“Sono la lepre molto avanti alla muta dei miei critici”

Virginia Woolf

Domenica, 08 Maggio 2016 00:00

La fame

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Una volta, una vigilia di Natale, mia nonna era molto arrabbiata con tutta la famiglia e non volle toccare cibo. Rifiutava qualsiasi cosa venisse portata in tavola per la cena. Io per sbaglio avevo lasciato la videocamera accesa su un ripiano. L’avevamo usata per filmarci festosi, anche se la nonna aveva il muso. Più tardi, riguardando il filmato registrato vidi che in un momento in cui era rimasta da sola nella sala da pranzo, la nonna aveva mangiato il panettone. Questo perché la rabbia non sazia, anzi, mette appetito ma anche perché certe tradizioni, come il panettone o lo spumante la vigilia di Natale restituiscono un senso di famiglia, anche quando si è litigato, nella notte della famiglia più importante della storia.

Succede così anche alla donna e all’uomo di Porco Mondo: isolati in una casa, bloccati dalla neve, affamati d’amore.
La coppia è già una famiglia. Lui è distratto da Iinternet, dalle giovani donne che frequentano le chat in cerca di facili amicizie da incontrare magari qualche volta dopo la scuola. Lei parla da sola, borbotta tra sé e sé. Non c’è dialogo all’inizio, solo monologhi. Poi però lei prova ad attirare l’attenzione di lui. Lo fa mostrandosi più sexy, diventando la donna icona americana della sensualità: Marilyn Monroe. Ne indossa l’abito bianco e si trasforma in lei mettendosi in testa una parrucca biondo platino. Ma lui è annoiato, non vuole nemmeno guardarla, cerca sempre qualcosa che sia fuori da quella casa tra la neve. Ha fame di altro, della carne fresca delle ragazzine tra i banchi di scuola. Ma non le desidera come “quei porci” che violentano le ragazze sotto ai ponti, ci tiene a dirlo e a ripeterlo più volte: il suo è un desiderio virtuale, che si consuma dentro la casa, davanti ad uno schermo senza che ci sia niente di male.
Lei è triste ma ride. È affamata di musica, amore, allegria. Vorrebbe essere corteggiata e flirtare. Vorrebbe andar via, fuori dalla casa con la neve che la intrappola e la fa essere sola anche quando è insieme a lui. È la vigilia di Natale però e c’è il panettone e lo spumante. Il momento della cena per ritrovarsi in famiglia diventa il momento del litigio. Lei grida ma quello che dice non si capisce. Ah, le incomprensibili donne per le orecchie degli uomini! Il panettone è sparso ovunque, strappato e gettato sul pavimento con rabbia. Lo spumante esplode via dalla bottiglia, finisce sulla faccia, sui vestiti.
La scena di Porco Mondo è semplice, vuota e buia. Capace di creare l’idea di una casa angusta al di là di quanto siano ampie le sue pareti e comoda la sua mobilia. La casa è una piccola gabbia per due persone ingombranti. Ciò nonostante si parte dall’ordine. Gli oggetti sono schierati sul pavimento, gli attori sono seduti uno accanto all’altra in modo composto sulle sedie. Non sono vestiti, non lo saranno per tutto il tempo in cui saranno soli e nudi con i loro pensieri. Si vestono per incontrarsi, per indossare ognuno la propria maschera. L’incontro è uno scontro ed esso porta con sé il caos. L’ordine iniziale si perde tra le urla e la musica. Alla fine tutto sarà sottosopra.
I caratteri dei personaggi sono molto accentuati, caricature di tutte le coppie che vivono situazioni simili a quella dei due amanti intrappolati nella casa. L’interpretazione di Aida Talliente ha richiamato qualche risata da parte del pubblico pur nella drammaticità della situazione. In generale la coppia che ci viene presentata è grottesca. Irreale negli atteggiamenti ma molto più che vera nell’anima che ci mostra. L’uomo e la donna sono lontani ma costretti a stare vicini o almeno è quello che credono perché poi Gino Paoli canta “quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti”. Lo spazio si espande, c’è la possibilità di sentirsi liberi ma di farlo in due, stando insieme. E come in tutte le storie, dopo aver litigato ci si avvicina per fare l’amore. Vestiti e maschere, stavolta, vanno via perché lui e lei restino in due, non più a monologare ma a muoversi all’unisono. Come dice sempre mia nonna “quando si litiga e poi si fa pace, quello è il vero amore”.

 

 

 

 

Porco Mondo
di
Francesca Macrì, Andrea Trapani
regia Francesca Macrì
con Aida Talliente, Andrea Trapani
disegno luci Luigi Biondi
produzione Biancofango, La Corte Ospitale, Officina 1011 di TST
lingua italiano
durata 1h
Napoli, Nest – Napoli est Teatro, 1° maggio 2016
in scena 30 aprile e 1° masggio 2016

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