“Pecché, vedite, 'e puttane, soprattutto chelle napulitane, so' fatte proprio accussì: a loro, in fondo, non ce ne fotte niente d' 'e denare, d' 'e solde, no... Lloro so' 'nnammurate sulo d' 'e pparole, 'e chilli sciusce d'aria senza cunsistenza ca so' 'e pparole, meglio ancora si so' forestiere”.

Enzo Moscato

Sabato, 04 Febbraio 2017 00:00

Musica e voce per un viaggio con Céline

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Il Teatro Bellini, all’interno della rassegna Synth, concedendo finalmente un po’ di fiato alla compagnia in scena, dà spazio alla sperimentazione, teatrale e specificamente musicale, portando sul panorama napoletano un concerto/lettura del Voyage au bout de la nuit di Louis Ferdinand Céline, frutto della collaborazione tra il musicista Teho Teardo e l’attore Elio Germano, risalente già al 2012.

Niente scenografia sul palcoscenico, dove Germano siede dietro una scrivania, con i fogli del testo di Céline, appena illuminato da una lampada; mentre dall’altro lato Teho, con chitarra, computer e sintetizzatore esegue e dirige la musica, accompagnato da violino, viola e violoncello (Elena De Stabile, Ambra Chiara Michelangeli e Laura Bisceglia). La rappresentazione comincia con un battito cadenzato, come proveniente da lontano, che si ripete, tetro, intervallato poi da un altro più alto, come di una sirena, a comporre una sorta di marcia notturna, grave e allarmante, che introduce lo spettatore nel Viaggio al termine della notte. Dapprima rumori distorti ampliano il leitmotiv, creando un sinistro tappeto di fondo, finché non partono gli archi, che invece dilatano lo spazio e lo addolciscono, diventano lievi per poi, raggiunti in altezza dal sintetizzatore, di nuovo ripetersi in motivi assillanti e ansiogeni che crescono via via di intensità, spegnendosi all’improvviso. Come un rantolo, inizialmente, poi più chiara, si fa strada lentamente una voce bassa e roca: “Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza”.
La musica intreccia live electronics e archi con la sapienza ormai consolidata di Teho Teardo, abilissimo a creare ambienti sonori accattivanti, ritmici e melodici, intervallati a muri o scariche respingenti di ‘rumore’ elettronico. I brani musicali si alternano alla lettura dei passi, affidata alla voce di Elio Germano, che sperimenta diversi registri durante la recitazione del testo, sostanzialmente chiara e mimetica, nonostante i giochi con l’elettronica di microfoni e ripetitori, alla ricerca di effetti sonori al di là del significato del testo. Complessivamente, si percepisce una sorta di separazione tra musica e voce, come due momenti che non sempre riescono o vogliono trovare il centro, il punto di fusione e la loro intrinseca necessità.
Il romanzo viene attraversato dall’inizio all’ultima pagina, con una scelta di passi che privilegia il giudizio, la sentenza come sempre spietata, al racconto delle traversie di Bardamu, concentrandosi sui temi della guerra e del patriottismo, dell’amore, di Dio, dei ricchi e dei poveri. Una selezione certo non facile da fare all’interno di quel magma continuamente scoppiettante costituito dalla scrittura di Céline, così spezzata e tagliente, densa di forza, sempre pronta a scavare e denudare la natura umana (innanzitutto la propria), la sua miseria folle e pericolosa. Una sfida complessa, vista la ‘fisicità’ del rapporto che avviene a teatro con lo spettatore, quella di voler trasmettere sulla scena, “tradurre” dalle pagine del romanzo alle arti performative tale forza in tutta la sua verità (quella dello scrittore Céline). Una forza corrosiva e potente che, proprio come il rimorchiatore descritto nel finale del libro, con cui si chiude lo spettacolo, “chiamava a sé tutte le chiatte del fiume, tutte, la città intera, il cielo e la campagna, tutto, tutto si portava via, anche la Senna, tutto, e che non se ne parli più”.

 

 

 

 

Synth
Viaggio al termine della notte
liberamente ispirato al capolavoro di Louis Ferdinand Céline
voceElio Germano
chitarra, live electronics Teho Teardo
violino
Elena De Stabile
viola
Ambra Chiara Michelangeli
violoncello Laura Bisceglia
lingua italiano
durata 50'
Napoli, Teatro Bellini, 30 Gennaio 2017
in scena 30 gennaio 2017 (data unica)

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