“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Lunedì, 09 Marzo 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Maurizio Fulvio Tronconi

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Maurizio Fulvio Tronconi nasce come grafico diventando poi restauratore di dipinti su carta. Questo desiderio di far riemergere dalla carta storie cancellate dal tempo è un motivo che resta fissato su quasi tutte le sue tele. Nelle ombre si devono cercare figure appena accennate, dettagli sommessi che ricreano l'intera storia narrata dall'oggetto in primo piano. Una ricerca di attenzione e di dialogo con lo spettatore, una richiesta esplicita di interazione dinamica. E allora se ci si sofferma a guardare un treno in corsa si possono sentire quasi i ricordi di alcuni viaggiatori che forse hanno percorso lo stesso viaggio e intrevederne altri forse in attesa alla prossima banchina. Storie su storie, giochi di ombre cinesi, macchie che diventano rose, paesaggi che richiamano corpi distesi e specchi d'acqua che riflettono pensieri presenti e passati.


Quando ti sei accorto di voler essere un artista?

Molto presto, avevo poco più di tredici anni ed avevo ben chiaro, che il mio mondo era quello dell’arte, ne venivo attratto in maniera morbosa, non riuscivo a pensare ad altro, tutto per me si traduceva in colore segno ed immagini: mi sono reso conto che, non si decidere di fare l’artista, ma si nasce artisti.

Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Potrei sintetizzare i passaggi fondamentali con l’aver vissuto e lavorato nelle botteghe di Firenze, conoscendo e frequentando artisti e personaggi, uno per tutti Vinicio Berti. Proprio lui è stato un passaggio fondamentale, nonostante le diverse opinioni mi è stato di grande aiuto, mi ha permesso di capire che la conoscenza e la cultura sono obbiettivi fondamentali per chi esercita la pittura anche solo come forma decorativa. Cultura e conoscenza sono vitali per ogni artista.

Hai dei modelli a cui ti sei ispirato e perché?
Come dicevo nei primi anni ’70 ho frequentato la Firenze artistica a trecentosessanta gradi, ancora si respirava l’aria nostalgica dei postmacchiaioli, dei futuristi, degli informali, degli astrattisti, quindi era inevitabile prenderli un po’ tutti a modello come per poter fare una grande abbuffata dopo la quale non si usciva mai comunque saziati.

Cosa pensi del mercato dell'arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?
Credo che il mercato dell’arte, sia limitato e condizionato dalle mode del momento e questo è un discorso vecchio, ma attualmente ne viene fatto, forse un abuso, con più impegno e sforzo economico da parte degli operatori del settore le potenzialità aumenterebbero esponenzialmente.

Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
A mio avviso occorrerebbe una maggiore attenzione  da parte delle istituzioni e dei media ma, forse, il motivo per cui non lo fanno è perchè l’arte non interessa più al potere o comunque molto meno che nei secoli passati.

Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legato e perché?
Non avendo una produzione seriale e partendo dal presupposto che ogni opera non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza o ripartenza, ogni volta per me è un’emozione nuova e un nuovo legame emotivo. Inoltre, nonostante eserciti questa professione da molti anni a tempo pieno, le opere che produco sono in un numero limitato, quindi mi è più facile legarmi a tutte in egual modo. Per quanto riguarda invece le opere di altri direi che è veramente impossibile scegliere, solo per elencarle mi servirebbero giorni.

Se potessi scegliere, dove vorresti esporre e perché e in quale periodo dell'anno?
Istintivamente direi in un luogo in cui sia possibile un dialogo, un luogo dal quale si genera cultura e c’è scambio della stessa. Vorrei un luogo che accetta ed apprezza l’arte, che la discute, che la contesta magari, ma che non la ignora.

Secondo te si può vivere di arte in Italia?

Attualmente è molto difficile, ma vivere in Italia è comunque vivere d’arte e nell’arte in una simbiosi direi unica.

Nel processo di crescita e nel tentativo di affermazione e diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che, più spesso, incontra un artista?
Questo è un punto molto sensibile per ogni artista e quindi anche per me, in realtà un artista dovrebbe occuparsi di crescere artisticamente, di lavorare duramente, perché non dobbiamo dimenticare che fare arte richiede sforzo capacità, meditazione, quindi impegno costante. Secondo me sono quindi altre figure che dovrebbero occuparsi di promuovere e diffondere ed affermare l’opera di un artista.

Cosa potrebbe essere migliorato nella comunicazione dell'arte?
Oggi indubbiamente l’artista, è più agevolato rispetto al passato nei mezzi di comunicazione, e divulgazione dell’opera, ma stranamente in passato c’era molto più interesse per l’arte in generale, quindi questo meriterebbe una valutazione più attenta ed una riflessione approfondita da parte degli addetti al mestiere, cercando di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni, creando in esse, interesse e curiosità, facendo leva sul fatto che l’arte rappresenta le fondamenta del nostro bel Paese e resteranno tali fino a quando tutto il resto del mondo continuerà a guardarci con ammirazione e curiosità.

Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d'arte?
La critica spesso si mette al servizio del mercato, trascurando e perdendo come riferimento la centralità dell’arte.

Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
Vorrei che sapessero che per realizzare un quadro, una qualunque opera c’è tanto lavoro, ricerca, sofferenza, e a volte si viene ripagati con l’indifferenza. Fortunatamente non è sempre così e, quando accade, sei ripagato di tutto e per lungo tempo.

Infine, che domanda vorresti che ti venisse rivolta durante un'intervista?
A distanza di anni e, con l’esperienza di oggi, rifaresti l’artista? E risponderei si, perché ne sono orgoglioso, felice e, a dire il vero, pur sapendo fare altre cose, l’arte non mi lascia scampo. Ormai sono suo prigioniero.

 

 

 

 

 

 

 

ART 3.0 − AutoRiTratti
Maurizio Fulvio Tronconi
in collaborazione con Accademia dei Sensi
pagina web https://www.facebook.com/search/results.php?q=Fulvio+Maurizio+Tronconi&init=public

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