“Dico sul serio. Riconosco il talento quando lo vedo, anche se a me manca. Quando recitavamo a Praga nel 1911 e nessuno aveva mai sentito parlare di Kafka, lui venne dietro le quinte e appena lo vidi capii che mi trovavo in presenza di un genio. Ne sentivo l’odore, proprio come un gatto sente l’odore del topo. Così è cominciata la nostra grande amicizia”.

Isaac Bashevis Singer (su Franz Kafka)

Martedì, 29 Ottobre 2013 01:00

Osservatorio e basta, c’erano troppe nuvole

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È come essere ad un osservatorio astronomico e il cielo è pieno di nuvole; nessuna stella, nessun pianeta, nessun satellite, nemmeno potersi immaginare le orbite. L’osservatorio sulla danza si è proposto come sguardo su un potenziale panorama dedicato all’arte del movimento, eppure il 25 ottobre 2013 a Galleria Toledo di danza se ne è vista davvero poca.

Non intendo discriminare i tentativi di Teatro-danza o di espressività fisico-corporea, ma ad onestà del vero non si trattava nemmeno di quello. Forse teatro con partiture vocali registrate e diffuse; forse corpi in movimento senza prendere in considerazione gli assi cartesiani di spazio e tempo. Non credo si tratti di un gusto tutto personale, semmai di uno sguardo comunitario che aspettandosi un osservatorio sulla danza ha invece trovato un luogo dove gli psicodrammi e le psicopatologie si esprimevano sfiorando il labilissimo confine del grottesco; eppure non si trattava nemmeno di uno spettacolo pirandelliano né di espressionismo tedesco. Di sicuro una giuria competente ha selezionato le giovani compagnie emergenti che hanno partecipato a Stazioni d'Emergenza, rassegna dedicata a nuovi coreografi e a nuove proposte; ma la trilogia proposta in un’unica serata ha avuto come effetto sul pubblico molti interrogativi di natura spontanea e critica. Se forse avessero chiamato lo spettacolo “Osservatorio e basta”, nessuna aspettativa sarebbe stata tradita né insultata. Deve esistere un’armonia obbligatoria tra il programma di sala e il titolo della proposta al pubblico.  In effetti  in una società abituata a leggere libretti di istruzioni, fogli illustrativi e materiale cartaceo di ogni genere è davvero difficile non considerare questo allineamento tra teoria e pratica.
Compagnia Tra in Puls(t)azioni’, compagnia 8root in Labbra Blu Compagnia Can Bagnato/To TaLab in MBE’ si sono esibite in degli estratti del loro lavoro. Il trittico, dalla durata di due ore e mezza complessive e comprensive di breaks, è quindi un collage di momenti salienti delle rispettive compagnie. Probabilmente il dover presentare un parziale del proprio lavoro ha indebolito il messaggio e la resa, obbligando gli interpreti ad un criterio di scelta per il quale di sicuro più parti ne hanno sofferto. I primi due lavori sono accomunati dalla tematica della trasformazione e dell’identità sessuale ed utilizzano le luci per generare degli effetti di illusionismo ottico, ahimè visti e stravisti e per questo poco sorprendenti. L’illusionismo è considerato magia per gli effetti che sortisce sulla vista e nell’animo; quindi tutto ciò che non sa più sorprendere perde di illusione e misticismo. Quando un effetto scenico è deducibile nell’immediato diventa debole e anche un po’ banale, a meno che il meccanismo scenico non venga dichiarato a vista volontariamente da parte del regista. Il terzo lavoro, ironico e spiritoso, rivisita a tratti la favola di Cenerentola o semplicemente il tòpos della fanciulla dolce governata dalla matrigna cattiva. Eludendo il contenuto narrativo e didascalico, l’azione in movimento sfrutta vocalizzi e canzoni live prodotti dalle interpreti in un’alternanza di soli, duetti, trii e quartetti.
Bisogna sempre dare molte possibilità a chi con fatica vuole emergere nella società dei consumi che privilegia i grandi marchi e penalizza i progetti artistici; quindi è giusto ridimensionare l’accusa continuando però ad esprimere il proprio parere liberamente e democraticamente, sensibilizzando lo sguardo critico.

 

 

 

Stazioni d'Emergenza


Labbra Blu

compagnia 8root
di e con Adriano Mainolfi
direttore del suono e della luce Fabrizio Dottori
scenografie Paola Castrigano


MBE
compagnia Can Bagnato/ ToTaLab
regia e coreografie  Eugenio Di Vito
con Sara Di Salvo, Valentina Musolino, Valeria Pediglieri, Emanuela Vitale
supervisione teatrale, luci Emanuele Avallone


PULS(T)AZIONI
compagnia (Tra)
interpreti Erica Mattioni, Giulia Marcelli, Riccardo Fiore
scenografie e luci Alex Nazzi
musiche Elvis Graffi

 

durata 2h 15’
Napoli, Galleria Toledo, 25 ottobre 2013
in scena 25 ottobre 2013 (data unica)

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