“Sii dolce con me. Sii gentile. È breve il tempo che resta. Poi saremo scie luminosissime. E quanta nostalgia avremo dell’umano”.

Mariangela Gualtieri

Mercoledì, 26 Marzo 2014 00:00

Alla ricerca del pesciolino d'oro

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"Andai verso il mare senza barche per traversare 
spesi cento lire per un pesciolino d'oro" 
(Fabrizio De André)

 

Le favole sono da sempre il sistema migliore per dire ai bambini cose importanti: costituiscono il ponte levatoio attraverso il quale poter veicolare ai piccoli i grandi valori della vita utilizzando un codice induttivo. È proprio questo che fanno le favole, non stanno lì ad ammonire e ad ammorbare su cosa sia giusto e cosa no, lasciano sempre il libero arbitrio, ma con efficacissima eloquenza mostrano perché sia meglio evitare di chiedere aiuto se non serve per davvero e perché sia preferibile non fingere mai su malattie e pericoli, altrimenti prima o poi si farà la fine piccolo Pierino, il tipetto che gridava sempre 'al lupo, al lupo'.
Tra le favole che accompagnano l'infanzia allo scopo di segnare un cammino e mettere in guardia da questo e da quello, Il pesciolino d'oro è sicuramente da collocare nella rosa dei premiati e il suo ricordo ha la capacità di venire scolpito come su pietra nella memoria. Lo spettacolo a cui ho avuto il piacere di assistere in un, come sempre, vivacissimo Teatro Galilei 104/Le Nuvole, si ispira proprio a questa bellissima fiaba, la cui trama è stata però infittita, ingarbugliata e arricchita di personaggi, dando così vita ad una nuova e irresistibile avventura che ci è stata presentata dalla compagnia 'Gruppo Alcuni-Treviso'. Si tratta di veri e propri professionisti della fiaba, basti pensare che oltre a portare in giro storie e personaggi di carne e pezza in tutti i teatri d'Italia, si occupano anche di ottima televisione per bambini − il cartone animato I cuccioli che va in onda su Rai YoYo è loro per intenderci − e prossimamente uscirà anche un loro film. Insomma, è gente che ci sa fare e che prende l'intrattenimento dei marmocchi molto, molto sul serio. E in questa occasione hanno mostrato come sia possibile prendere una platea di under, anche alquanto under, del tutto improvvisata e dirigerla come una affiatatissima orchestra di fiati.
Ma partiamo dal binario giusto. Il n.103 per l'esattezza, è da lì che partirà il treno rosso diretto al paese delle fiabe, tutti a bordo e a ciascuno la sua favola, c'è chi scenderà alla fermata Pinocchio e chi a quella del Pifferaio Magico, noi resteremo in compagnia di: Idea; il serpentello Calzino e Blublù l'uccellino; ancora non è chiaro in quale favola ci toccherà entrare. Ma ben presto, grazie ad una lettera di "aiuto!", svanirà ogni dubbio al riguardo.
La missiva arriva dal grande fiume del Nord, Amleto, ci scrive che il suo amico, il pesciolino d'oro, è stato catturato dalla perfida maga Racchia − scusate volevo dire Cornacchia e fate bene attenzione a non sbagliarvi anche voi altrimenti son guai − che sembra avere tutte le intenzioni di utilizzare i tre desideri del pesciolino per scopi non esattamente altruistici e umanitari, pare infatti che se ne voglia servire per diventare:
1) bellissima,
2) ricchissima e
3) nientemeno che la regina del paese delle fiabe.
Ma non sarà così semplice, la maga invero non sa che che i desideri di un malvagio non possono essere esauditi dal pesciolino. Avrà così inizio una guerra senza frontiere e senza esclusione di colpi dove da una parte avremo l'astuta maga e il suo aiutante Bubù (che grazie al cielo non si farà ricordare per essere stato la "nave più veloce di sua maestà in fatto di furbizia"), che ordiranno piani e intrighi per ingannare il pesciolino e indurlo ad esaudire i desideri poco nobili di Cornacchia; dall'altra parte ci saranno Idea, tutti i suoi amici animali di pezza, e i bambini del pubblico, che muniti di coraggio e soprattutto di sbalorditive estensioni vocali − i cui picchi, vi assicuro, erano in grado di toccare svariati Hz − affronteranno avversità e pericoli: balleranno e canteranno inni propiziatori e scaccia pericoli; risolveranno gli indovinelli della "parola nascosta"; soffieranno talmente forte da far impallidire il potente vento del Nord e infine scioglieranno incantesimi.
Il coinvolgimento del piccolo pubblico è stato totale e incisivo, talmente totale che più di una volta ho temuto che si potessero verificare invasioni di campo non autorizzate. Ma come vi dicevo all'inizio non è accaduto nulla che non si volesse far accadere, l'entusiasmo e il fervore una volta evocati sono stati gestiti con maestria da una bravissima Laura Fintina (Idea) che non ha smesso di ballare, cantare, esultare e incitare per tutta la durata dello spettacolo, e alla fine sembrava aver ancora energie da spendere vista la gioiosa disponibilità con la quale si è concessa all'assalto del suo pubblico per autografi, foto e saluti.
Se fossi riuscita a raggiungerla, impresa che si è rivelata al di sopra delle mie capacità, oltre ai complimenti penso che le avrei chiesto la formula magica. Perché solo di questo poteva essersi trattato. Di un incantesimo.

 

 

 

Il pesciolino d'oro nella rete di maga Cornacchia – teatro d'attore e pupazzi
regia Sergio Manfio
con Laura Fintina
scelte musicali Gruppo Alcuni
staff tecnico Enrico Stefani, Marco Saccarola, Rodolfo Piz
lingua italiano
produzione Gruppo Alcuni
durata 50'
Napoli, Teatro Galilei 104/Teatro Le Nuvole, 23 marzo 2014
in scena 23 marzo 2014 (data unica)

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