“La sofferenza, il dolore sono l’inevitabile dovere di una coscienza generosa e d’un cuore profondo. Gli uomini veramente grandi, credo, debbono provare su questa terra una grande tristezza”

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Giovedì, 31 Ottobre 2013 01:00

La città che i bambini vorrebbero

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La voce che andrà in scena Il magico pifferaio de I Teatrini conduce all’Orto Botanico molti bambini con parenti al seguito. Prima di entrare ad ognuno è dato un foglietto. In basso c’è il disegno del pifferaio seguito dai topi, in alto una frase da completare: “Nella mia città ideale vorrei …”.  Ho seguito molti spettacoli de I Teatrini all’Orto Botanico e, per la prima volta, oltre a correre, saltellare e raccogliere le foglie cadute in attesa che inizi lo spettacolo, i bambini si sono seduti con gli adulti e hanno compilato insieme il foglio. Di spazio ce n’è abbastanza per scrivere più di un desiderio. Come spiegato all’ingresso, i bambini se li infilano in tasca e si parte.

“Udite! Udite! La città è invasa dai topi!” annunciano con una canzone due araldi col tamburo. Subito una cittadina con un neonato in braccio coinvolge i bambini in una pacifica protesta. Bisogna trovare una soluzione al problema e l’unica cosa da fare è rivolgersi al sindaco, tutti insieme. I bambini prendono molto a cuore la questione e con sicurezza marciano verso il palazzo del sindaco. Non importa quanto strampalato sia il primo cittadino o quanto sia buffo l’iter burocratico, che diverte tanto gli spettatori più grandi, i bambini sono pronti a proporre le loro soluzioni: “Usiamo un cappello gigante e infiliamoli tutti dentro!”, “Serve una trappola per topi”, “Togliamo tutta la spazzatura dalla città”. Ed ecco che una vecchia fiaba diventa attuale e dà modo ai bambini di riflettere. Se gli si chiede qualcosa di importante riescono ad essere più seri degli adulti. Una fiaba è una fiaba, però, quindi a risolvere la situazione arriva il pifferaio magico. Sarà la musica a condurre i topi fuori dalla città. Adesso tocca a I Teatrini fare una magia e, poiché è ormai un’abitudine, essa avviene con facilità e precisione. Ogni bambino si trasforma in un topo. Ce ne sono di tre diversi colori e tutti vanno dietro al pifferaio tra i viali dell’Orto, incrociando bellissimi alberi e sedendo su petali rosa venuti giù dai rami. Quando il pifferaio scende a patti con i gatti per catturare i topi in tre diversi sacchi (verde per i topi verdi, bianco per i topi bianchi, grigio per i topi grigi), parte la raccolta differenziata e che borbottare fanno i bambini quando i gatti imbroglioni mischiano la raccolta!
Tra amministratori un po’ pagliacci e i soliti gatti imbroglioni conviene creare una nuova città che abbia nelle fondamenta tutti i desideri dei bambini. Bisogna tirarli fuori dalla tasca e infilarli in un mattone. Molte richieste riguardano la pulizia della strada e l’eliminazione della spazzatura, poi si chiedono più parchi verdi, la scomparsa dei cattivi, più animali e uno zoo nuovo di zecca, giostrine a volontà, fiori, perfino patatine gratis ogni giorno. Il pifferaio le raccoglie tutte in quel primo mattone perché sono richieste molto importanti. I bambini infatti sono “piccoli cittadini ma non cittadini piccoli”.
Un grande applauso segue la chiusura dello spettacolo.
La formula de I Teatrini coinvolge i suoi spettatori-protagonisti in una storia itinerante in cui essi devono far valere i loro diritti di cittadini. Lo fa nella maniera semplice della fiaba vissuta, dell’avventura nei boschi e sono certa che sarà un’esperienza che ricorderanno per molto tempo. Forse questa sarà una lezione utile anche a tutti quegli adulti che spesso si disinteressano alla politica o la prendono con poca serietà. L’unico a lamentarsi, alla fine dello spettacolo, è il piccolo Sergio venuto da Parigi, che dice ai nonni lagnandosi un po’: “È finito troppo presto!”. Il mio augurio è che I Teatrini non finiscano mai di stupirci, incantarci, farci crescere e tornare bambini con i loro affascinanti spettacoli.

 

 

 

 

 

Il magico pifferaio
di
fratelli Grimm
regia
Giovanna Facciolo
con Monica Costigliola, Valentina Carbonara, Alessandro Esposito, Adele Amato de Serpis, Marco Montesano
costumi e scene Anna Radetich e Monica Costigliola
in collaborazione con Università degli Studi di Napoli "Federico II"
durata 1h
Napoli, Real Orto Botanico, 26 ottobre 2013
in scena 26 e 27 ottobre 2013

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