“La vita costringe l’uomo a molte azioni spontanee”

Stanisław Jerzy Lec

Mercoledì, 15 Gennaio 2014 00:00

Un ibrido Mozart

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Nel cuore di Castellammare di Stabia esiste uno spazio teatrale chiamato CAT. Quarantacinque anni di attività alle spalle, per un teatro che raccoglie l’eredità di Italo Celoro, attore di cinema e teatro che del CAT è stato direttore artistico dal 1991 fino ai suoi ultimi giorni. In scena, in una domenica di gennaio, c’è Amadeus… genio e delitto, partitura teatrale che s’ibrida con la performance musicale, dando luogo ad una forma scenica composita, in cui teatro e musica si combinano e si amalgamano per tratteggiare, in maniera quasi espressionistica, la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, nel cui cono d’ombra vive di riflesso il personaggio di Antonio Salieri.

La messinscena punta su una scenografia evocativa e simbolica, che allestisce lo spazio come fosse una camera degli svaghi: tra specchi, globi istoriati di note, crome appiccicate alle pareti, in primo piano un’altalena ed un grosso cubo numerato come un dado da gioco; in un angolo una pila accatastata di libri.
Mozart e Salieri, Salieri e Mozart: due antagonisti dalla rivalità romanzata, sul cui rapporto e sull’acredine che sembra li dividesse molto s’è ricamato. Non sfugge al ricamo d’occasione nemmeno Amadeus… genio e delitto, che nel suo accennare alle vicende biografiche dei due caratteri sulla scena, riprende la tesi, con ogni probabilità del tutto infondata e già a suo tempo propalata dal film Amadeus di Miloš Forman (1984), di un Salieri avvelenatore del geniale rivale, del cui talento subisce tanto il fascino quanto l’invidia.
Sarà così che con pochi tratti scenici e gesti essenziali, Salieri preparerà il veleno nel calice dell’amicizia, mentre l’ingenua bonomia di Mozart lo porterà a parlargli, ironia della sorte, del suo ultimo Requiem proprio mentre il veleno s’inocula nelle viscere del genio salisburghese.
Di qui la contrapposizione e l'assunto: genio e delitto non possono andare d’accordo.
Possono invece andar d’accordo musica e recitazione, a patto che la loro proporzione non si sbilanci asimmetricamente: in Amadeus… genio e delitto permane la sensazione di una sproporzione che va a detrimento dello sviluppo drammaturgico, costretto a rimanere embrione di spunti che, pur interessanti, reclamerebbero elaborazione ulteriore.
Mozart è figura bipartita fin dall’inizio: Adelaide Oliano ne interpreta (ottimamente) la “parte umana”, un alter ego musicale al pianoforte – Francesco Aliberti – ne interpreta la “parte artistica”, eseguendo partiture mozartiane con pulizia e precisione. Piace l’idea dello sdoppiamento scenico, lei è l’anima (e forse per questo s’è scelto di fare del carattere di Mozart un personaggio femminile), lui la tecnica; così come piace la connotazione umana di Mozart, che appare inserito nel contesto gioioso di uno spazio in cui studio e gioco si contemperano (da un lato i libri, dall’altro l’altalena). Si tratta di scelte registiche che si lasciano apprezzare, ma a cui si giustappone una sostanziale esilità d’ordito, che riduce il plot ad una funzione quasi ancillare rispetto alla parte musicale.
I caratteri sono dunque appena sbozzati e si confrontano sulla scena per brevi scambi di battute: da una parte Mozart, dall’altra il suo contraltare Antonio Salieri, connotato non senza marcato istrionismo da Mario Riccardi, che impronta il suo personaggio ad una caratterizzazione grottesca e schizoide, al limite del caricaturale, che collide fin quasi a ingenerare molesto stridìo con la ben più calibrata interpretazione del Mozart della Oliano.
Ad inframmezzare la recitazione, corposi innesti musicali, in cui al piano di Francesco Aliberti si accompagnano i gorgheggi dei due soprani Chiara Kihlgren e Maddalena Pappalardo. La musica, i vocalismi, divengono preponderanti mangiandosi la scena, ma sembra che ciò avvenga più per carenza drammaturgica che per invasività dell’apparato canoro stesso.
La contaminazione dei generi potrebbe funzionare meglio, ma lascia comunque la sensazione gradevole di un lavoro che parte da idee valide e originali ed ha in nuce buone potenzialità per essere sviluppato ulteriormente.
Mozart, tra musica e scena, tra storia e leggenda, può ancora inseguire ed alfine trovare una forma teatrale più compiuta.

 

 

 

 

Amadeus… genio e delitto
scene e regia Enrico Vicinanza
con Adelaide Oliano, Mario Riccardi
musiche dal vivo di Wolfgang Amadeus Mozart
eseguite da Francesco Aliberti (pianoforte), Chiara Kihlgren (soprano), Maddalena Pappalardo (soprano)
produzione PompeiLab
foto di scena Giovanni Caiazzo
lingua italiano
durata 55’
Castellammare di Stabia (NA), CAT – Sala Teatrale Ciro Madonna, 12 gennaio 2014
in scena 12 gennaio 2014 (data unica)

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