Lalla Lippi
in collaborazione con Accademia dei Sensi
elenco opere nelle immagini Innamorati, Il Maestro, Nemesi, Elena

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