“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Francesco Colaleo

Le stanze delle donne

L'otto marzo al Teatro al Parco di Parma si è deciso di festeggiare tutte le donne con una no-stop performativa di teatrodanza ideata e diretta da Lucia Nicolussi Perego. Ad ogni spettatore viene dato un biglietto di colore diverso: rosa, giallo e verde, che identifica i percorsi. Le varie rappresentazioni della serata vengono replicate più volte in più spazi per permettere al pubblico di poter vedere tutti gli spettacoli. L'ultimo spettacolo è in replica unica e riunisce gli spettatori dei diversi percorsi.

L'itinerario danzante di Raphael Bianco

Al Tunnel Borbonico di Napoli la temperatura atmosferica subisce una notevole escursione termica. Sono le 19 e lo spettacolo itinerante proposto dalla Compagnia EgriBiancoDanza sta per avere inizio. L'attesa crea tensione. Solo dopo mezz'ora è possibile avventurarsi nei sotterranei suggestivi dello storico Tunnel.

"Le sacre du Printemps" di Jean-Claude Gallotta

Nella Sala Zinga Zanga a Béziers in Francia va in scena lo spettacolo di danza contemporanea Le Sacre du Printemps coreografato da Jean-Claude Gallotta, direttore del Centre Chorégraphique National de Grenoble. La compagnia di danza Gallotta è tra le più fervide realtà nel panorama della danza contemporanea francese ed europea e produce numerosi spettacoli che girano il mondo. I danzatori sono tutti molto diversi tra di loro e conservano le loro caratteristiche originali.

La bella Sicilia di Tindaro

È il momento di sensibilizzare l'ascolto e di essere pronti ad accogliere la preziosa testimonianza di Tindaro Granata, in scena al Teatro delle Briciole di Parma. Il monologo autobiografico è dotato di freschezza e umanità. L'attore non tradisce se stesso e con limpida verità parla de li cunti della sua famiglia siciliana.

"O si è felici o si è complici"

Due leggii, due sedie, un tavolino sulla sinistra e nient’altro. Buio pesto, il teatro è pieno e una voce premurosa alle spalle invita: “Fermate gli orologi e fate tacere i cellulari”. L’uomo nero vuole che il tempo si fermi e che tutto venga assorbito dallo spettro oscuro della scatola noir. Poi fu luce e lo strano caso dei Pantaloni Rosa stava per avere inizio; presto Garofano Verde lo avrebbe raggiunto.

La grande Odissea del piacere

"Vivere è un abuso, mai un diritto”: il Don Giovanni di e con Filippo Timi vuole convincerci di questo, e decide di farlo al teatro Bellini di Napoli il 29 novembre. Fin dalle prime battute è un gran successo di pubblico che, divertito, non teme di rompere l’atmosfera con risate incontenibili: uno show, un cabaret, uno spettacolo d’intrattenimento. Gli elementi parodistici non mancano e la satira, condotta in modo sottile ed elegante, perturba le coscienze e le fa ridere di gran stomaco.

Tous les gens sont des artistes

Raggiungere il teatro sembrava un’impresa non facile ma è come se una famosa canzone di Eduardo Bennato ci avesse indicato la strada per arrivare a destinazione: “seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te”.
Il percorso ci ha condotto in un isola che c’è, esiste proprio nei pressi del quartiere Scampia: quest’isola è il Teatro Area Nord, dove Antonello Tudisco ha presentato il suo nuovo lavoro coreografico Nefes\respiro.

La magica visione del silenzio

Mani giganti, animaletti verdi, lombrichi, coppie innamorate con visi di carta igienica, facce cubiste, visi modellabili, esseri fantastici e straordinari, scie di luce e di seta, prese elettriche che fanno l’amore, piovre bicolore, fogli di carta volanti: non siamo né nel paese delle meraviglie, né sull’isola che non c’è; questo miracolo della fantasia si è compiuto nel pomeriggio di un giorno di novembre al Teatro Bellini grazie alla Mummeschanz Foundation, la compagnia italo-svizzera che l’anno scorso ha compiuto quarant’anni.

Il tempo dei cavoli

“In questo paese morire non è carino, non si fa.” In realtà in quel paese non è consentito aprire bocca per timore che si venga infamati o derisi. L’onore, il rispetto, il buon viso e il cattivo gioco sono troppo importanti a discapito della verità. Lei, Luciana Maniaci, è madre apprensiva che per una trovata assurda e sorprendente riesce a comunicare con il figlio appena morto nel tentativo di salvare la reputazione della famiglia. Il ragazzo vorrebbe attraversare il varco e andare oltre, ma la madre glielo impedisce. "Tra un anno ti devi pure sposare".

Osservatorio e basta, c’erano troppe nuvole

È come essere ad un osservatorio astronomico e il cielo è pieno di nuvole; nessuna stella, nessun pianeta, nessun satellite, nemmeno potersi immaginare le orbite. L’osservatorio sulla danza si è proposto come sguardo su un potenziale panorama dedicato all’arte del movimento, eppure il 25 ottobre 2013 a Galleria Toledo di danza se ne è vista davvero poca.

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