"L'immagine semplice scaturisce dalla complicazione del racconto, proprio come la gioia è il frutto dell'infelicità della vita"

Emanuele Trevi

Sabato, 20 Giugno 2015 00:00

La battaglia vittoriosa del corpo

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Emio Greco, per questa nuova produzione dal titolo Extremalism dedicata al Napoli Teatro Festival, dopo l’ampio successo alla scorsa edizione, ha voluto mettere in scena la ribellione del corpo nell’accumulo temporale del passato e del presente ed in una stima di previsione futura, come sintomo dell’accumulo stesso di tensioni, negatività, delusioni, sfinimenti, sovrappolazioni, migrazioni, stress che si affastellano nella nostra realtà e che gravano sul corpo. Quale modo migliore per esprimere un lavoro riguardante il corpo se non con il corpo stesso?

I danzatori sono stati scelti tra due compagnie internazionali ed acclamate quali il Ballet National de Marseille, di cui Greco è diventato direttore l’anno scorso, e la Compagnia di danza contemporanea ICKamsterdam, fondata dallo stesso Greco e Pieter C. Scholten. La collaborazione tra i due coreografi, iniziata vent’anni fa, ha sempre portato avanti una ricerca espressiva e contemporanea molto interessante da presentare sulla scena teatrale internazionale ed anche in questo caso, dopo il viaggio quasi dantesco che il pubblico ha vissuto al Museo Ferroviario di Pietrarsa lo scorso anno con Addio alla fine, in Extremalism gli effetti della crisi si abbattono sulle persone che resistono grazie alla forza ed all’autenticità del corpo, alla sua capacità di rigenerarsi nel movimento portato allo stremo.
In questo nuovo spettacolo, che dopo il debutto al Koninklijk Theater Carré di Amsterdam il 12 giugno approda dopo pochi giorni sul palcoscenico del Teatro Mercadante di Napoli, è un urlo teso e sospeso del corpo in battaglia, studiato con una scenografia ed una colonna sonora raffinatissime.
In Extremalism, Greco e Scholten ritornano ai valori dei loro primordi artistici e ad un linguaggio del corpo idiosincratico, dove l’”estremalismo”, parola derivata dalla contrazione dei termini “estremo” e “minimalismo”, investe tutta la costruzione scenica.
Estremo perché l’applicazione del movimento coreografico ai corpi dei danzatori arriva all’estremo ed allo stremo dell’energia, del virtuosismo e del respiro e minimale perché il tutto si concentra sull’essenza e la semplicità.
Greco e Scholten si guardano indietro e danno una nuova interpretazione del loro comune percorso con i nuovi danzatori, ventiquattro dal Balletto di Marsiglia e sei dall’ICK.
I quesiti posti dai coreografi sono: come si comporta il corpo in circostanze estreme? E come sopravvive in un ambiente in cui è costretto al minimalismo? Ovvero, come si comporta il corpo in tempo di crisi e come reagisce?
I corpi si muovono nel tempo, dando varie interpretazioni e possibilità di adattamento o sopravvivenza, nella ricerca sfrenata dell’individualismo o nella richiesta di una collettività. “Ieri”, assaporano la crisi, come divinità, essenze, “esserini” deturpati, “oggi”, invece, si ribellano, fieri e combattivi. I corpi sono quasi nudi, indossano vesti color carne come se fossero un secondo strato di pelle, alcuni sono molto magri, simbolo della resistenza alla fame, altri ricercano la forza perduta, ma l’energia comune del respiro sincronico inizia a farsi viva come richiesta di movimento sociale, unione che muove e fa respirare il pianeta.
In questo scenario, il corpo è dunque usato come il portatore del suo proprio significato in senso fisico e biologico, ma anche come strumento di osservazione e campo di indagine. La speranza sembra essere intermittente e ci si chiede se i corpi possano unirsi in un nuovo spazio di condivisione. La richiesta di Greco è forte, il linguaggio del corpo interessante e “spinto”, movimenti sono dinamici e tagliano lo spazio e l’aria con tutto il corpo, sempre più forti, ma anche fluidi e sospesi. Intense le pause dopo dinamiche forti e rapide.
Il compositore islandese Valgeir Sigurdsson ha costruito la sua partitura sul tema con sette composizioni; l’artista Henk Stallinga ha creato la scultura di luce Chain Reaction, un’installazione in movimento che gira su se stessa come il globo terrestre e che grava sui corpi, abbassandosi sempre di più ed illuminandosi ad intermittenza, evocazione del tempo di ieri, oggi e domani. Le pareti dorate ed il fondale usato come una grande quinta e come una sorta di “bocca” delle apparizioni hanno creato un’atmosfera calda, chiara e quasi orientaleggiante. Anche i primi movimenti, con le maschere, richiamavano un’eco corporea antica e primordiale, quasi al limite della civiltà. La previsione di Greco è, dunque, catastrofica ma fiduciosa nella battaglia vittoriosa del corpo: il tempo ed il corpo sono movimento, ovvero mutamento.
Quando l’installazione terrestre si abbatte sulla popolazione di corpi, questi, ormai allo stremo, si fanno inglobare, ma subito gli “esserini” si rianimano e ricominciano le loro danze sfrenate, simbolo che la rivolta, la battaglia ed il tempo vengono lavate via dallo stesso movimento del corpo e della voce, una voce risuonante proveniente da Jodie Landau, che gira tra i corpi come un Budda risvegliato e risvegliante.
Il pubblico, attentissimo, mi è sembrato tutto molto coinvolto emozionalmente, in maniera rapida ma poetica e profonda e credo che il tema scelto abbia fatto molto riflettere ed abbia dato un esempio visivo di quello in cui la realtà può trasformarsi.
Tanti e lunghi, dunque, gli applausi di una platea piena e concentrata.

 

 

 

 

 

 

Napoli Teatro Festival Italia
Extremalism – Il corpo in rivolta
coreografia
Emio Greco, Pieter C. Scholten
ideazione luci Emio Greco, Pieter C. Scholten
danzatori Gaël Alamargot, Manon Bastardie, Denis Bruno, Clara Cafiero, David Cahier, Victor Callens, Dreck Cayla, Malgorzata Czajowska, Quantin Dehaye, Andres Garcia-Martinez, Vito Giotta, Kelly Hirina, Gen Isomi, Nonoka Kato, Yoshiko Kinoshita, Ji Young Lee, Alejandro Longines, Kety Louis Elizabeth, Edward Lloyd, Arnaud Macquet, Mylène Martel, Angel Martinez-Hernandez, Béatrice Mille, Valentina Pace, Florine Pegat-Toquet, Aya Sato, Nahimana Vandenbussche, Valeria Velli, Melena Volkov, Anton Zvir
drammaturgia Jesse Vanhoeck
scultura di luce Henk Stallinga
composizione musicale Valgeir Sigurdsson
canto Jodie Landau
luci Henk Danner
assistente coreografo Ty Boomershine, Francesca Caroti, Thierry Hauswalda
produzione ICKamsterdam, Ballet National de Marseille
co-produzione Holland Festival, Montpellier Danse, Maison de la culture d’Amiens
durata 1h 20’
Napoli, Teatro Mercadante, 17 giugno 2015
in scena 17 e 18 giugno 2015

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