“Ho forse dormito mentre gli altri stavano soffrendo? Sto forse dormendo in questo momento?”

Samuel Beckett; Aspettando Godot

Giovedì, 17 Ottobre 2013 02:00

Quello che cerchiamo, a volte, ce l'abbiamo già dentro di noi

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Sarà il profumo degli alberi, il sole che riscalda tutti, la voce allegra degli attori che ci accompagnano o i loro costumi fantasiosi ma partecipare ad uno spettacolo de "I Teatrini" all’Orto Botanico è sempre una gioia. Anche Matteo è allegro questa domenica mattina e non vede l’ora che lo spettacolo abbia inizio. Pagato il biglietto e salutata la mamma, perché a "I Teatrini" i bambini stanno davanti con gli attori e i genitori dietro, si prepara a viaggiare verso la Città di Smeraldo insieme a Dorothy, lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone codardo.

Si è portato da casa qualcosa di importantissimo da chiedere al potente Mago di Oz e se lo tiene ben stretto nel suo cuore. Lo rivelerà soltanto alla fine del cammino ma andiamo con ordine, senza anticipare.
L’uragano fa girare le streghe con i loro abiti a campana e i grandi cappelli che coprono loro il viso. La casetta di Dorothy è piccola piccola, come una casa di bambola e lei ne esce fuori camminando in ginocchio. Tuttavia è grande abbastanza da schiacciare la strega cattiva. Matteo e gli altri bambini ne sono felici e chiamano: “Dorothy! Dorothy!” per ricevere la sua attenzione e congratularsi. I bambini sono i 'gingillini', abitanti del Regno di Oz e Dorothy decide di portarli tutti con sé, tra gli alberi dell’orto alla ricerca di un modo per tornare nel Kansas. Durante il percorso avviene l’incontro con gli altri compagni di viaggio. Tutti ridono per lo spaventapasseri che ripete sempre “buongiorno!” e si muove morbido, lamentandosi di non avere un cervello e per l’uomo di latta che cigola e ha un costume fatto di coperchi, imbuto e colapasta ma non ha un cuore. Il ruggito del leone che ci arriva alle spalle sorprende tutti, però. Che gran paura! Da saltare per lo spavento, anche se il più impaurito sembra essere proprio lui, che ha una corda al posto della coda che gli si ficca sempre tra le zampe. Certo un po’ di coraggio non gli guasterebbe. La compagnia è al completo, ognuno ha qualcosa da chiedere. Sì, sì, anche Matteo, l’ho detto prima ma lui continua a mantenere il segreto.
Superando pericoli e vivendo avventure in cui ognuno può mettere in luce le proprie doti, si giunge al cospetto del potente mago di Oz. Per poterlo vedere, tutti devono indossare degli occhialini verdi, 'gingillini' compresi.
Sapete come si conclude la storia? Il mago è un ciarlatano o forse no. Forse è soltanto un uomo saggio che ha capito che la magia più potente è scoprire che quello che desideriamo ce l’abbiamo già dentro di noi, basta cercare nel posto giusto. Ecco allora accontentati tutti: uno ha trovato il cuore, l’altro il cervello, l’altro ancora il coraggio e Dorothy il modo per tornarsene a casa. E Matteo? Matteo alza la mano. “C’è qualcun altro che vuole chiedermi qualcosa?” ha chiesto il mago di Oz a tutti i 'gingillini'. Matteo grida “Io! Io!”. Il mago allora lo accoglie, gli chiede il nome e poi lo indovina, gli dice di chiudere gli occhi e dire ciò che desidera. Matteo strizza strettissimi gli occhi, concentrato al massimo sul suo desiderio e forte e chiaro grida: “io voglio un fischio!” Stavolta a ridere di gusto sono soprattutto gli adulti. Il mago di Oz fa un fischio per Matteo, non uno di quelli fastidiosi, un fischio gradevole e poi gli dice di riaprire gli occhi e di portarselo per sempre nella mente. Matteo va via soddisfatto. Adesso sta a voi decidere se il mago sia un vero mago o un ciarlatano, dopo che ha fatto così felice un bambino.
Ancora una volta, con pochi attori, "I Teatrini" hanno messo in scena un sogno per grandi e piccoli. Ogni cosa ha la giusta misura, quella più adatta ai bambini, con scene brevi e ricche di azioni, con la possibilità di interagire con gli attori e tenere per mano il proprio personaggio preferito. Ogni bambino che partecipa allo spettcolo, come è successo a Matteo, diventa un piccolo protagonista della storia. La riscrittura che ne fa Giovanna Facciolo è sempre dolce e assolutamente teatrale. Con pochi accorgimenti scenici riesce a ricreare l’idea dell’uragano come quella di una città fatta tutta di smeraldi. A noi non resta altro che partecipare alla magia che lei crea, con i suoi collaboratori, come una vera strega buona. 

 

 

Nel regno di Oz
da
L. Frank Baum
testo e regia di
Giovanna Facciolo
con Adele Amato de Serpis, Alessandro Esposito, Monica Costigliola, Valentina Carbonara
costumi e scene Anna Radetich, Monica Costigliola
Napoli, Real Orto Botanico, 13 ottobre 2013
in scena 13 ottobre 2013 (data unica)

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