"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Ciro Borrelli

Ricordando Eduardo Scarpetta

Nei giorni scorsi ricorreva l’anniversario di morte di Eduardo Scarpetta (Napoli, 13 marzo 1853 − Napoli, 29 novembre 1925), il più importante attore e autore del teatro napoletano tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Fondatore del teatro dialettale moderno, ancora attualmente in uso, maestro nell’adattare la lingua napoletana alle pochade francesi, Scarpetta compone, durante la sua lunghissima carriera di commediografo, lavori teatrali destinati a diventare celeberrimi come Miseria e nobiltà, Il medico dei pazzi e ‘O scarfalietto.

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