“In realtà vi è un istante in cui il corpo sulla scena e l'arte coincidono e quell'istante si chiama teatro. Tutto il resto è spettacolo”

Claudio Morganti

Paola Spedaliere

Di spiriti antichi e disastri moderni

Per la rassegna Il Teatro cerca Casa, formula vincente che da alcuni anni vede gli appassionati del teatro recarsi nei salotti privati ad assistere a interessanti performance, nell’abitazione del drammaturgo Manlio Santanelli è andato in scena per la prima volta in questo ambiente Enzo Moscato con la lettura drammatizzata di un suo scritto Spiritilli e altri incontri, seguito da un dibattito sul teatro che ha regalato a tutti i presenti, tra cui alcuni alunni delle scuole di recitazione napoletane, dei momenti di autentico e vibrante coinvolgimento.

La geometria della sterilità sentimentale

Due grosse scatole di cartone da imballaggio per i traslochi messe al centro della scena e una luce aranciata che proviene da una lampada tonda che pende dall’alto. Questa è tutta la scenografia dello spettacolo Il catalogo, scritto e diretto da Angela Di Maso, già rappresentato in precedenza e ora in scena a Sala Ichòs.

Per un pugno

Quando finisce l’età dell’innocenza? Cosa accade alle migliori amicizie che si interrompono improvvisamente? Quanto non detto c’è tra l’offeso e chi offende? Tra chi parte e chi rimane? Il nucleo della pièce Visite che Niko Mucci mette in scena al Teatro Elicantropo è nel non detto che i due protagonisti tengono dentro per trentacinque anni, per poi esplodere con tutta la violenza dei sentimenti nascosti, mai rivelati nemmeno a se stessi, che rendono alcune esistenze sterili, apparentemente di successo, ma composte essenzialmente di solitudine.

"Ma", la sillaba primitiva

Candida Nieri, vincitrice del premio Ubu, è già sul palco all’ingresso in platea degli spettatori.

Shakespeare Forever

Il palco è diviso in due aree sceniche: a destra un ampio paravento con tendaggio bianco (che nasconde un trono) e, accanto, un tavolino con della frutta e una sedia savonarola, mentre a sinistra campeggia una scrivania messa di sbieco, coperta da un telo rosso su cui sono affastellati dei libri, delle carte, un piccolo specchio.

Fiori, note musicali e piccole tragedie contadine

Fiori, fiori ovunque. Stampati sugli abiti delle donne che compaiono quasi al limite del boccascena, sedute mimando il gesto dello schiacciar le mandorle, fiori dritti impertinenti che coprono un tappeto d’erba sul palco leggermente inclinato verso la platea ad evocare una campagna rigogliosa e incombente. Fiori sul cappello a tuba del contadino Nino Schillaci, detto Liolà.

Se l'esperimento fallisce

Sulla scena del Teatro Piccolo Bellini si trovano una batteria sulla sinistra e una gabbia all’estrema destra, dove un uomo vestito di pellicce suona un contrabbasso. Al centro una scenografia mobile, che ricorda i libri dei bambini tridimensionali, suggerisce gli interni dove si svolge la storia. 

Mare Redentore

Una nota di pregio di questa edizione del Napoli Teatro Festival Italia è la scelta dei luoghi della città estremamente suggestivi per raccontare come una storia si possa trasformare in teatro. Dopo Villa Pignatelli, un’altra scenografia naturale è il Molo San Vincenzo occupato dalla Marina Militare e per questo motivo interdetto ai comuni mortali. Per il Festival, la Marina ha offerto ospitalità per la rappresentazione di Mare Mater di Fabio Cocifoglia e di Alfonso Postiglione, storia di mare e redenzione che ha come sfondo il colle su cui domina Castel Sant’Elmo, il Maschio Angioino sulla sinistra e il Porto sulla destra del pubblico.

La scomposizione dell'attimo visivo

Il buio prevale nettamente sui pochi oggetti fiocamente illuminati sul palco: vi è un lungo tavolo posto verticalmente alla platea su cui si intravedono dei calici e dei piatti, inoltre vi sono solo due sedie trasparenti come quelle del designer Philippe Starck poste da un lato e dall’altro di esso. Un grosso schermo rettangolare è posto alle spalle del lungo banco, qui verranno proiettate le immagini che una piccola telecamera calata dall’altro molto lentamente riprende avanzando sul tavolo a raccontarne le minuzie.

L'amore che danza

Il palcoscenico di Villa Pignatelli dove va in scena lo spettacolo La danse des amants di Sara Sole Notarbartolo è meraviglioso e suggestivo: è il prato di una delle grandi aiuole alberate situate alle spalle dell’edificio neoclassico illuminato di giallo e di blu. È un prato che presenta dossi, piccole collinette, che si presta alla perfezione a raccontare il luogo della storia, una festa di paese che tutti gli anni si ripete il 20 giugno del Millenovecento e qualcosa.

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