“In realtà vi è un istante in cui il corpo sulla scena e l'arte coincidono e quell'istante si chiama teatro. Tutto il resto è spettacolo”

Claudio Morganti

Paola Spedaliere

Il Teatro è ancora vivo!

Il 1˚ novembre, al Teatro Paisiello di Lecce, l’Associazione Italiana Critici di Teatro presieduta da Giulio Baffi e le riviste Hystrio, Inscenaonline, Teatri delle diversità hanno assegnato i premi della critica e delle riviste a registi, attori, drammaturghi, festival, studiosi, creatori di luce e a tutti coloro che contribuiscono a far crescere il teatro contemporaneo. La serata era inserita all’interno dell’Assemblea Nazionale dei Critici di Teatro per il progetto Le parole del teatro di Walls-Separate worlds della compagnia Astràgali di Lecce.
Il pubblico era prevalentemente composto da addetti ai lavori, ma l’ora e mezza della premiazione è trascorsa simpaticamente in compagnia di un Giulio Baffi nell’inedita veste di presentatore “non professionista” che confondeva l’ordine della scaletta, cercava le email sul cellulare per leggere i ringraziamenti dei premiati assenti e, con leggerezza e sinteticità, ha conduceva la serata.

Se il mondo è come la moglie di un portiere

La stagione teatrale della Sala Assoli si inaugura con la nuova creazione scenica di Renato Carpentieri, Fuori, tratta dal romanzo del contemporaneo Vincent Delecroix À la porte. È un viaggio labirintico di una mente filosofica che trova corrispondenza in una scenografia dove prevale il nero e il grigio, con pochi tocchi di colore nella striscia gialla che delimita una quinta a destra e dei riquadri rossi che seguono il pavimento sopra cui si aprono tre porte.

Il Mediterraneo, padre e madre

Il teatro della Sala Dumas dell’Istituto di Cultura Francese Grenoble è già pieno un quarto d’ora prima dell’inizio del reading del nuovo libro dell’autore napoletano: Irene. Nel foyer Erri De Luca si concede volentieri alle foto di rito con un folto numero di fans. Quasi puntuale inizia la lettura teatralizzata. Sul palco, illuminati da tre fasci di luce, vi sono Isa Danieli sulla sinistra, Erri De Luca sulla destra, al centro Luca Urciuolo con la fisarmonica. La sua musica lenta e struggente accompagnerà tutta la lettura a due voci alternando canzoni della tradizione napoletana a brani dei testi dell’autore.

Come eravamo. Napoli, settembre 1943

Dal buio della sala emergono lentamente, illuminati dai riflettori, i personaggi sulla scena. Alcuni sono in piedi, altri sono variamente seduti, altri ancora a terra. Le luci di Cesare Accetta non scoprono e non rivelano, piuttosto tagliano, illuminano i personaggi parzialmente, sempre comunque immersi nel buio che li circonda, nel nero della scenografia, in quel buio dove la Storia ha volutamente relegato Napoli e la sua coraggiosa rivolta antitedesca durata quattro giorni, dal 27 al 30 settembre 1943.

Premio "Le Maschere": molto rumore per nulla

Si deve all’immaginifico e generoso Luca De Fusco biancovestito, collezionista di cariche ed incarichi, se il premio "Le Maschere del Teatro Italiano" da tre anni si svolge a Napoli, al Teatro di San Carlo, dopo aver visto la nascita dieci anni fa a Vicenza. Si deve a Lui e a Maurizio Giammusso l’idea di rinnovare la tradizione del premio "ETI-Gli Olimpici del Teatro" allestendo questo simpatico carrozzone che pirandellianamente nasconde dietro star dello spettacolo, degnissimi professionisti e pailletes televisive, i soliti arcinoti intrecci politici e, mi si passi il termine, pagnottistici. Come ha detto anche il presentatore della serata Tullio Solenghi con la sua consueta ironia, non voglio fare nomi: Gianni Letta, Presidente della Giuria; Caterina Miraglia, Presidente Fondazione Campania dei Festival; Giancarlo Leone, Direttore di Rai Uno.

To be or not to be, this is Hamlet!

Shakespeare è l’autore più saccheggiato dalle compagnie teatrali, solamente il suo Amleto è stato portato sulle scene in tutte le varianti possibili grazie alla fantasia e all’estro di registi di ogni tempo. Chi scrive ha perso il conto di quanti Amleto ha visto negli anni, dalla versione classica alla parodia passando per la tragedia noir-gotica.

Il gioco dell'essere

Gli attori del terzo quadro del Trittico dello spaesamento. L’infanzia di un capo, di Roberta Nicolai sono già sul fondo del palco quando il pubblico entra in platea. Sono tre uomini ed una donna, manca l’altra attrice presente in cartellone. L’inizio dell’opera è segnato da un secondo sipario che si trova sul palco che calerà a coprire gli attori, invece che a svelarli.

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