“Perché per spiegare il prologo del Decameron, che è una questione di peste, morte, fuga, avete bisogno di di dieci pagine sulla civiltà comunale del Trecento, altre dieci sulla mimesi e la diegesi in Boccaccio, e magari altre dieci ancora per prendere in esame le opinioni di tutti quelli che vi hanno preceduto? Siete matti? Non lo vedete in televisione che fine sta facendo l'arte? Gli Uffizi devastati? Le case della mafia dentro i templi di Agrigento? Il ponte di Monstar distrutto a cannonate? Questo succede quando i popoli perdono coscienza che un romanzo o un quadro li riguardano, in quanto individui e in quanto parte di una comunità”

Emanuele Trevi

Martedì, 21 Febbraio 2017 00:00

Amatevi, fino al silenzio

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Domenica, 12 Aprile 2015 00:00

La recita di Salvatore

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Lunedì, 08 Dicembre 2014 00:00

Come mosche da bar

Pubblicato in Teatro
Venerdì, 05 Dicembre 2014 00:00

Note su "Nunzio" di Spiro Scimone

Pubblicato in Teatro
Mercoledì, 17 Settembre 2014 00:00

Beckett, Carullo/Minasi, Caspanello

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