“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Martedì, 17 Febbraio 2015 00:00

Körper Pride

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Körper ovvero corpi. Corpi “vetrinizzati” quelli dei sei danzatori scelti da Gennaro Cimmino, direttore del centro internazionale di ricerca coreografica Körper di Napoli, per portare sul palcoscenico le dinamiche evolutive proprie della contemporaneità “digitalizzata”: web, chat, social network e smartphone sono gli unici mezzi di comunicazione e di relazione all'interno delle nuove generazioni. La pubblicità, i mass media, il potere persuasivo delle immagini, hanno contribuito drasticamente a modificare il modo di rappresentare, vivere e rapportarsi al corpo; esso diventa strumento indispensabile di presentazione, di affermazione personale e sopravvivenza sociale. Un corpo esteticamente bello, ostentato fino ai limiti dell'eccesso e del pudore, è oggi un pass di rivincita per essere apprezzati, accettati e rispettati in una società in cui la morale dominante è l'apparenza.

Aesthetica – Esercizio n° 1,  andato in scena al Piccolo Bellini dal 13 al 15 febbraio, è una performance di danza e teatro in cui il linguaggio coreografico si fonda sul vocabolario gestuale ed interpretativo per analizzare con sguardo critico i suddetti fenomeni. Molti dei movimenti pensati dallo stesso Cimmino, ed assemblati con l'aiuto di Gennaro Maione, sono infatti  espressioni e gesti (alcuni dei quali maliziosi) usati nel quotidiano, specialmente quelli diffusi fra i cultori del selfie e i fanatici del fashion system.
Lo spettacolo punta molto sull'ironia e la satira, esasperando atteggiamenti e circostanze che ormai rappresentano standard di omologazione per il popolo dei social. Ecco che allora un danzatore, di tanto in tanto, protende un braccio in avanti per simulare autoscatti di gruppo, ammiccando e sporgendo le labbra, sorseggiando un cocktail durante chissà quale rave party: la foto perfetta da pubblicare e taggare su Facebook insomma.
La bravura dei performer è indiscussa, sia per qualità tecniche che per presenza scenica. Alti, spudorati, tatuati fino al midollo come opere artistiche viventi, non mostrano inibizione, sfoggiano i loro corpi perfetti indossando solo un sottile slip colorato, sfilano su passerelle immaginarie, forse in spiaggia, come macchine mosse da testosterone in subbuglio, mettono in vendita la loro mascolinità e femminilità insieme, mercificando l'intimità e la sessualità.
I punti sviluppati dal lavoro di Cimmino in questo primo studio di Aesthetica, si soffermano per lo più sulla realtà che riguarda le relazioni omosessuali: sessualità promiscua, sadica, pericolosa conseguenza di incontri e conoscenze on-line senza controllo dove digitare un “ciao” e scrivere la propria età (cose trasmesse benissimo con la semplicità delle mani) bastano da sole per rompere il ghiaccio ed entrare già in confidenza con un partner. Si sa, il corpo non è in grado di mentire sulla scena, è obbligato ad esternare le sue forme ed il suo contenuto con orgoglio; spoglio e trasparente, nudo e crudo con quello stesso orgoglio racconta ogni tipo di vissuto, gli spaccati più impensabili di una realtà altrettanto cruda.
Lo spettacolo ideato da Cimmino e Maione presenta parecchie sequenze interessanti dal punto di vista della struttura e dello schema coreografico, sequenze danzate di gruppo e di partnering in cui l'uso del pavimento e del contatto sfrutta la resistenza e respinge ogni tipo d'azione eseguita, sia essa in coppia che nei soli: questa re-spinta presente in sottofondo (le cadute dei corpi non sono mai vere cadute, non si esauriscono nell'abbandono totale del peso, ma anzi generano nuova energia muscolare ed incessante forza motrice) veste la pièce di significanti ogni volta diversi, divertendo, eccitando, sconvolgendo, rattristando.
È strano quindi constatare come un lavoro del genere, che tanto prevede sviluppo ritmico e dinamico, in alcuni attimi si interrompa bruscamente per dare spazio a piccoli monologhi e battute messe lì a caso, oppure a continue scene in cui lo sfilarsi maglia e pantalone abolisce la presenza dell'atto performativo puro, penalizzando anche gli interpreti che risultano costretti a contenere le potenzialità di cui palesemente dispongono.
Ma a ben vedere tutto ciò è forse un inganno, dato che l'ossessiva e ripetitiva mania, dilagante nel teatro contemporaneo, di fare del nudo integrale (o quasi) uno scossone drammaturgico di impatto – spesso banale o dal dubbio significato – costituisce l'ennesima moda diffusasi nell'ambiente artistico proprio a causa del web e dei canali di condivisione. Il substrato di Aesthetica – pungente passerella di corpi che rispondono solo ai comandi di una “bellezza malsana” – lancia urla di critica a coreografi e registi che hanno fatto della nudità un qualcosa di finto ed effimero. La compagnia Kӧrper fa parlare scoperti viso, torace, braccia, gambe e perfino glutei in modo schietto e concreto, per ciò che sono, senza dover scrutare in essi chissa quale arcano significato: ed allora ci si può vestire e spogliare di continuo, sbandierare la superficialità delle persone, la carnalità e le proprie preferenze sessuali in qualsiasi modo e circostanza poiché il corpo è sincero solo quando danza senza imitare alcuno stile, senza impersonificare, libero di farsi trascinare dalla musica o dal battere sincrono di pesanti anfibi, o come quando, nudo e fiero di sé stesso, gli è concesso di comportarsi come se nessuno guardasse e giudicasse. Abbiamo tutti un viso, un torace, braccia, gambe e glutei che volenti o nolenti usiamo allo stesso modo per mascherare un po' ciò che realmente pensiamo, secondo quanto ci impongono i tempi e le società.
Aesthetica è un primo capitolo tutto al maschile di un lungo saggio come lo stesso coreografo afferma (sarebbe interessante trattare poi l'argomento dal punto di vista femminile), un lavoro che al di là di preferenze in fatto di teatro e danza, tralasciando la troncatura di alcune sequenze, è sicuramente efficace e di forte impatto.

 

 

 

 

 

Aesthetica – Esercizio n° 1
progetto, costumi e regia
Gennaro Cimmino
coreografie Gennaro Maione, Gennaro Cimmino
con Sabatino Ercole, Flavio Ferruzzi, Nello Giglio, Giovanni Imbroglia, Gennaro Maione, Antonio Nicastro
musiche originali Vito Pizzo
disegno luci Gianni Netti
realizzazione costumi Mario Strino
foto di scena Francesco Squeglia
produzione Körper – International Dance Contemporary Art Center
Napoli, Piccolo Bellini, 14 febbraio 2015
in scena dal 13 al 15 febbraio 2015

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