"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Sabato, 24 Gennaio 2015 00:00

Un omaggio in parole e note

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Il vasto palco del Teatro Delle Palme accoglie un pianoforte sulla sinistra e un leggìo sulla destra, pochi metri dietro il quale, vi è un tavolino con dei fiori, una sedia e una chitarra in attesa. La musica inizia in sincrono con l’apertura del sipario, grazie al Maestro Ciro Cascino, che accompagna l’ingresso di Isa Danieli: lei, in abito nero dagli spacchi rossi e la sua splendida, inconfondibile corona di capelli canuti. Non appena intona Chi tene ‘o mare di Pino Daniele le note diventano riconoscibilissime e commosse.

La Danieli, intrecciando le strofe di Appocundria e di Viento, con questa scelta consacra il musicista napoletano appena scomparso nel mondo degli autori classici della storia della canzone partenopea. Le melodie che sanno di antico di quelle canzoni, che suona lei stessa alla chitarra, sono il naturale percorso che l’attrice presenta in questo recital di parole e musica costruito con ricordi artistici, tributi sentimentali ai più grandi autori lirici e musicali non solo napoletani, come ad esempio furono Pasolini e Brecht, realizzando un’operazione che la Danieli stessa ha definito: “Il coronamento di un desiderio lungo una carriera”.
Le parole accompagnate dalla musica hanno nutrito e unito intere generazioni e così, dopo Pino Daniele, l’attrice dal timbro unico intona Cosa sono le nuvole di Pier Paolo Pasolini, musicato da Domenico Modugno e tratto dall’omonimo episodio del film Capriccio all’italiana del 1967. A ritroso nel tempo segue Canzone appassiunata di E.A. Mario, Bambenella di Raffaele Viviani, Era de maggio che si incastrano con la recitazione di Lassamme fa a Dio di Salvatore Di Giacomo.
Dopo un brevissimo intervallo, la Danieli rientra in scena ripercorrendo i ricordi di un amore giovanile con la canzone antichissima, di un anonimo di fine ‘700, Lu cardillo. La scelta di alcune melodie, e di alcune storie di passioni antiche, trasporta il pubblico ad atmosfere dell ’800 e del ‘900: passando per Libero Bovio, ad esempio, che rimanda all’essenza della cultura e dell’animo napoletano. Storie di passioni e sentimenti declinati sia in italiano che in quel napoletano per cui la canzone è diventata celebre in tutto il mondo.
Il recital si avvia verso la fine con il ricordo più imponente della sua carriera, cioè l’incontro con Eduardo De Filippo e i suoi esordi nella sua compagnia teatrale dove ha interpretato − e lo dice con una leggera vena di ironica polemica − tutti i ruoli di cameriera che si possano immaginare. Il dialogo tra Gennaro e Amalia di Napoli milionaria è il suo tributo al drammaturgo. Con la narrazione della Polvere di piselli dell’occupazione americana, con la quale si potevano dipingere le pareti, si chiude quest’excursus tutto personale nella storia napoletana. La Danieli, con la sua consueta bravura e il suo stile unico, tratteggia un’umanità scomparsa e che si può vedere ancora nei dipinti di Palizzi, di Morelli, di quella che fu la scuola pittorica napoletana dell’Ottocento. De Filippo ha raccontato la fine di quel mondo, giusto concludere con Violetta Parra di Grazie alla vita
I bis sono stati concessi generosamente: spicca, in particolare, la spassosa macchietta che fu di Nino Taranto e di Vittorio Marsiglia, che è Rea confessa.
Un successo meritato. Peccato per la scelta del teatro troppo grande per questo genere di performance, più adatta, probabilmente, ad una maggiore intimità. Plauso ad Isa Daniel, non solo per le scelte musicali e testuali portate sulla scena, ma anche per il coraggio con il quale si ritaglia uno spazio tutto al femminile con una tipologia di spettacolo che oggi vede una schiacciante presenza maschile, spesso non altezza delle aspettative.

 

 

 

 

Fragile
di e con
Isa Danieli 
pianoforte Ciro Cascino
lingua italiano
durata 1h 20’
Napoli, Teatro Delle Palme, 21 gennaio 2015
in scena dal 21 al 25 gennaio 2015

 

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