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Sabato, 27 Dicembre 2014 00:00

Il mago delle bolle

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A pochi giorni dal Natale, al Teatro Galilei 104, si festeggia con l'ultimo spettacolo del 2014, si tratta di un gran concerto natalizio in stile Le Nuvole, che anche in questa occasione ha saputo ammaliare e stupire con un qualcosa di fuori dall'ordinario.

Dal fondo della platea un bizzarro direttore d'orchestra avanza fluttuando tra le poltrone di un teatro che è un'esplosione di bambini e di gioia, suona una fisarmonica e dal suo cappello fuoriescono fiumi di bolle di sapone di tutti i colori. Sul palco un grande pentagramma sospeso esibisce note strane e sull'assito un leggio col suo spartito attende il direttore e forse un'orchestra.
Ma in effetti l'orchestra non c'è, quello che abbiamo, invece, è un 'direttore senza orchestra' munito di bacchetta con poteri magici. E ad aprire lo spettacolo è proprio la magia, il coinvolgimento diretto del pubblico avviene sin dall'inizio e due 'assistenti' vengono scelte tra il pubblico per prendere parte a delicati giochi di prestigio ad alto contenuto di acqua, sapone e meraviglia. Poi ha inizio il concerto, gli strumenti musicali si succedono e vengono suonati uno alla volta, ma quello che producono non è solo musica, forme oniriche che deformano la realtà fuoriescono dalle bocche di tromboni, corni, piatti e archi. Tecnicamente quello a cui assistiamo sono giochi di aria che viene insufflata in membrane di acqua e sapone, 'bolle di sapone' appunto, ma posso assicurare che lo scarto tra quello a cui si assiste e il concetto generale di 'bolla di sapone' è troppo alto, e tale definizione rischia di svilire l'aura lisergica di quel momento, sarebbe un po' come definire un bacio: un contatto tra tessuti con conseguente scambio di fluidi. Il fatto è che quello che realmente è accaduto in quest'ora di spettacolo, è estremamente difficile da riprodurre con la parola, dato che ad agire sui nostri sensi non è stata la parola ma qualcosa di più leggero e impalpabile. Le luci multicolori proiettate su queste leggere sfere creano effetti ottici impensabili, una materia illusoria prende forma ed anche vita alternando stati liquidi, solidi e gassosi. Gli strumenti utilizzati variano in continuazione e aumentano la grandezza, le grandi note del pentagramma producono lunghi draghi rossi e blu che esplodono nell'aria, oppure si poggiano ai piedi di un bambino per avvolgerlo velocemente in un bozzolo di cristallo che durerà il tempo di uno stupore. Bolle come sogni, migliaia di grandi, piccoli sogni di tutte le dimensioni e forme in cui è possibile catturarli, e che hanno le trasparenze del cristallo, le opacità del fumo di una locomotiva, i colori dell'arcobaleno; tutti vorrebbero salire su quel palco, non solo i bambini, per vedere da vicino quella grande magia, per toccarla, per verificare se c'è un trucco, e se trucco non c'è quale sia la sostanza capace di catturare quei sogni. Uno spettacolo senza parola fatto di pensieri leggeri e fragili, epifanie abbaglianti e fugaci come un battito di ciglia, un concerto di Natale da ascoltare con tutti i sensi fino all'ultima evaporazione. Quando tutto svanisce e sull'assito restano solo le tracce lucide di quello che un attimo prima aveva tenuto alti i nostri sguardi sognanti, cala un po' di tristezza sul piccolo pubblico, ma il mago se ne accorge e decide di svelare un piccolo segreto: la ricetta per bolle perfette, con la precisazione che il composto va preparato rigorosamente in bagno, ma "assolutamente e per il bene di tutti va usato rigorosamente... in salotto!". Lampo di terrore nello sguardo dei genitori, urla di trionfo dei bambini, le luci si accendono e la magia finisce, ma un po' siamo riusciti a portarcela a casa.

 

 

 

 

Ouverture des saponettes
di e con Michele Cafaggi
regia Davide Fossati
produzione Teatro Le Nuvole
lingua italiano
durata 1 h
Napoli, Teatro Galilei 104 – Città della Scienza, 21 dicembre2014
in scena 20 e 21 dicembre 2014

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