“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Sabato, 12 Marzo 2016 00:00

La neve a Cuba

Scritto da 

Ci sono bugie buone, che non fanno male. Sono bugie che mascherano la realtà donandole fascino. Una bugia è capace di rendere in un momento tutto molto più bello. L’impossibile diventa possibile e questo affascina. Quando un uomo si siede sulla poltrona di un teatro sa che sarà ingannato. È consapevole che a rivolgersi a lui saranno degli attori che hanno imparato una parte, hanno studiato le mosse. Ciò nonostante si commuove, ride, si identifica e poi con gioia applaude più volte e grida “bravi!”. Nella vita fuori dal teatro quello stesso uomo, invece, pretende che gli venga sempre detta la verità. Chiede la verità ai figli, al partner, agli amici, agli organi di informazione. “Devi dirmi la verità!” grida. In questo modo dalla sua vita tiene lontana la magia e si concentra sul reale. Ma se poi un giorno questa realtà la perdesse di vista?

Niko Mucci è un bravo inventore di storie. Per Avana, che ha messo in scena al Teatro Area Nord, ha deciso di farci credere che siamo in un bordello cubano, negli anni ‘60. Così ha vestito le sue attrici con colori accesi alla Carmen Miranda, ha utilizzato la musica e la danza per farle muovere in maniera sensuale, ha inserito qua e là parole spagnole e riferimenti geografici. Le tre ragazze della pièce, aiutate da un cliente, decidono di far credere alla vecchia e ormai cieca proprietaria del bordello di essere tutte partite in aereo per accompagnarla a Buenos Aires, in cerca di un vecchio innamorato. La vecchia ha perso di vista la realtà. Così utilizzano un grosso ventilatore, una sedia a dondolo, atlanti e guide della città per dare più o meno esatti riferimenti geografici e pronunciano qua e là qualche parola in una supposta lingua argentina. Nella messinscena di Mucci c’è quindi la messinscena delle ragazze. La bugia nella bugia. Ma le ragazze non sono brave ad inventare storie come lo è il regista. I conti non sempre tornano e accade più di qualcosa di strano nel giorno trascorso a Buenos Aires.
Le incongruenze e le situazioni di imbarazzo che vivono di fronte alle domande della vecchia, divertono. Sono, le ragazze, le registe improvvisate di un giorno più bello per la loro protettrice.
Lo spettacolo è allegro e delicato, pur trattando contemporaneamente più temi difficili. Parla di donne che vivono vendendo il loro corpo. Ognuna di esse ha la possibilità, in scena, di mettere a nudo la propria anima piuttosto che proprio corpo. Ognuna racconta la sua storia personale e riflette in maniera individuale sulla propria condizione. Avana, inoltre, illustra l’amore, carnale o immaginario che sia, inconsistente. Racconta la vecchiaia e la consapevolezza della vita che sta per finire. Se fatica un po’ all’inizio a catturare lo spettatore, ad un certo punto riesce ad essere travolgente. Ed è l’idea del viaggio, del desiderio delle ragazze di sdebitarsi con la vecchia signora che ha regalato loro la fortuna di essere prostitute − e quindi di non essere morte − a ravvivare la scena, così come ravviva la noiosa vita del bordello.
La scena è semplice. Delle sedie, una pedana che fa da ingresso a una stanza e poi si trasforma nel finto aereo con la scaletta. I clienti sono cravatte attaccate a una corda. Entrano in fila e se ne vanno in fila, anonimi e poco importanti.
Alle parti recitate si alternano momenti musicali e di danza. Le attrici, tutte molto brave a dare vita ai personaggi, non sono ballerine. Le parti danzate quindi, sebbene possano risultare sensuali, non sono particolarmente affascinanti perché si percepisce come una sorta di approssimazione.
Lo spettacolo si chiude con molti interrogativi. Forse la vecchia ha capito da subito la messinscena delle ragazze e ha giocato con loro; forse il fantasma del vecchio amore ha fatto il viaggio al contrario ed è andato a Cuba ma soprattutto, ed è la domanda più importante una volta usciti da teatro e dovendo pretendere la verità: può nevicare a Cuba? 

 

 

 

Avana
regia Niko Mucci
con Marcella Vitiello, Gianluca Cangiano, Veronica Cavuto, Francesca Niespolo, Federica Pirone
elementi scenici Stefano Sorrentino
costumi Fabiana Amato, Federica Pirone
coreografie Giulia Trere
musiche Luca Toller, Niko Mucci
foto Giuliano Longone
disegno luci Lello Serao
produzione Teatri Associati di Napoli
Napoli, TAN – Teatro Area Nord, 6 marzo 2016
in scena 5 e 6 marzo 2016



Lascia un commento

Sostieni


Facebook