“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Mercoledì, 30 Ottobre 2013 01:00

Storia e Psicanalisi all'uscita da scuola

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Nella rassegna teatrale dell’Arcas tutto è allo scoperto. Il palco non ha il sipario e vediamo la panchina verde e il lampione prima che inizi lo spettacolo. Anche le gambe dei due personaggi protagonisti sono scoperte: Sigmund e Karlo, che sembrano avere una gran voglia di lasciare allo scoperto qualcosa in più. Entrambi indossano un impermeabile e si sono ritrovati per caso all’uscita di un istituto femminile. Aspettano le ragazze perché tutti e due provano piacere nell’aprirsi l’impermeabile davanti alla faccia spaventata delle studentesse e…

Sigmund und Karlo è una commedia e lo avvertiamo dalla prima nota che viene fuori dagli amplificatori. L’idea che tratti di molestie sessuali, all’inizio irrigidisce un po’ il pubblico. Le risate sono sommesse come se ognuno opponesse un po’ di resistenza. Io stessa ho pensato: “Davvero vogliono che io rida di una cosa del genere?”. Ben presto ci si ritrova, però, ad essere travolti dall’azione scenica. Succede allora che ci si dimentica del vizio, della perversione di quegli uomini grotteschi e si pensa a loro soltanto, a quello che sono e a quello che dicono.
Sigmund e Karlo sono Freud e Marx venuti fuori dai libri e scesi in strada. Sono lì per ribellarsi a quello che delle loro parole è stato fatto, davanti a noi per ricordarci che il loro pensiero originario è stato deformato, abusato. In nome loro sono stati commessi delitti e adesso eccoli lì − il padre del materialismo e quello della psicanalisi − a gambe nude, in impermeabile ad aspettare delle scolarette. Uomini e fantasmi allo stesso tempo, vere essenze e solamente corpi in attesa di esplodere.
I dialoghi tra i due sono brillanti, soprattutto a partire dal momento in cui si riconoscono l’un l’altro. Ci troviamo così di fronte a Karl Marx che vuole farsi psicanalizzare da Freud. Anche la costruzione dei personaggi risulta molto divertente. Sigmund è un uomo magro e nevrotico, con la paura di germi e batteri. Guanti in lattice e fazzolettino in mano, si dà da fare per pulire i pochi oggetti scenici ed evitare contatti con Karlo. Quest’ultimo, grosso e molto sicuro di sé, guida tutta la conversazione, facendo domande anche intime al timido Sigmund.
I battibecchi intorno all’esistenza, se abbia più peso la storia biografica di ogni singolo uomo o la storia collettiva delle masse, sono intervallati dall’arrivo di automobili. I due si camuffano per non essere scoperti mentre attendono di adempiere la loro grottesca impresa. Questo dà la possibilità ai due attori, Niko Mucci e Antonio Buonanno, di dar vita a brevi siparietti clowneschi, ogni volta accolti dal pubblico con fragorose risate.
Pur trattando un tema importante, Sigmund und Karlo risulta una commedia semplice da seguire. Passati i primi minuti, lo spettatore è trascinato da una risata all’altra fino all’esplosione finale della battuta di Sigmund che non si fanno battute sulla madre di uno psicanalista.
C’è dunque questo forte contrasto tra la situazione che potrebbe creare un tipo di comicità di basso profilo e l’intelligente comicità ispirata a due uomini straordinari senza i quali la nostra esistenza sarebbe stata molto diversa. La contrapposizione si risolve nel finale a sorpresa, il momento in cui davvero tutto è messo allo scoperto, il momento che lascia nello spettatore, oltre al gran senso di allegria e di meraviglia, il desiderio di rivedere la commedia da capo, per riascoltare le battute con un nuovo senso.
Sigmund und Karlo è la dimostrazione che con pochi semplici elementi ma una buona idea e un’interpretazione impeccabile è possibile fare dell’ottimo teatro.
Nel finale i ringraziamenti, da parte di Niko Mucci, al pubblico che ha assistito e gradito la prima nazionale dello spettacolo, ad Antonio Buonanno, al tecnico luci e audio ma soprattutto “grazie alla Storia e alla Psicanalisi per i numerosi spunti”.

 

 

 

 

 

 

Sigmund und Karlo
regia Niko Mucci
con
Niko Mucci e Antonio Buonanno
scene e costumi
Barbara Veloce
musiche
Luca Toller
assistente alla regia
Marina Cavaliere
produzione
Libera Scena Ensemble
durata
50'
Napoli, Circolo Teatro Arcas, 24 Ottobre 2013
in scena
dal 24 al 27 ottobre 2013

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