“Sì, dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passare del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante. Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e cosa meschino, ridicolo. E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, forse addirittura immorale”.

Anton Pavlovič Čechov

Martedì, 14 Marzo 2017 00:00

Virgilio Sieni e la “Comunità del gesto” a Palermo

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Con Insegnamento, di fronte agli occhi degli altri il coreografo Virgilio Sieni porta avanti un progetto iniziato alcuni anni fa quando volle inserire nel suo percorso artistico l’esperienza performativa a contatto con i “non danzatori” ovvero con tutti coloro che non hanno un rapporto con la scena della danza, né fondamenta tecniche di linguaggio del corpo. Lo fa a Palermo nell’ambito di Bam Biennale Arcipelago Mediterraneo che prevede una serie di interventi sulla città decretata Capitale della Cultura 2018.

Insegnamento è una performance che coinvolge i cittadini di Palermo: sette persone di età e provenienza diverse si muovono con lui mantenendo uno stretto contatto fisico. L’azione si basa sull’improvvisazione ed è condizionata dal rapporto che si crea in questo contatto nel tempo in cui si svolge e le mani del maestro restano legate a quelle del cittadino. È interessante vedere come da questo esperimento venga fuori una rispondenza di segno, gestuale in primis, che porta Sieni a muoversi nello spazio in base all’influenza di reazione dell’altro con cui sta danzando. Si nota, in alcuni casi, soggezione, imbarazzo che, nel tentativo di essere superati, diventano apertura e fiducia e danno a quel segno, di cui sopra si diceva, un carattere spirituale. Dall’intesa del gesto nasce il coinvolgimento emotivo, e non viceversa. Con questa operazione Sieni ribadisce l’esigenza di far vivere il corpo, la necessità di prendere consapevolezza della potenza del movimento affermando che la danza può uscire fuori dall’ambito ristretto del palcoscenico per scendere tra il pubblico. Improvvisamente professionista e cittadino ci sembrano eredi di una stessa natura, si capiscono perché parlano la stessa lingua. Questi sette presi a solo, in coppia o in trio formano anelli sgraziati che, lontani dalla morbidezza della danza, commuovono per la loro imperfezione. Non è difficile, per noi che guardiamo, riconoscersi in chi danza e, per questo, non siamo meno coinvolti nell’azione.
Passione e rischio sembrano le parole chiave di Insegnamento, come anche pazienza e disponibilità. Così facendo Sieni lavora su più fronti: da un lato, infatti, come si è detto, coinvolge nella danza chi di danza non ha esperienza, dall’altro pone le basi per una collaborazione duratura a Palermo per costruire quella che lui chiama una Comunità del gesto. Tocca la storia della città ambientando le performance in spazi insoliti che si prestano a essere palcoscenici del contemporaneo nell’intento di scoprire una nuova frequentazione degli stessi.
Insegnamento è, infatti, la chiusura di un percorso intitolato Vangelo_Prima Parte che ha visto svolgersi una serie di azioni coreografiche dello stesso tipo nei due giorni precedenti al 10 marzo sulla “scena” dell’Oratorio di San Lorenzo con Nascita, della ditta di tessuti Parlato con Pietà, della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis con Visitazione e del Palazzo Forcella De Seta dove, in collaborazione con il burattinaio Mimmo Cuticchio, è andata in scena la rappresentazione Orlando, morte e resurrezione. Insegnamento è stato ospitato all’interno dell’Oratorio di San Mercurio, dove le sculture di Giacomo Serpotta osservano silenziose insieme al pubblico disposto lateralmente allo spazio che non viene mai oscurato. L’atmosfera intima è accentuata dalle musiche originali eseguite dal vivo dall’autore Roberto Cecchetto.

 


 

Insegnamento, di fronte agli occhi degli altri
improvvisazione con Virgilio Sieni e la partecipazione dei cittadini
musica di Roberto Cecchetto
foto di scena Alessandro D'Amico
Palermo, Oratorio di San Mercurio, 10 marzo 2017
in scena 10 marzo 2017 (data unica)

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