"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Giovedì, 19 Settembre 2019 00:00

In mezzo alla vita, circondati dalla morte

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Il Tanztheater di Wuppertal di Pina Bausch, dopo la scomparsa della fondatrice, ha continuato a portare il giro per il mondo lo stile inconfondibile dell’artista unendo in maniera inestricabile danza e teatro: Since She è però il primo lavoro che il regista greco Dimitris Papaioannou ha realizzato al di fuori della compagnia, una sorta di (sentito, emozionante, profondo) omaggio a quello stile e a quell’universo artistico.

Le atmosfere oniriche sono un suo marchio di fabbrica: ma con Since She Papaioannou porta alle estreme conseguenze la spinta fantastica della sua visione, fondendo le sue suggestioni con lo stile della Bausch e riuscendo nel quasi impossibile intento di non copiarlo bensì sovrapponendosi delicatamente. Creature contorte e assurde popolano i sogni di Since She, corpi morbidi e rigidi, pensieri e parole che si fanno materia oscura: e il concetto basilare del rapporto tra fragilità e forza, che è poi alla base di qualsiasi espressione d’arte, viene declinato attraverso una prospettiva intertestuale con un focus sul presente e una drammaturgia espansa, che mentre unisce i punti di altri campi obbliga lo spettatore ad essere parte attiva nel processo di identificazione prima e di decifratura poi.
In Since She il palco è nero, lo sfondo è nero, i − pochi − vestiti neri, le sedie − motivo ovviamente ricorrente − nere: e i protagonisti in scena sono bagliori, epifanie, flash semoventi che illuminano la scena, mentre in un crescendo ipnotico e surreale la mitologia si fonde con il presente, echi di opere lontane provengono dalla musica, dalla letteratura, dalla tragedia greca. Così, mentre i punti nevralgici dell’azione si moltiplicano come si moltiplicano i danzattori, sotto gli occhi dello spettatore appaiono e scompaiono diversi quadri, oggetti, storie; le sedie si accatastano e scivolano via, entrano tubi di plastica, forme geometriche, arriva un caprone/Minotauro, sulle note di Verdi, Nick Cave o Bach abbracciano l’ebbrezza rotatoria del viluppo inestricabile di storie e pensieri, immagini laceranti e bellissime, corpi nudi e straziati. La regia sapiente di Papaioannou si muove leggera ma precisa tra le pieghe dell’ispirazione di Pina Bausch, ne attualizza l’eternità e riesce a creare coesione drammaturgica e continuità nella natura puramente sintattica della messa in scena, nell’apparire e sparire degli elementi chiave del Tanztheater, dalle sedie agli abiti elegantissimi, dalle silhouette umane a tutti gli elementi della natura.
Alla fine l’equilibrio viene (ri)trovato solo nell’unione/scontro tra opposti: solo in un compendio così denso trovano posto vita e morte, realtà e finzione, Bene e Male, Uomo e Natura. La montagna nera alle spalle incombe, ma squarci di luce filtrano come da un’alba, o da un crepuscolo: è l’inizio e la fine, è tutto ed è niente, la scena si sgonfia, le sedie vanno via, la brillantezza si opacizza e si spegne.
Come nell’epitaffio sulla lapide della Bausch, “nel mezzo della vita siamo circondati dalla morte”. Ed eccola, la vita.
È un attimo. È tutto un attimo.





Since She
di Dimitris Papaioannou
concepito, realizzato e diretto da Dimitris Papaioannou
con
Ruth Amarante, Michael Carter, Silvia Farias Heredia, Ditta Miranda Jasjfi, Scott Jennings, Milan Kampfer, Blanca Noguerol Ramírez, Breanna O’Mara, Franko Schmidt, Azusa Seyama, Ekaterina Shushakova, Julie Anne Stanzak, Oleg Stepanov, Julian Stierle, Michael Strecker, Tsai-Wei Tien, Ophelia Young
set design
Tina Tzoka
costumi
Thanos Papastergiou
lighting design
Fernando Jacon, Stephanos Droussiotis
sound design
Thanasis Deligiannis
musica
Christos Constantinou, Richard Wagner, Charles Ives, Johann Sebastian Bach, Aram Khachaturian, Gustav Mahler, Giya Kantcheli, Marika Papagkika, Wayne King, Leo Rapitis Manos Achalinotopoulos, Sergej Prokof’iev, Giuseppe Verdi, Tom Waits
direttore artistico Tanztheater Wuppertal Pina Bausch
Bettina Wagner-Bergelt
performance rights
Tanztheater Wuppertal Pina Bausch GmbH + Dimitris Papaioannou
prodotto da Tanztheater Wuppertal Pina Bausch
in coproduzione con Théâtre de la Ville / La Villette, Parigi – Sadler’s Wells, Londra – Holland Festival, Amsterdam – Centro Culturale Onassis-Atene
con il supporto di
Kunststiftung NRW
foto di scena Julian Mommert
durata 1h 20’
Catanzaro, Teatro Politeama, 15 settembre 2019
in scena dal 13 al 15 settembre 2019

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