“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Giovedì, 07 Aprile 2016 00:00

"Bastardi a cena", un esperimento sull'olocausto

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Sempre più spesso sulla scena d’oggi si tende a ripercorrere i viaggi intrapresi negli anni ‘70 da quelle che furono le pietre miliari della sperimentazione teatrale e che vanno dal Living Theatre alla nostrana avanguardia romana. Quello era un modo di fare teatro a contatto con lo spettatore, parte attiva e irrinunciabile elemento dell’esperimento, spesso violentato dall’insistenza di un approccio tutt’altro che “astratto” o “concettuale” ma invece concreto, umano, esplicito.

Con Bastardi a cena Marco Tringali, regista e mentore della compagnia catanese del Teatro degli Specchi, dichiarando di voler rompere la famosa “quarta parete” della scena, si lancia in questa direzione. Bastardi a cena è una performance impegnativa affidata ad una compagnia per lo più amatoriale che Tringali dirige con molto impegno e riconoscibile coraggio, autore lui stesso del testo. L’olocausto, rappresentato e vissuto come provocazione, è l’ispirazione di partenza per questo spettacolo composto come un percorso materiale all’interno dei Mags (Magazzini Sonori) di Catania per un pubblico molto eterogeneo e pronto “a tutto”.
Introdotti alla visione da un gruppo di annunciatori poliglotta (una coppia pseudo-anglosassone, una focosa spagnola e una teutonica tedesca, una napoletana verace, il sordomuto di turno e la più brillante voce meccanica inceppata) e ai rischi della stessa, sconsigliata all’esemplare claustrofobico, gli spettatori partecipanti vengono prima separati tra uomini e donne e così stipati in un angusto corridoio sotterraneo. Per prima un’attrice, confusa tra il pubblico, con fare incredulo scappa lasciandosi dietro una eco inquietante per noi che restiamo dietro le porte di ferro chiuse: “Non dovrei essere qui. Io non sono ebrea”. Segue un appello corrisposto dalla sfilata di quelli che non si sa se essere vittime o superstiti verso la fine della cantina/corridoio, poi la preghiera e le urla di altre due donne alla luce di una candela.
È la credibile traduzione scenica di un’atmosfera che il cinema e la storia ci hanno abituato a sopportare, stavolta però decisa per noi. E a livello drammaturgico funziona, come il prologo, anche questo perché, se lo scopo era quello di “non dimenticare” non dimenticheremo; ma soprattutto quello che succede dopo essere usciti dal corridoio – che in questa sede non racconteremo – potrebbe fare la forza di un testo che risulta altalenante. Catapultati sulle note del boogie woogie in uno spazio festaiolo, la serietà si dà il cambio con l’esuberanza, che diventa eccesso e che ritornerà come denuncia. Insomma un crescendo di difficili prove per gli attori – che nel loro approccio diretto con lo spettatore non sempre riescono a stare nel personaggio – e un rischio per la resa del finale.
La naturale critica che deve farsi post-esperienza è la seguente: l’aspirazione alla ricerca e al coinvolgimento del pubblico deve essere sorretta da una preparazione tecnica matura di cui non tutta la corposa compagnia (la performance è proposta in due versioni con due cast di circa quindici attori per replica) è in possesso. Il risultato, infatti, non va affidato sempre alla sensibilità di chi vi assiste. Tuttavia si potrebbe a questa critica replicare che il rischio è, invece, degno di essere plaudito come poi sarà alla fine di Bastardi quando gli attori, reduci dagli applausi, abbracceranno, letteralmente, gli spettatori; di questi ultimi alcuni in imbarazzo, altri commossi. 

 

 

 

 

Bastardi a cena
testo e regia
Marco Tringali
con Compagnia del Teatro degli Specchi (Dario Aceto, Graziana Allegra, Valerio Borzì, Seby Cantarella, Luca Cardillo, Dario Castro, Francesco Catara, Grethel Caudullo, Riccardo Coppa, Valentina D’Amico, Aurelia Falegname, Grazyna Frackiewicz, Fabio Germenà, Evelina Fidone, Giusy Filosico, Noemi Giambirtone, Salvo Giorgio, Alessandro Giuffrida, Giovanni Mandanici, Lucia Messina, Patrizia Panebianco, Massimo Parisi, Danilo Puglisi, Lara Russo, Marco Russo, Alice Randazzo, Cinzia Randone, Ambra Romano, Ivana Sallemi, Marco Sarra, Marco Schiavo, Roberta Stella, Riccardo Torrisi, Riccardo Vinciguerra, Giuseppina Vivera, Federica Amata, Carmelo Cardella, Flavia D’Ignoti, Chiara Puglisi, Danilo Rutigliano, Silvio Sciarratta, Simone Scuderi, Gianmaria Vasquez)
foto di scena Giovanni Scirè Ingastone
produzione Teatro degli Specchi
Catania, Mags – Magazzini Sonori, 2 aprile 2016
in scena 2 aprile 2016 (data unica)

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