“Sono convinto che, giustamente, una delle funzioni dell'arte sia quella di sospendere almeno per un momento questa paura di morire che abbiamo tutti e che è ciò che in fin dei conti ci rende meravigliosamente umani”

Sergio Blanco

Silvia Maiuri

Che aria tira ai Cantieri?

I Cantieri Culturali alla Zisa, sede di manifestazioni di un certo interesse artistico – ricordiamo l’appena conclusa esposizione colossale del repertorio fotografico di Letizia Battaglia – non sono mai in fermento come in questo periodo dell’anno che vede non solo l’arrivo della calda estate palermitana – imparagonabile a qualsiasi altra estate! – ma, soprattutto, ospita dal 29 maggio al 5 giugno il Sicilia Queer FilmFest giunto quest’anno alla sesta edizione.

Sista Bramini a Palermo con il suo "Teatro Natura"

Alle spalle degli edifici delle facoltà di Agraria e Lettere del campus universitario di Palermo, la Fossa della Garofala è un lungo percorso che collega l’esotico Parco d’Orleans – giardino ornitologico ubicato poco sotto il prospetto del Palazzo Reale – al Boschetto dei Lecci, una conca verde incontaminata dove lecci maestosi convivono con piante di fico d’india. Qui, su un pezzo di terra sconosciuto agli stessi palermitani, Sista Bramini inscena il mito Atteone e la verità dis-velata tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, accompagnata da Camilla Dell’Agnola al violino. La performance è un frammento dello spettacolo Miti d’acqua della compagnia O Thiasos Teatro Natura.

"Caffè amaro". L’Occidente di Simonetta Agnello Hornby

In copertina un ritratto di Marpessa, musa del fotografo Ferdinando Scianna, datato 1987. Un corpo che, sebbene castamente coperto, si lascia guardare per la sensualità naturale della posa nell’atto di affacciarsi al balcone e rivolgere lo sguardo altrove, verso chissà quali sogni, quali speranze. In quello sguardo una carica erotica vagamente infantile, la stessa di Maria, protagonista di Caffè amaro, il nuovo romanzo di Simonetta Agnello Hornby edito Feltrinelli.
Ancora una volta ambientato in Sicilia: tra l’entroterra madonita e la città di Palermo. Un paesaggio che in ogni nuovo romanzo della Hornby si fa più nitido, che appartiene ai protagonisti, come questi appartengono a lui. In Caffè amaro il Sud occidentale è una femmina odorosa e frenetica.

Io e mia madre

Giuseppe Muscarello, fondatore della Compagnia Muxarte, da sempre dedita alla ricerca artistica, porta al Teatro alla Guilla di Palermo il più intimo dei suoi lavori: Io sono mia madre, performance nata dall’esigenza di guardarsi dentro.

Il Potere e il suo opposto

Roberto Andò ha dedicato la prima alla sua città, Palermo, pronto alle reazioni di una stampa locale che conosce bene e accolto dalla fiducia dei conterranei. All'anteprima di Le confessioni, che è nelle sale italiane da giovedì 21 aprile, era presente tutto questo. Dopo la visione del film Andò ha risposto alle domande della stampa con grande sincerità dicendosi ispirato, al momento della creazione, da una suggestione che, trasmessaci, permette ora di scrivere con più coraggio.

"Bastardi a cena", un esperimento sull'olocausto

Sempre più spesso sulla scena d’oggi si tende a ripercorrere i viaggi intrapresi negli anni ‘70 da quelle che furono le pietre miliari della sperimentazione teatrale e che vanno dal Living Theatre alla nostrana avanguardia romana. Quello era un modo di fare teatro a contatto con lo spettatore, parte attiva e irrinunciabile elemento dell’esperimento, spesso violentato dall’insistenza di un approccio tutt’altro che “astratto” o “concettuale” ma invece concreto, umano, esplicito.

Un piccolo palcoscenico che danza

Sabrina Vicari è un fantoccio instabile ma flessibile, ché quando rischia di cadere si rialza prima sull’addome morbido che sulle gambe, come a prendere energia dalla pancia. Arrampicata a una scaletta di ferro a pioli, affacciata nell’ombra di una piccola finestra sul palcoscenico del teatro alla Guilla di Palermo, gioca con leggeri fogli di carta scricchiolanti e due torce per scendere poi sul piano per incontrare lo sguardo del pubblico fermo su quel ventre che muove sinuosamente. Una bambola di gomma vestita di carta velina.

Michael Kohlhaas, ovvero Marco Baliani

Chi ha assistito all’ennesima replica di Kohlhaas, monologo cult del Baliani dei primi Novanta, al teatro Lelio di Palermo, può sentire ancora il trotto dei cavalli, rivivere ad occhi aperti la malia di una narrazione squisitamente asciutta, rigorosa e urgente.

La comicità immortale di Andrea Cosentino

Andrea Cosentino è un attore-isola come l’isola dell’Asinara (Sardegna) su cui ambienta la trama de L’asino albino, risolta sul piccolo palcoscenico del Teatro Atlante di Palermo in un cerchio di gomma che raccoglie tutti i materiali di scena. Ma come quell’isola, che ebbe nei secoli diverse destinazioni (lazzaretto e campo di concentramento durante le guerre, carcere di massima sicurezza poi), anche il monologante sembra aver subito contaminazioni e passaggi che ne hanno rafforzato la comicità: autentica, intrisa di sano cinismo.

Il Vangelo umano di Pippo Delbono

Tredici attori in abito da sera stanno seduti in schiera davanti a un muro grigio e ci osservano. Tra la platea e la scena l’orchestra, protagonista di quest’opera non meno degli interpreti. Il campionario di ultima cena che abbiamo di fronte si consuma in piccoli gesti ripetitivi che riempiono il silenzio del Teatro Comunale di Bologna venuto ad assistere al nuovo progetto artistico di Pippo Delbono Vangelo. Opera contemporanea prodotto da ERT e dal Teatro Nazionale Croato di Zagabria, qui in prima nazionale con l’orchestra e il coro del Comunale diretto da Gabriele Di Iorio e con i brani originali di Enzo Avitabile.

Pagina 5 di 6

Sostieni


Facebook