“Sin da ragazzo gli piaceva disegnare navi, vascelli alberati, brigantini, e più c'erano alberi e vele e sartie più godeva, specie a tratteggiare battaglie navali, le nuvolette che fanno i cannoni quando sparano. − Mi piaceva disegnare il vento, − ha detto quasi commosso, come scoprisse qualcosa di sé che prima non sapeva. − Era un po' come disegnare la libertà, la forza. La vita”.

Emilio Salgari / Ernesto Ferrero

Venerdì, 17 Febbraio 2017 00:00

Per la stessa ragione del grido

Pubblicato in Teatro
Mercoledì, 15 Febbraio 2017 00:00

Le Albe, dal buio alla luce

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