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Venerdì, 12 Aprile 2013 13:29

Squarci di una vita non comune in cui non tutto è risolto

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“Non era nelle intenzioni del creatore farci divertire” declama, con quella elegante ironia che da sempre la contraddistingue, un’incredibile Franca Valeri, autrice ed interprete della commedia Non tutto è risolto, di scena al Mercadante di Napoli.
A dispetto dello stralcio di battuta succitato, la Signora Valeri si diverte e ci diverte ancora: lo prova un folto pubblico in sala che saluta con affetto e rispetto una decana delle scene.

Affiancata dalla professionalità e dalla bravura di Licia Maglietta, Urbano Barberini e Gabriella Franchini, l’ex "Signorina Snob" fa i conti con la sua vita, prendendo a prestito il ruolo di una vecchia Contessa al verde che non cede però alle nostalgiche recriminazioni di un passato svanito.
Il pretesto è una vecchia villa abbandonata, una volta appartenuta alla Contessa Matilde e che fa da crocevia ad una serie di incontri/scontri tra i suoi avventori apparentemente casuali.
Una vecchia stufa ed una tappezzeria ai muri che ha visto e sentito molto più di quanto si possa immaginare, sono emblema e simulacro, allo stesso tempo, delle polveri di vecchi trascorsi e di una sete di vita ancora presente.
Spalla e memoria storica della bizzarra Signora è Angéle (Licia Maglietta), la fidata segretaria-tuttofare che ha dedicato la vita al servizio della donna, alternando una fedele compiacenza ad arguti battibecchi. Le due donne si imbattono in una serie di altri personaggi che irrompono sulla scena, come Milly, l’improbabile cameriera che viene assoldata da Angéle per assecondare la voglia della sua padrona di ripristinare un apparente ordine domestico. Sì, perché la Contessa sembra non curarsi degli anni, del tempo trascorso, sembra voler guardare solo al presente nonostante “i simulacri del passato continuino a mandare echi”, uno dei quali si palesa proprio sotto le spoglie di colui che si presenta come suo figlio legittimo o presunto tale.
Lei nega, lo tratta come uno sconosciuto, un intruso ritrovato per caso tra le mura della dimora di famiglia. Va avanti così per un po’ un dialogo surreale in cui il confine tra ruoli negati e rivendicati è il pretesto per un excursus di vita che fa riaffiorare i sentimenti sopiti dall’incedere della vita.
Persone, legami, contratti, sono per la Contessa solo delle categorie, un modo per imbrigliare le nostre azioni; allora evviva un’esistenza fatta solo di cose: quelle sono sempre lì immutabili.
Come la vecchia stufa che proprio non ne vuole sapere di accendersi, che se ne sta lì muta e spenta.
Ma non tutto è immobile. Con un coup-de-théatre finale, lo sportello della stufa magicamente si chiude e ci ricorda che, anche se non tutto è risolto, la vita continua, smentendo la citazione per cui: “La vita non è abbastanza interessante per ricordarla”.
In un continuo alternarsi di bisogno di ricordare e voglia di dimenticare, la commedia, per la regia di Giuseppe Marini, rappresenta un caustico e divertente squarcio di vita.
Un'esistenza non comune, come tra l’altro è stata quella della Signora Valeri. Lei, dalla forte carica carismatica, calamita per il palco, sempre pungente ed ironica, sempre accesa: una forza che neanche l’avanzare degli anni riesce a sopire.
L’unico rischio che lo spettatore corre è quello di perdere a tratti il filo della matassa, in un dipanarsi di eventi e tempi a momenti volutamente troppo dilatati.
Ma si esce dalla sala con quella sensazione di leggera allegria, di sincero orgoglio per essersi goduti il talento di una delle ultime grandi interpreti che hanno reso grande il mestiere d’attore.

 

 

Non tutto è risolto
di
Franca Valeri
regia
Giuseppe Marini
con Franca Valeri, Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini
scene Alessandro Chiti
costumi
Mariano Tufano
produzione
Società per Attori
lingua
italiano
durata
90’
Napoli, Teatro Mercadante, 9 Aprile 2013
in scena dal 9 al 14 Aprile 2013

 

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