“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Martedì, 19 Giugno 2018 00:00

La vita di un mago è un grande gioco di prestigio

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Chi è Thierry Collet e quali indizi sullo spettacolo si possono ricavare dal titolo: Dans la peau d'un magicien. Promessa? Realtà svelata? Illusione costretta a mostrarsi?
Un'aura di afoso mistero si respira, nell'attesa, nel foyer di Galleria Toledo, e dietro i ventagli sfarfallanti una domanda aleggia sospesa come un cappello magico: trattasi di spettacolo di magia o di prova d'attore?

Sull'assito uno scatolone solitario sembra riempito solo da un'immobile concentrazione, niente di umano potrebbe riempirlo per via delle ridottissime dimensioni. Eppure... una telecamera restituisce  le immagini in diretta, consentendo al pubblico di 'entrare' nella scatola e di iniziare un percorso: Dans la peau d'un magicien!
L'uomo nello scatolone è Thierry Collet, l'illusionista, il mago, l'attore, e si mostra leggero e sorridente con l'ingenuità disinteressata di chi ha rinunciato a tutti i segreti. Egli sa che il pubblico si divide in chi pensa che ciò che conta non sia il ‘segreto’ bensì il trucco che c’è dietro, e chi, invece, vuole essere ingannato fino alla fine. Sembra aver scelto di accontentare i primi e disilludere, così, i secondi, sembra aver scelto dal principio di denudarsi (non solo in senso metaforico) mettendo progressivamente a nudo l'essenza di un mestiere, di una passione e di un essere umano.
La rappresentazione si svolge con un'alternanza perfetta di flashback narrativi e prove di illusionismo, il cui equilibrio sospeso è funzionale a tenere costantemente desta l'attenzione dello spettatore, che viene quasi ‘obbligato’ a osservare attentamente e allo stesso tempo a diffidare costantemente della sincerità disarmata che gli viene offerta. Un cavo di alta tensione sembra percorrere l'intera rappresentazione, contribuendo a rendere ancora più enigmatica una narrazione fondata sul ‘mistero’. Frammenti di vita disordinati e confusi assumono più l'aspetto di un sogno che di un vero ricordo, mostrando così la magia di una narrazione in cui i personaggi importanti della vita di Thierry vengono estratti dal cilindro dei ricordi e materializzati al nostro immaginario. In questo spettacolo si inscena la conversione dei fatti in racconti e interpretazioni, la parola e l'immagine sono pronte a darsi il cambio nei giusti tempi, alimentando nello spettatore la volontà di sapere; ma nel mondo di Thierry ciò che crediamo di vedere non sempre è reale.
L'immagine di una madre con la fobia per le mele, che vorrebbe scendere da un aereo in cui si serve dessert alle mele, è lo spunto per mostrare il gioco di prestigio del ‘deposito immaginario’, e la vera magia risiede nel fatto che noi crediamo all'uno e all'altro (racconto e dimostrazione) senza battere ciglio. Ci sono poi maghi che indovinano l'omosessualità di un bambino da come regge un mazzo di carte e Thierry come un'odalisca si spoglia di un altro velo. Ci sono le stanze in cui lui non entrerà mai, sono le stanze ricolme di illusionisti che si sfidano a colpi di trucchi di magia ad alto tasso di testosterone. Ci sono i ‘Bagatti’, i maghi che corrispondono alla prima carta dei tarocchi, e poi ci sono i ‘matti’, The Fool, l'ultima carta dei tarocchi. I primi sono coloro che fanno ricorso a mille ammennicoli e trucchi meccanici per stupire, i secondi non hanno ammennicoli e stupiscono creando dal nulla l'illusione della magia, i secondi sono un po' maghi, un po' illusionisti e molto attori e nell'utilizzo composito di tutte le arti risiede la loro vera magia. I secondi sono: Thierry Collet, che arriva a mostrarci la sua essenza fin dentro la pelle per farci scoprire che non basta, ci deve essere ancora un altro contenitore segreto che non vediamo, nelle viscere o altrove, perché credetemi, dopo tutte le spiegazioni di trucchi e illusioni quello che mostrerà alla fine, privato dell'ultimo velo, è un qualcosa che non può avere spiegazioni. La sfida dell'autenticità è stata portata al suo limite estremo, siamo stati trasportati in un luogo di confine tra realtà e inganno in cui le forze in gioco non possono essere rivelate e non possono essere costrette a mostrare un senso. In questi territori la parola deve tacere e l'immaginazione è libera di vagare cullata dalle meraviglie dell'occulto. Ci sono forme di grandezza in grado di stravolgere i nostri sensi e le nostre certezze tenendoci sospesi nell'illusione.
È a questo punto che arriva la risposta alla domanda iniziale: che spettacolo è Dans la peau d'un magicien? Uno stupefacente gioco di prestigio in bilico tra teatro e magia.

 

 

 

Napoli Teatro Festival Italia
Dans le peau d'un magicien
ideazione e interpretazione Thierry Collet
regia Éric Didry
scenografia Élise Capdenat
disegno luci Sylvie Garot
assistita da Luc Jenny
ideazione suono Manuel Coursin
direttore di scena e costruttore Patrick Muzard
costruttore magico Christian Cécile
collaboratore artistico e tecnico Rémy Berthier
collaboratrice allo sviluppo del progetto Clara Rousseau
consulente coreografica Nathalie Pernette
tecnico suono e luci in tournée Yann Struillou
assistente mago Dylan Foldrin
amministratore Antoine Derlon
distribuzione e direttore di produzione Julie Fourmond
produttore delegato Compagnie Le Phalène
co-produzione e supporto La Comète, national stage of Châlons-en-Champagne – La Villette – Paris, Le Forum, stage conventionnée du Blanc Mesnil, The Théâtre des Bergeries de Noisy-le-Sec, col sostegno di/ with the support of the Conseil Départemental de Seine-Saint-Denis – Le Théâtre Firmin-Gémier/La Piscine de Châtenay-Malabry – La Méridienne, Scène conventionnée de Lunéville. Il progetto ha ricevuto il Production Grant for the circus arts (2016) – Direction Générale de la Création Artistique / Ministère de la Culture et de la Communication. Partners: The Le Phalène company ha un accordo con/has an agreement with the Île-de-France Regional Cultural Affairs Department. Thierry Collet è un artista associato con la Comète, Scène Nationale de Châlons-en-Champagne and the Maison de la culture d’Amiens. www.thierrycollet.fr
durata 1h 15'
Napoli, Galleria Toledo, 15 giugno 2018
in scena 14 e 15 giugno 2018

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