“Sono convinto che, giustamente, una delle funzioni dell'arte sia quella di sospendere almeno per un momento questa paura di morire che abbiamo tutti e che è ciò che in fin dei conti ci rende meravigliosamente umani”

Sergio Blanco

Anita Laudando

La fame vien leggendo

“Poscia, più che 'l dolor, poté 'l digiuno”. Scriveva Dante. Quanto Basta è il titolo del reading-concerto diretto e recitato da Lucio Allocca, in cui tenta di sfamare il digiuno, sì, ma quello culturale, di un’epoca, la nostra, in cui il rischio è di restare a mente vuota più che a stomaco vuoto: “Non vogliamo tanto, ma Quanto Basta per ridare dignità alla nostra esistenza. Siamo assediati da trasmissioni televisive in cui il cibo è ridotto a una competizione sterile, e ho avuto fame di dignità. Il cibo è cultura, è storia, si può conoscere il passato di un popolo attraverso la tradizione gastronomica, più che da una cattedrale, come direbbe Lorca”.

Qual è l'evento del tuo passato che vorresti rivivere?

"Take your time". Il motto di Elena Vanni, Francesca Farcomeni e Noemi Parroni nelle stravaganti vesti di Kronni, Sisi e Patti.
È possibile rivivere i propri ricordi? E i goliardici "danni di recupero da tempesta emotiva" chi li paga?
Le tre performer, di indiscusso spessore attoriale, hanno messo su nientemeno che un'Agenzia Recupero Eventi Mancanti ("A.R.E.M.").
Poche luci autogestite, tre stand di supporto (le scene mobili sono di Silvio Motta), abiti essenziali (di Alia Mirto Botticchio) ed un'ottima gestione dello spazio a garanzia di una sperimentazione d'avanguardia.

Tra borghesia e verità: Sik Sik

Strizza l’occhio alle atmosfere felliniane  il  SIK-SIK di Pierpaolo Sepe. Quella che è andata in scena al Mercadante per il Napoli Teatro Festival il 13 e 14 giugno 2013 è solo una pillola del lavoro che sarà presentato definitivamente al Festival di Benevento Città. A introdurlo è Giulio Baffi (critico teatrale del quotidiano La Repubblica e presidente dell'Anct, l'Assemblea Nazionale dei Critici di Teatro) che, con grande emozione, racconta  del maggio 1979 quando SIK-SIK, l’artefice magico fu rappresentato al Teatro San Ferdinando di Napoli, di cui era direttore: "Chi non lo ricorda è solo per un fatto anagrafico". Poco dopo De Filippo si ritirò dalle scene, Giulio Baffi ebbe dunque, davvero una felice intuizione a registrare su cassetta l’ultimo rimaneggiamento del percorso drammaturgico del grande Maestro.

Reportage nel varco del tempo ("Kairòs, sussurri del tempo")

Napoli, 25 maggio 2013. Sessanta persone divise in tre gruppi. Il tempo è incerto, quando nell’atrio del complesso ospedaliero Incurabili di Napoli, proprio lì dove i medici illuministi lavoravano instancabili per la cura della città, la sintesi di Krònos e Kairòs appare in carne ed ossa nel corpo di Federica Altamura. Tic tac tic tac se “le vostre orecchie riescono ad ascoltare solo ciò che i vostri occhi riescono a vedere” che la visita teatralizzata, proposta dall’ Associazione Culturale NarteA, abbia inizio.

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