“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Domenica, 19 Aprile 2015 00:00

Svetlana Zakharova: ballerina romantica dei nostri tempi

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Al Teatro San Carlo è stato possibile ammirare, dopo tempo ormai, un balletto di qualità con tanti interpreti bravissimi, tra cui la stella Svetlana Zakharova, prima ballerina del Teatro Bolshoi di Mosca, una scenografia curata nei minimi dettagli ed un’orchestra sorprendente.

Giselle, balletto simbolo insieme a La Sylphide del Romanticismo, andò in scena per la prima volta nel 1841 con coreografie di Jean Coralli, maïtre de ballet de l’Opéra di Paris, e Jules Perrot, con la ventiduenne Carlotta Grisi nel ruolo della protagonista. Il balletto è suddiviso in due atti, l’atto realistico ed il cosiddetto atto “bianco” o fantastico. I ballerini del Teatro San Carlo sono stati assolutamente all’altezza di reggere la scena alla ballerina più brava dei nostri tempi, sia nei ruoli di fila che solistici. Per quest’allestimento del balletto è stata ripresa la versione originale con influssi della successiva versione coreografata da Marius Petipa nel 1868 con alcuni tagli alle scene mimiche ed alla variazione eseguita dalla protagonista nel primo atto. Giselle è un balletto canonico di repertorio che è stato ripreso tantissime volte nel corso del Novecento e riadattato in varie versioni moderne (come la Giselle di Mats Ek, ambientata in un manicomio).
Nel primo atto la scenografia del bosco e della casetta di Giselle era davvero ben fatta e l’interpretazione della Zakharova è stata ottima oltre all’esecuzione tecnica. Il tutto è stato danzato in maniera fluida: l’incontro tra la contadina ed il principe Albrecht, l’inganno di Hilarion, l’amore impossibile, l’arrivo di Bathilda, le dritte della madre fino ad arrivare alla follia ed alla morte. Tantissime sono state le interpretazioni di Giselle da parte delle ballerine più importanti della storia della danza come, oltre alla Grisi, Fanny Elssler, Tamara Karsavina, Alicia Alonso, Margot Fonteyn, Carla Fracci, Alessandra Ferri, in cui la difficoltà sta proprio nel dedicarsi alla mimica ed al virtuosismo contemporaneamente. E quella della Zakharova è un’interpretazione fluida e morbida, ma concreta allo stesso tempo, dunque corrispondente alle caratteristiche del ruolo.
I salti veloci eseguiti con grande elevazione, piedi morbidi e tiratissimi hanno caratterizzato sia la danza dell’étoile che del primo ballerino, Ruslan Skvortsov. L’interpretazione della pazzia di Giselle è stata resa con la stessa solita eleganza e leggiadria della Zakharova ma con molto trasporto e giusta energia nello stesso tempo. Bello l’acme in cui lei, sciolti i capelli, dimenandosi da una parte all’altra, inizia a perdere i lumi della ragione e d’improvviso, tra le braccia del nobile principe, il cui amore non può vivere, cade morta, abbandonando per ultime le sue lunghe e muscolose braccia.
Giselle racconta di un mondo contadino in cui una giovane donna è impossibilitata ad amare l’uomo che ama a causa di una differenza sociale e per questo è soppiantata dalla sua rivale, non più bella né più ricca interiormente di lei.
Nel secondo atto, dopo un intervallo di venti minuti, l’ambientazione fantastica del regno delle Willi è anch’essa straordinaria, costruita proprio ai bordi delle quinte del palcoscenico. La regina delle Willi appare proprio quando Albrecht piange sulla tomba della sua amata, ormai perduta. Ma l’amore, oltre la morte, farà incontrare i due giovani amanti nell’ultima danza in cui la vita di Albrecht sarà risparmiata e Giselle, invece, riposerà in pace per sempre, dopo aver sistemato la questione amorosa. Il mondo delle Willi è una sorta di limbo dantesco dove le anime che non hanno risolto questioni in vita giacciono per un po’.
La danza caratterizza il tempo di questo mondo e le Willi danzano insieme con linee precise, uguali nelle altezze delle gambe e nei movimenti delle braccia, struttura simile alle Silfidi ed ai cigni negli omonimi balletti. Qui, la Zakharova è nel suo: gambe altissime, piedi eterei, morbidezza nei pas de bourrée come se avesse delle pantofole al posto delle punte e grazia infinita nelle braccia. Gli aplomb sono eterei, è proprio l’immagine della ballerina romantica ed anche i costumi rafforzano quest’idea di fumosità ed eternità. I vestiti bianchi con le gonne di velo si muovono morbidamente assecondando i passi delle ballerine.
Théophile Gautier è l'autore del libretto di Giselle, scrittore autorevole dell'epoca, nonché critico d'arte. L'idea di questo balletto nacque sfogliando le pagine del romanzo De L’Allemagne di Heinrich Heine, alla cui lettura Gautier rimase attratto dalla leggenda delle Willi, spiriti della tradizione slava, molto simili agli Elfi. Dunque, questa seconda parte è proprio il fulcro da cui nacque l’idea del soggetto del balletto, che lo scrittore, all’epoca, propose all’Opéra di Parigi e che fu accolta con molto entusiasmo. Si può dire, allora, che la Zakharova ha tutte le caratteristiche per essere l’immagine-simbolo della ballerina romantica, ma, ovviamente, calata nei nostri tempi, con braccia forti, scapole di ferro, ed energia, ma leggera e sottile. Sembra che tutto quello che fa le risulti naturale ed è forse questa la danza ed è soprattutto questa la caratteristica che non dovrebbe mai perdere il balletto classico, dove alle difficili variazioni ed ai complicati passi da eseguire, lo sforzo deve sempre essere celato.

 

 

 

 

 

 

 

Giselle
musica
Adolphe Adam 

coreografia Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa (nella versione di Ljudmila Semenjaka)

assistenti alla coreografia Natal’ja Vyskubenko, Alessandra Veronetti, Edmondo Tucci

direttore Aleksej Baklan

scene Raffaele Del Savio

costumi Mario Giorsi, Giusi Giustino
disegno luci Carlo Netti

maitre de ballet Lienz Chang

interpreti
 Svetlana Zakharova, Ruslan Skvortsov, Edmondo Tucci, Alessandra Veronetti, Annalina Nuzzo, Fortunato D'Angelo, Claudia D'Antonio, Salvatore Manzo, Massimo Sorrentino, Luisa Ieluzzi, Annalina Nuzzo, Anna Chiara Amirante
Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

allestimento Teatro Comunale di Firenze
Napoli, Teatro San Carlo, 16 aprile 2015
in scena dal 14 al 19 aprile 2015

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