“È straordinaria l'idea che ogni goffagine tua, ogni incertezza, ogni rabbia − insomma tutto ciò che è negativo − può sembrare domani, da un diverso e più sapiente punto di vista, scoprirsi un valore, una qualità, un tesoro positivo. Ma vale anche l'inverso. Ogni tuo vanto può fallire, può mancarti sotto”.

Cesare Pavese

Sabato, 08 Gennaio 2022 00:00

Un sogno di Natale: Lucarié… scètate

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Questo Natale, le cui luci hanno illuminato le strade buie del mio paese come ogni anno, si è presentato non come comanda Iddio ma in modo del tutto diverso: con persone in fila davanti alle farmacie, coi parenti lontani e le famiglie divise, con le tombolate quasi vietate e gli amici da salutare da lontano, con la folla da evitare a ogni costo e la preoccupazione per la morte: forse più forte della gioia della miracolosa nascita.

Sono riuscita a trovarlo però il Natale, quello vero. Il Natale del presepio e delle cene in famiglia con il capitone. Mi è bastato andare a teatro, in casa Cupiello, aprire bene gli occhi e svegliarmi, lasciando che tutto ciò che mi si illuminava davanti, o mi entrava nelle orecchie, mi trasportasse nel più bel sogno che potessi fare.
A sognare con me, Tommasino Cupiello, sdraiato sul letto, sotto le coperte. Mi dà le spalle perché è intento a giocare col presepio che ha costruito. Gioca a fare Luca che deve svegliarsi e il pupazzo di Concetta gli porta il caffè e gli dice che fuori fa freddo. Il fondale si accende come una lampada e proietta ombre o ci mostra immagini: una tazza, una lettera. Il pupazzo di Tommasino sbuca da sotto le coperte di un letto dipinto in verticale sul fondo. Così il nennillo umano gioca al padre che ama il figlio, severo e generoso, che non desidera altro che il figlio partecipi alla sua gioia per il presepio. Poi arriva zio Pasquale che cerca le scarpe e ci fa ridere con la sua vita, che ruota tutta intorno al banco lotto. E ci sono anche Ninuccia e Nicola che litigano perché lei non ama lui.
Natale in casa Cupiello è ormai una tradizione, è immancabile a Napoli, come l’insalata di rinforzo. Il Teatro Area Nord, con la regia di Lello Serao, lo propone in una veste nuova e sorprendente. Mantiene la struttura in tre atti, fa pochissimi tagli ai dialoghi ma in scena un solo attore, Luca Saccoia, recita tutta la commedia accompagnato da pupazzi. L’idea è quella che − terminata la commedia umana e finita la vita di Luca − Tommasino rigiochi tutta la vicenda. Nell’arco dei tre giorni della commedia è diventato un uomo, non è più un ragazzino selvaggio e dispettoso. Si è preso cura di suo padre e gli ha detto che il presepe gli piace. Come se si fosse finalmente aperto all’amore, Tommasino può rigiocare l'intera vicenda divenendone tutti i personaggi ma, prima di tutto, divenendo suo padre, eterno fanciullo costruttore di presepi.
Il primo atto è il vero e proprio sogno di cui ho già scritto. Comincia in punta di piedi. Prima attraverso le ombre poi giungendo alla luce, attraversa il canto e procede in parole. Non è il riso, che pure arriva, che si ricerca ma la fascinazione. Il pupazzo di Luca Cupiello non c’è, gli dà il corpo Luca Saccoia. Dà lui la voce a tutte le figure ma quelle dei pupazzi sono registrate e arrivano dalle casse, creando con l’artificio un effetto di distacco, di uomo che gioca con le bambole. Nella sua eterna contraddizione Luca deve svegliarsi e non deve sapere niente, niente di quello che accade intorno. È come dobbiamo essere noi, spettatori svegli di questo Natale senza la preoccupazione di ciò che succede fuori.
Il secondo atto è diverso dal primo. I manovratori dei pupazzi non sono più nascosti dal fondale, come nel primo. Sono in scena, bene in mostra, con le mascherine. Il pupazzo di Luca c’è. Luca Saccoia dà la voce a tutti ma stavolta lì, sul palco, con la sua voce viva. È come se tutti i trucchi fossero stati svelati. È l’atto originario, il più divertente, e in quel miscuglio di uomini e pupazzi scoppiano risate da ogni angolo della platea. Tutto il testo è rispettato e riproposto. Nel salone di casa Cupiello si prepara la cena della vigilia, nascono equivoci, scoppiano liti, si legge la lettera alla madre. Resta però il lettino: non è più al centro del palco ma di lato, fa da elemento di unione con il primo atto e ci ricorda del sogno.
Il terzo atto è più breve. I manovratori dei pupazzi adesso parlano, danno voce ai personaggi ma sono immobili. I pupazzi sono tutti seduti, anch’essi immobili mentre quello di Luca è nel letto e ci dà le spalle. Come se lo spettacolo accompagnasse il pubblico verso un definitivo risveglio, ogni personaggio ha una voce propria, reale: non quella camuffata di Saccoia. È il momento in cui tutti prendono consapevolezza. Luca sa e muore, Tommasino comprende e si fa uomo.
Lo spettacolo, ideato a conclusione di un laboratorio per manovratori di pupazzi realizzato presso il Teatro Area Nord, è straordinario. Bello da vedere, già solo perché i pupazzi sono stati realizzati uguali agli attori dell’edizione televisiva di Natale in casa Cupiello del 1977 e hanno quella tenerezza che solo le creature di legno, carta e stoffa sanno avere. Luca Saccoia, inoltre: è un eccezionale traghettatore e ci accompagna in casa Cupiello sottolineando per noi la peculiarità di ogni personaggio. Anche lui è tenero con i pupazzi, ed è lui che in un certo senso ce li fa amare, che ci fa dire fermamente che sì, il presepio ci piace.






Natale in casa Cupiello. Spettacolo per attore cum figuris

di Eduardo De Filippo
ideazione Vincenzo Ambrosino, Luca Saccoia
regia Lello Serao
con Luca Saccoia
spazio scenico maschere e pupazzi
Tiziano Fario
manovratori Salvatore Bertone, Paola Maria Cacace, Lorenzo Ferrara, Oussama Lardjani, Irene Vecchia
formazione e coordinamento manovratori Irene Vecchia
luci Luigi Biondi, Giuseppe Di Lorenzo
datore luci Paco Summonte
costumi Federica Del Gaudio
musiche originali Luca Toller
mastering Luigi Di Martino
assistente alla regia Emanuele Sacchetti
realizzazione scene Ivan Giordano Borrelli
fonica Mattia Santangelo
progetto grafico Salvatore Fiore
direttrice di produzione Hilenia De Falco
foto di scena Sabrina Cirillo
produzione TAN - Teatri Associati Napoli
con il sostegno di fondazione Eduardo De Filippo
lingua napoletano
Napoli, Teatro Area Nord, 4 gennaio 2022
in scena dal 4 al 9 gennaio 2022

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