“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Domenica, 12 Giugno 2016 00:00

Ritorno all'infanzia contro l'oscenità del presente

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Al Teatro Libero di Palermo nell’ambito della rassegna Presente/Futuro giunta all’undicesima edizione va in scena il 9 e il 10 giugno Le giocatrici, uno spettacolo di e con Federica Aloisio, Roberto Galbo, Emilia Guarino, Federica Marullo, Alexandre Vella, Sabrina Vicari. Appuntamento di tarda primavera ormai stabile nell’ambito palermitano, Presente/Futuro è dedicato alla scena contemporanea delle arti performative con particolare attenzione alle giovani realtà. In questo canale largamente rientra Le giocatrici, creato da un ensemble di giovani artisti forte di un consolidato rapporto con la città di Palermo.

“Il presente è osceno”. Questa presa di coscienza è il punto di partenza per la creazione di una realtà della memoria da cui attingere ricordi, pensieri, suoni per autodefinirsi oggi e stare saldi in un mondo che si muove senza sosta. Ritornare a quando si era bambini è un modo per autodefinirsi. Ritornare all’infanzia per raccontare il presente irrisolto. Ed è direttamente dal corpo che i ricordi scaturiscono.
Sdraiata su un letto di cartone una giovane donna vestita di rosso sta ad occhi chiusi mentre i suoi sogni si materializzano in forma di mani che sbucano da sotto a una coperta di lana a quadroni. Rivivere l’infanzia è un esercizio di stile in questo spettacolo in cui tutto è curato nel dettaglio, dalle tonalità pastello di abiti e scarpe alla scenografia fatta di cartone: un letto, un orologio, uno specchio, una sedia, deformati, come venuti fuori dalla mente di un bambino; in fondo una lavagna, retaggio dello spazio verticale che ci serviva a scrivere pensieri in caratteri arrotondati e cubitali sconfinando i limiti del foglio. 
Il ritmo di tutto lo spettacolo è determinato dalle musiche di Angelo Sicurella e Daniele Crisci, elettro-pop e ambient, e da una partitura di rumori infantili agiti direttamente sul palcoscenico: pernacchie, schiocchi della lingua, suoni gutturali e parole dette sotto voce in un gioco di immaginazione in cui un ampio gesto delle braccia crea il mare o il cielo, le mani diventano piccole pinze che allungano i lati della bocca stirata in un sorriso. Le coreografie vedono tutti i performer in assoli che si staccano dalla collettività di un nascondino bambinesco. L’attitudine al mimo dei performer è molto spiccata, in particolare in Sabrina Vicari, una attrice-marionetta che non ha paura di sembrare ridicola e spinge il suo volto all’estremo della caricatura.
La sincronia che li aveva legati all’inizio dello spettacolo quando, come esseri di un sogno sporgevano con le teste sottosopra dalla sponda del letto, perde, tuttavia, l’esattezza auspicata verso la fine, quando le coreografie di gruppo, virano verso tempi e intensità diverse, come se ognuno andasse in base alla propria resistenza fisica. Queste marionette hanno perso i fili che tutti insieme il puparo tirava per farle stare su, si sono smarrite quando la complessità della coreografia ha richiesto più ascolto.

 

 

 

Presente/Futuro
Le giocatrici
concept e regia Emilia Guarino
coreografia di e con Federica Aloisio, Roberto Galbo, Emilia Guarino, Federica Marullo, Alexandre Vella, Sabrina Vicari
testi Emilia Guarino, Roberto Galbo
audio e luci Gabriele Gugliara
musiche Angelo Sicurella, Daniele Crisci
video Manuela Di Pisa
produzione A. C. Pettifante – Palermo
in collaborazione con Diaria
Palermo, Teatro Libero, 9 giugno 2016
in scena 9 e 10 giugno 2016 

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