“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Lunedì, 13 Aprile 2015 00:00

"Amami quant'io t'amo"

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Monica Casadei è un altro dei famosi nomi della danza contemporanea italiana che è stato invitato alla rassegna organizzata al Teatro Nuovo da Mario Crasto De Stefano. La coreografa di origine ferrarese che dal 2014 è in residenza con la sua Compagnia Artemis Danza al Teatro Comunale di Bologna, ha portato sul palcoscenico napoletano il suo cavallo di battaglia, Traviata, un lavoro che ha già partecipato a numerosi festival e rassegne italiane ed estere e che racconta l’amore travagliato tra Violetta ed Alfredo su musiche autentiche dell’opera di Verdi.

Nella prima scena, cinque donne dagli abiti bianchi si muovono, girando in cerchio, come le bambole di un carillon, con in mano calici trasparenti, e raccontano della festa in cui Violetta conobbe Alfredo al suono di Libiamo ne’ lieti calici e da cui cominciò l’amore che portò alla passione ed alla morte.
Ogni danzatrice è un aspetto dei sentimenti di Violetta ed ognuna la interpreterà con la propria fisicità: i costumi da bianchi diventeranno presto rossi, simbolo della passione che incede, e due uomini, senza troppa caratterizzazione, attraverseranno lenti lo spazio.
La Casadei ha deciso dunque di inscenare una passione tutta al femminile, con alternanze di personaggi in vesti nere che presagiscono la morte, la morte che inevitabilmente consegue alla passione troppo forte ed all’amore travagliato, e che si esprime in frasi di movimento ripetute e forti, dove il suono del respiro è d’obbligo per i muscoli e per il senso narrativo.
I danzatori, bravissimi, cambiano vestiti e personaggi velocemente ed i loro movimenti sono forti, drammatici, esplosivi, ma poi morbidi e lasciati. Mani e piedi sono aperti, le dita proiettate verso fuori, segno che l’energia del movimento attraversa sempre tutto il corpo fino alle sue estremità.
I vestiti rossi, passionali, sono anche simbolo di ironia, per cui le donne si esibiscono anche in frasi ironiche e giocose ed intrecci divertenti per poi tornare alle scene più drammatiche. Il bianco ed il rosso alternano momenti di purezza (prima dell’incontro con Alfredo) e momenti in cui il rosso-sangue macchia la passione e l’amore (il dopo-incontro e durante la storia d’amore). Lo sfarzo dei costumi vuole anche mettere in mostra la vuotezza scintillante della società a fianco ai sentimenti che logorano il corpo e le viscere.
Commoventi poi gli assoli di una Violetta nuda (intepretata dalla danzatrice campana Roberta De Rosa), radicata al pavimento, abbandonata al suo triste destino e subito dopo un’altra (Francesca Ugolini) che attraversa lo spazio in diagonale esprimendosi solo con i movimenti della schiena e delle scapole. Poi il rosso ritorna e le donne strisciano con delle lunghe code, come delle sirenette, radicate in fondo al mare.
I due uomini (Filippo Stabile ed Emanuele Serrecchia) si esibiscono in assoli e spesso entrano per supportare le donne in alcune prese. Non esiste il personaggio di Alfredo e per questo l’opera è resa nella danza e nell’idea coreografica in chiave contemporanea e personale.
In questa coreografia è visibile tutto il percorso coreografico della Casadei e chiaro e definito è il suo stile. Il rapporto tra cielo e terra, tra aereo e divino da una parte e terreno e fangoso dall’altra, appare chiaro sul finale in cui la morte arriva, espressa da dieci danzatori-comparse, allievi ed allieve della Scuola di Danza Arabesque che irrompono sulla scena come piccoli mostriciattoli per finire tutti stesi a pancia in su e testa reclinata sul bordo del palcoscenico. Ecco l’ultima Violetta che alla richiesta d’amore condiviso nei confronti di Alfredo (“Amami Alfredo... Amami quant’io t’amo”), si sveste dell’ultimo segno della società e, nuda e sola, dà il suo addio.

 

 

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Monica Casadei – Compagnia Artemis Danza. Di origine ferrarese e laureata in Filosofia con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi al The Place di Londra, infine a Parigi dove si trasferisce sul finire degli anni ’80, dove si dedica allo studio delle Arti Marziali, conseguendo il titolo di insegnamento di Aikishintaiso.
Nel 1994 fonda in Francia la Compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 e dal 1998 al 2007 è in residenza al Teatro Due-Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia. Da maggio 2014 Artemis Danza è in residenza artistica presso il Teatro Comunale di Bologna. Ad oggi Monica Casadei ha realizzato oltre trenta creazioni per la Compagnia, cui si affiancano le coreografie per numerosi spettacoli teatrali e d’opera lirica (
Aida di Francesco Micheli, Traviata di Rosetta Cucchi, Traviata di Giuseppe Bertolucci, Macbeth di Dominique Pitoiset). Promuove inoltre opere di giovani autori e numerose iniziative formative, nella duplice accezione di perfezionamento professionale per danzatori e attori e avvicinamento ai codici della danza per il più vasto pubblico.
La Compagnia Artemis Danza è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Provincia e dal Comune di Parma; per numerosi progetti all’estero dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Regione Emilia Romagna - Assessorato alla Cultura e Cultura d’Europa. Nel 2007 è inoltre membro del WDA-World Dance Alliance Europe sotto l’egida del IDC-ITI/UNESCO.

 

 

 

 

Quelli che la Danza 2015
Traviata
regia, coreografia, scene, luci, costumi
Monica Casadei
assistente regolare Camilla Negri
assistente alla creazione Elena Bertuzzi
con Francesca Cerati, Gloria Dorliguzzo, Francesca Ugolini, Roberta De Rosa, Francesca Ruggerini, Filippo Stabile, Emanuele Serrecchia
con la partecipazione di allieve ed allievi della Scuola di danza Arabesque diretta da Anna Maria Di Maio (Caserta)
musiche Giuseppe Verdi
durata 1h 15’
Napoli, Teatro Nuovo, 9 aprile 2015
in scena 9 aprile 2015 (unica replica)

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