"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Lunedì, 26 Gennaio 2015 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Elisabetta Testi

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Elisabetta Testi nasce nel 1977, a Pontedera, e vive a Santa Maria a Monte. Appassionata fin da bambina al disegno non segue però la sua passione, dissuasa dalle pressioni dei familiari e degli educatori, procedento quindi con gli altri studi: fino al diploma Magistrale. Agli inizi del 2000, tuttavia, ricomincia il suo rapporto con il disegno.

In questo percorso nasce l'esigenza di cercare delle guide che instradino e "sgrezzino" le sue qualità artistiche. Decide quindi di seguire un corso tenuto dall'artista Maristella Pau e, successivamente, diventa allieva di Laura Leonardi con cui affina la tecnica dell'uso dei colori.
Naturalmente portata al figurativo, non disdegna però di cimentarsi con nature morte, paesaggi, anche affrontando il trompe l'oeil e la pittura su pietra. Dopo una mostra personale, cinque collettive, alcune partecipazioni a concorsi toscani e una partecipazione all'iniziativa Fiorgen attravarso il dono di una sua opera nel 2012, nprosegue con tenacia la sua attività artistisca affrontando le notevoli difficoltà ben note a chi fa Arte.

Quando ti sei accorta di voler essere un'artista?
Fin da bambina ho desiderato esserlo: passavo, infatti, molto tempo a disegnare e, soprattutto, mi impegnavo e divertivo a riprodurre alcuni personaggi tratti dai fumetti. In particolare ho il ricordo di una mostra di pittura che si svolse durante una festa patronale del mio paese; visitandola ne rimasi molto colpita poiché c'erano opere decisamente belle, realistiche: nature morte, ritratti e paesaggi. Ancora oggi ne conservo le immagini; forse perché, proprio allora, ho pensato che mi sarebbe piaciuto diventare un'artista.

Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
Ho iniziato come autodidatta, riproducendo dal vero alcuni oggetti in nature morte. Utilizzavo diverse tecniche: carboncino, pastello su carta, acquarello, ma è con la pittura ad olio che ho avuto le maggiori soddisfazioni.
Desideravo migliorare, imparare, conoscere e così ho seguito alcuni corsi di disegno e pittura tenuti nella mia zona dall'artista Maristella Pau e successivamente sono stata allieva di Laura Leonardi. Questo mi ha fatto crescere molto e mi ha dato fiducia nelle mie potenzialità.
In questi anni mi sono dedicata ad autoritratti e ritratti. Per poterli dipingere in maniera realistica, ho affrontato lo studio dell'anatomia umana, esercitandomi dal vero e con il supporto di diversi testi consigliati dalle mie maestre.
Nel frattempo ho iniziato a partecipare a mostre e concorsi di pittura. Nel 2008 ho partecipato con una mia opera, poi donata a Fiorgen nel 2012, ad una prima mostra collettiva. Nel 2009 ho partecipato con un mio paesaggio al primo 'Concorso Pittorico di Carmignano' dove l’opera é stata segnalata ed inclusa nel tradizionale calendario del Comune. Ho preso poi parte ad un'importante rassegna di pittura femminile, presso Villa Pacchiani in Santa Croce sull'Arno e, alla mostra di arte contemporanea che si tiene annualmente alla Carrozzeria Rizzieri a Pontedera. L'anno successivo ho realizzato la mia prima, e per ora unica, personale: alla Biblioteca di Cascina.
In ultimo nel 2013 ho ottenuto il III premio, col paesaggio Lajatico, al concorso pittorico organizzato a Lazzaretto nel Comune di Cerreto Guidi.

Hai dei modelli a cui ti sei ispirata e perché?
Da sempre mi ispiro alla pittura rinascimentale, soprattutto ho preso come modello le opere di Raffaello, tanto da aver riprodotto a olio su legno La Madonna della seggiola. Di grandde interesse, per me, è stato lo  studio della luce riscontrabile nelle opere dei Macchiaioli.
Questi maestri sono fondamentali per la storia dell'arte italiana e, assieme a Caravaggio, sono figure di riferimento per quanto riguarda la pittura realista al punto tale che mi sento di dire che, i macchiaioli, anticipano l'Arte Moderna. Tra gli artisti d'epoca più recente preferisco i surrealisti, Dalì e Magritte in particolare, mentre tra i contemporanei apprezzo molto Lucien Freud. È un mio forte desiderio poter visitare una mostra delle sue opere, che considero magnifiche perché cariche di una forza espressiva unica. Opere che, purtroppo,  difficilmente sono esposte in Italia.

