“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Giovedì, 15 Maggio 2014 00:00

Pinocchio nell'Orto

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“Hai visto cosa succede a chi vuole divertirsi tutto il giorno?”, “hai sentito? Bisogna che i bambini imparino a mangiar qualsiasi cosa senza fare capricci, perché non si sa mai cosa può capitare nella vita”, “a non andare a scuola si diventa somari come è successo a Pinocchio”, “i soldi non crescono sugli alberi”, “chi dice una bugia viene sempre scoperto”. Ogni genitore, lasciando l’Orto Botanico ha potuto fare al proprio figlio una di queste osservazioni.

Le avventure di Pinocchio hanno molto da insegnare. Pinocchio è un vero maestro di vita, di quelli che hanno provato ogni esperienza sulla propria pelle, ehm... sulla propria corteccia, scorza, strato più esterno del legno. Il maestro Pinocchio, ingenuamente e senza volerlo, influenza le nostre vite rendendoci suoi discepoli. Poco importa se ci si confonde tra marionette e burattini o balene e pescecani, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, quello sì che riesce a farcelo distinguere. Lo fa giorno dopo giorno, ormai da anni, tutte le volte che lo leggiamo sui libri, lo ascoltiamo nei racconti a voce, lo vediamo rappresentato al cinema, in tv, a teatro.
Pinocchio. Quello de I Teatrini ha un bel visino, che ispira subito simpatia. Ha un bel cappellino bianco, un completino da marionetta per bene e il grosso abbecedario da bravo scolaro. Non ha problemi a dire bugie a sé stesso e ai bambini, invitandoli ad accompagnarlo a scuola prendendo il viale sbagliato. Se si tratta di far tardi a scuola, poi, i bambini ne sono ben lieti e così ridendo e saltellando si mettono tutti a seguire il perdigiorno. Bisogna sapere, quando si va a vedere uno spettacolo de I Teatrini all’Orto Botanico, che non si sta fermi in un punto. Il boschetto è grande ed è tutto da esplorare. I bambini non guardano la storia dei protagonisti ma sono loro compagni di viaggio. A qualcuno può capitare di arrivare al cospetto di Mangiafuoco, sotto l’albero che sembra una capanna, tenendo per mano Pinocchio. Quante volte poi, questi fidati compagni provano a consigliare quella povera testa di legno: “Attento che quei due vogliono imbrogliarti!”, “ti hanno rubato i soldi!”, “non andare da quella parte!”. Anche se non si tramutano tutti in somaro sono lì, al Paese dei Balocchi, quando a Pinocchio e Lucignolo cominciano a spuntare orecchie e coda e, spaventati dalla sorte dei due amici, posano tutti i giocattoli nel cesto. Spavento, si, perché pur avendo un modo di narrare estremamente delicato e pieno di colore, Giovanna Facciolo non elimina il male dal suo Pinocchio. Il burattino ne passa talmente tante che deve operare per forza dei tagli e tra i viali alberati non ci sono effetti speciali se non la fantasia stessa dei bambini, per poter ricreare il ventre del pescecane e il mare aperto, ma il male, i cattivi, le figure misteriose e un po’ inquietanti ci sono e hanno il loro peso nella storia. È il bello della fiaba ed è una scelta azzeccata non seguire l’esempio disneyano e rimanere in linea con la tradizione italiana, pur riproponendola in versione “I Teatrini”. Così il cattivo Mangiafuoco è anche divertente con i suoi continui starnuti e ad essere impiccato ad un albero è un piccolo pupazzetto. Gli attori sono pochi ma con velocissimi cambi d’abito riescono a dar vita a tantissimi personaggi. Fanno un lavoro straordinario con il loro corpo e con le voci, trasformando un normale giorno che chiude una normale settimana in un giorno magico. A dare una mano, l’altra mattina, ci si è messo anche il sole. Entrava ed usciva dalle nuvole creando ombra sui conigli neri e brillando intensamente quando eravamo in casa della fata. Il sole è stato un ottimo tecnico delle luci e la primavera, con i suoi fiori profumati ha stimolato un senso che di solito a teatro è trascurato. La natura deve essersi incuriosita e ad un certo punto ha deciso di partecipare e di metterci il suo.

 

 

Fiabe di primavera
Gli alberi di Pinocchio
tratto da Le avventure di Pinocchio
di
Carlo Collodi
regia Giovanna Facciolo
con Monica Costigliola, Valentina Carbonara, Alessandro Esposito, Adele Amato de Serpis, Antonella Migliore
costumi e scene Arianna Pioppi, Monica Costigliola
produzione I Teatrini
in collaborazione con Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Napoli, Real Orto Botanico, 10 maggio 2014
in scena tutti i fine settimana di maggio

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