“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Martedì, 14 Novembre 2017 00:00

Quadri di scuola

Pubblicato in Teatro
Giovedì, 16 Gennaio 2014 00:00

Zio Vanja coi pugni in tasca

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