”Restava da chiedersi se davvero le pietre avrebbero resistito, con tutta quell'acqua che scendeva e scendeva in quel quarto giorno esattamente com'era scesa nei tre giorni precedenti e insomma non sembrava proprio che la città avesse intenzione di reagire, soltanto e semplicemente si limitava ad assorbire l'acqua fin quando avesse potuto ma il problema in effetti è proprio questo: fino a che punto si può assorbire l'acqua? Qual è in realtà il nostro limite? In ogni caso accadeva, come se questo problema fosse ancora indistinto e confuso e certamente lontano, perché la rassegnazione si era trasformata in indifferenza“

Nicola Pugliese

Lunedì, 10 Aprile 2017 00:00

Pièce per luce e voce firmata Finzi Pasca

Scritto da 

Daniele Finzi Pasca prende in prestito dal circo Helena Bittencourt e Goos Meeuwsen per comporre uno spettacolo di rara delicatezza. Bianco su Bianco, in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 31 marzo al 9 aprile, è uno di quegli eventi che si dicono per tutti: qui ci sono la mimica, il gesto, le clownerie a superare le parole per raccontarci la storia di Ruggero, sorrette da un esperto gioco di scena che svela più di ciò che non può essere detto dell’intimità del protagonista.

La bellissima voce di Helena Bittencourt, il suo ammaliante accento portoghese-brasiliano, e le bizze dell’olandese Goos Meeuwsen, travestito da aiutante impacciato, ci portano alla scoperta episodica della storia, dall’infanzia alla crescita di Ruggero, un personaggio d’invenzione che, come ogni sognatore, passa per l’amore di Helena (la stessa Helena Bittencourt) prima di abbandonare la paura. Bianco infatti è il candore dell’anima di Ruggero – a sprazzi interpretato da Goos – che nasconde, dietro la semplicità, le ferite passate, che sono viola e rosse, la paura del futuro, l’incertezza, la serenità che è del blu marino. Perché il bianco è l’addizione di tutti i colori, è pienezza. E ciò che Finzi Pasca si pone è di far emergere i colori dal bianco per dire di un mondo “lontano dal reale”. Così viene fuori, da questo esperimento teatrale che riflette su se stesso, dove ogni trucco è rivelato, un glossario di spontaneità: Helena inventa per Ruggero parole nuove per dire le cose che hanno perso la loro lucentezza; parole nate dall’esperienza sensibile delle stesse. Un sentimento come la paura può essere descritto con la vertigine del vuoto, l’amore con la confortevolezza di un bicchiere di latte.
Quella di Ruggero è una storia come tante altre, a tratti enfatizzata al limite del banale e, tuttavia, è il modo in cui ci viene raccontata che la rende simile a un sogno ad occhi aperti. Morfeo, in questo gioco, è la luce, semantica sorella del bianco, protagonista materica: la foresta di lampadine, o Firefly Forest, creata da Hugo Gargiulo sostituisce la scenografia e prende vita sul palcoscenico, interagisce con la storia parlando per suggestioni così che il silenzio è riempito di effetti naturalistici che inondano la scena d’acqua piovana e di lampi improvvisi. Immersa in questa sorprendente macchina scenica, la voce cantilenante di Helena arricchisce la storia di aneddoti tra il reale e il non reale, tragicomici come la vita e come il circo, che ci sembrano figli di un mondo lontano.
Trucchi del mestiere fanno incontrare Ruggero e Goos, che lo interpreta, in un gioco di fusione e attrito continui tra personaggio e attore-clown svelando i meccanismi narrativi: restiamo consapevoli di essere davanti a finzione, attendiamo la fine di una favola che non vuole rinunciare all’artificio del racconto.
“Bianco è quello che vedo quando guardo fuori dai miei occhi in questa notte dove non si riesce a dormire” scrive l’autore. Bianco su Bianco è come un foglio per riscrivere le parole che si sono inventate; bianco su bianco come il cuore per rivivere sentimenti che si sono scoperti; bianco su bianco come un letto d’ospedale per risvegliarsi dalla malattia. Bianco che somiglia a un’infinità di cose semplici, che insieme danno vita alla felicità. Bianco è l’angolo di mondo che Helena e Ruggero, clown ed eroi comuni, si sono costruiti miscelando tutta la gamma dei colori.

 

 





Bianco su Bianco

scritto, diretto e creato da Daniele Finzi Pasca
con Helena Bittencourt, Goos Meeuwsen
Firefly Forest Daniele Finzi Pasca
musica, sound design e co-design delle coreografie Maria Bonzanigo
scenografia, accessori e co-design Firefly Forest Hugo Gargiulo
costumi Giovanna Buzzi
co-design luci e Firefly Forest Alexis Bowles
bashiba.com Firefly Forest Roberto Vitalini
assistente alla regia Geneviève Dupéré
make-up design Chiqui Barbé
produzione Compagnia Finzi Pasca
lingua italiano
durata 1h 30'
Palermo, Teatro Biondo, 31 marzo 2017
in scena dal 31 marzo al 9 aprile 2017

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