Cosa pensi del mercato dell'arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?

Non ho esperienze relative al mercato dell'arte...

Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?

Per valorizzare gli artisti contemporanei bisognerebbe dar loro la possibilità di avere a disposizione spazi espositivi gratuiti o in gallerie in grado davvero di valorizzare l'esposizione artistica: a prezzi più accessibili, tuttavia, di quelli attuali.

Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legata e perché?
Sono legata a quasi tutte le mie opere ma provo un affetto particolare per alcuni autoritratti e, più di tutti, per l'ultimo poiché nasce da una fotografia che mi è stata fatta in estate. Ero in piedi, appoggiata ad una finestra, la luce mi arrivava da destra e m'illuminava il viso con una tonalità calda. Non ho voluto realizzare un dipinto iperrealista, mi sono solo fatta trasportare dalla suggestione dell'immagine di cui ero protagonista. Il risultato finale è un ritratto molto espressivo e trovo che rispecchi la mia personalità.

Se potessi scegliere, dove vorresti esporre e perché e in quale periodo dell'anno?
Mi piacerebbe esporre all'estero, Francia o Giappone, in primavera. Ritengo che in quei Paesi esista una cultura dell'arte maggiore di quella presente in Italia.
   
Secondo te si può vivere di arte in Italia?
Vivere d'arte in Italia é quasi impossibile, a meno che non si abbia un forte supporto di uno o più critici importanti e di una o più gallerie. Tuttavia credo che amare considerazioni simili non valgano solo per l'arte figurativa ma anche per molte altre forme s'espressione artistica.

Nel processo di crescita e nel tentativo di affermazione e diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che, più spesso, incontra un’artista?
Le difficoltà che può incontrare un'artista, per quanto riguarda la crescita personale, è la ricerca di un proprio stile e di un rinnovamento continuo. Oggi è difficilissimo emergere e, di conseguenza, diffondere e far conoscere le proprie opere in un Paese in la cultura  in quanto tale, pur nelle sue molteplici manifestazioni e forme, sembra in crisi.

Cosa potrebbe essere migliorato nella comunicazione dell'arte?
La comunicazione dell'arte potrebbe essere migliorata dando più spazio alla cultura attraverso i mass media ed anche aumentando gli spazi espositivi a disposizione dei giovani artisti e degli artisti emergenti.

Puoi indicarci un pregio e un difetto della critica d'arte?

Molti critici tendono a valorizzare l'Arte Moderna, certe volte incomprensibile o autoreferenziale: molte opere in stile astratto o informale possono essere di valore e lo sono certamente ma − mi chiedo − lo sono proprio tutte? Alcune volte m'imbatto in espressioni artistiche definite, con troppa facilità, "capolavori" nonostante siano difficilmente riferibili ad uno stile e nonostante mi sembra non rivelino un vero e proprio talento pittorico dell'artista. In questo modo ne risente la credibilità della critica e la qualità dell'offerta d'Arte effettiva. Per il resto non ho sufficienti esperienze con la critica per poter dare una risposta completa: nessun critico si è mai interessato alla mia produzione, se si eccettuano le valutazioni in sede di concorsi e premi: decisamente lusinghiere. Sapere di essere riuscita a far comprendere il senso ed il significato che ho nascosto nelle opere mi rende soddisfatta del lavoro svolto.

Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
Vorrei che conoscessero la mia profonda passione e sensibilità verso l'arte.

Infine, che domanda vorresti che ti venisse rivolta durante un'intervista?

Mi piacerebbe mi si chiedesse di parlare in generale dei miei quadri e di cosa mi spinge a dipingere con uno stile realistico.

 

 

 

 

 

 

ART 3.0 − AutoRiTratti
Elisabetta Testi
in collaborazione con Accademia dei Sensi
elenco opere nelle immagini Autoritratto (part.); Natura morta; Sirena; Solitudine; Autoritratto

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