“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Venerdì, 04 Marzo 2016 00:00

Il Trockadero di Monte Carlo incanta al Regio

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Al Teatro Regio di Parma si è avuta la fortuna ed il privilegio di ammirare Les Ballets Trockadero de Monte Carlo, oggi tra le più acclamate compagnie di danza del panorama internazionale. La loro fama è merito di un'attenta riproduzione del balletto classico in forma di parodia. La compagnia è composta da soli uomini travestiti da donne: un ensemble di drags o di Trocks, termine con il quale li si identifica da tempo ormai.

Il loro primissimo debutto fu negli anni Settanta nei teatri off di una New York in pieno fervore culturale. L'ottima recensione del temuto critico del New Yorker Arlene Croce permette alla compagnia di spiccare il volo e di farsi conoscere in tournée in tutto il mondo. Negli anni il loro repertorio si è arricchito di parodie: dai grandi titoli dell'Ottocento francese e russo di Jules Perrot o Marius Petipa, ai classici del balletto del Novecento e della Modern Dance americana.
Lo spettacolo si apre con il secondo atto del Lago dei cigni con coreografie da Lev Ivanovich Ivanov e musiche di Pëtr Il'ic Čajkovskij. L'atmosfera è tesa a causa del sortilegio che lo stregone Rothbart ha gettato su delle fanciulle trasformandole in cigni. La regina dei cigni, interpretata da Raffaele Morra, in arte Lariska Dumbchenko, potrà spezzare il sortilegio solo se le verrà fatta una promessa di matrimonio in punto di morte.
I danzatori, impeccabili tecnicamente, ironizzano sulla vicenda con una mimica facciale comunicativa ed esilarante. Nessuna sbavatura negli insiemi e alle volte si è talmente coinvolti, che non ci si accorge che siano uomini travestiti da donne a danzare. I corpi androgini mostrano tutta la potenza del virtuosismo tecnico e l'eleganza dello stare scenico. Il balletto proposto dai Trocks diventa un momento di grande divertimento per chi ne osserva i cambiamenti coreografici e le scelte estetiche. La leggerezza dei corpi è un elemento incantevole, perché resa vera e tangibile dal controllo e dalla spontaneità dell'interpretazione. Il quartetto dei cigni è uno dei momenti più piacevoli di tutto il secondo atto. Le quattro interpreti giocano sui ritmi e sulla libertà di potersi esprimere anche all'interno di una rigida struttura coreografica. La solista, nonché Odette nella storia, lascia un segno chiaro e distinto che esalta il pubblico tra risate e grandi approvazioni, confermate dai lunghi applausi.
Dopo una pausa di venti minuti, necessaria per realizzare il prossimo travestimento, segue il Pas de Deux o Balletto moderno a sorpresa: si tratta del passo a due del Corsaro. Arriva poi il momento tanto atteso dagli affezionatissimi amanti dei Trockadero: la morte del cigno. Un assolo indimenticabile che si cuce sugli strati della memoria profonda e ci resta. Il cigno perde piume dal tutù, lasciando una scia di bianchi sogni su un mare di pece nera. È una morte rapida, con qualche fase di agonia. Le ripetizioni fanno ridere e le posture assunte dal corpo sono comiche e romantiche. È una ricerca dell'equilibrio perfetto fino all'ultimo istante. A sipario chiuso e in proscenio, il cigno ci regala un ultimo momento della sua danza emotiva e ironica. Lo spettacolo continua con il Pas de Six da Esmeralda. Si fanno di certo notare le zingare con le loro capigliature cotonate. La rivisitazione di questo classico del repertorio è simile ad un concerto punk dove la star è di sicuro Esmeralda, interpretata da Alberto Pretto, in arte Nina Immobilashvili.
Ultimo capitolo di questo viaggio nell'universo colorato dei Trocks è il Don Chisciotte. Questa volta la scenografia è più ricca, con sedie e tavolini ed un fondale bidimensionale che ricorda le scenografie del balletto tradizionale. Gli insiemi sono ancora una volta impeccabili e si impreziosiscono di dinamiche esplosive ed ariose. Divertente il ruolo interpretato da Robert Carter, in arte Olga Supphozova. L'interprete, vestita di bianco e dotata di archetto, deve sistemare tutte le cose che nella vicenda non hanno consentito il regolare svolgimento dei fatti. È grazie a questa sorta di fatina che l'amore tra Kitri e Basilio è possibile. La celebrazione finale del matrimonio è un lungo grand Pas de Deux con i personaggi principali. Si distingue Yakatari Verbosovich (Chase Johnsey) nel ruolo di Kitri per la sua bellezza e le sue capacità tecniche e di interpretative.
Il pubblico è entusiasta e gli applausi durano quasi cinque minuti senza nessun'interruzione. Sono trascorse due ore e dieci senza accorgersene. Les Ballets Trockadero de Monte Carlo fanno ridere di stomaco il pubblico italiano che in questo momento storico si trova a fare i conti con la libertà di amare e di esistere, a prescindere dagli abiti che si indossano.

 

 

 

 

Les Ballets Trockadero de Monte Carlo
direttore artistico Tory Dobrin
direttore associato Isabel Martinez Rivera
direttore generale Liz Harler

Il lago dei cigni (Atto II)
musica Pëtr Il'ič Čajkovskij
coreografia da Lev Ivanovich Ivanov
costumi Mike Gonzales
scene Jason Courson
luci Kip Marsh

Pas de deux o Balletto moderno a sopresa
Pas de Six da Esmeralda
musica Cesare Pugni
coreografia da Marius Petipa
allestimento Elena Kunikova
costumi David Tetrault
luci Kip Marsh

Don Chisciotte
musica Ludwig Minkus
coreografia da Marius Petipa, Alexander Gorsky
costumi Mike Gonzales
luci Kip Marsh
scene Robert Gouge

danzatori Olga Supphozova | Yuri Smirnov (Robert Carter), Moussia Shebarkarova | Vyacheslav Legupski (Paolo Cervellera), Ida Nevasayneva | Velour Pilleaux (Paul Ghiselin), Varvara Bratchikova | Sergey Legupski (Giovanni Goffredo), Helen Highwaters | Vladimir Legupski (Duane Gosa), Alla Snizova | Innokenti Smoktumuchsky (Carlos Hopuy), Yakatarina Verbosovich | Roland Deaulin (Chase Johnsey), Tatiana Youbetyoubootskaya | Araf Legupski (Laszlo Major), Nadia Doumiafeyva | Kravlji Snepek (Philip Martin-Nielson), Lariska Dumbchenko | Pepe Dufka (Raffaele Morra), Colette Adae | Marat Legupski (Christopher Ouellette), Doris Vidanya | Ilya Bobovnikov (Matthew Poppe), Nina Immobilashvili | Stanislas Kokitch (Alberto Pretto), Maria Paranova | Boris Nowitsky (Carlos Renedo), Eugenia Repelskii | Jacques d’Aniels (Joshua Thake), Nina Enimenimynimova | Ketevan Iosifidi (Long Zou)
foto di scena Sascha Vaughan
durata 2h 10'
Parma, Teatro Regio, 27 Febbraio 2016
in scena 27 e 28 febbraio 2016

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