“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Martedì, 27 Novembre 2018 00:00

Ma che bel castello!

Pubblicato in Teatro
Giovedì, 11 Ottobre 2018 00:00

Oggi come allora

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