“I pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui prati di Caprara sono stati indubbiamente i più belli della mia vita”

Pier Paolo Pasolini

Lunedì, 03 Marzo 2014 00:00

Brontolano per più di due ore e ci piace!

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New York è nascosta dalle tapparelle vecchie e rotte di una camera d’albergo. La carta da parati è stata sporcata dal tempo come i pannelli di legno sulle pareti, le porte e lo specchio. Gli anni che senza sosta si susseguono non hanno risparmiato nulla. Protette dal vetro e dalle cornici, vecchie foto in bianco e nero e manifesti pubblicitari tengono in vita i ricordi dell’età dell’oro del vaudeville americano. Dalla tv sistemata sul divano vengono fuori le voci dei presentatori, la musica jazz, invece, è nell’aria. Poi una poltrona verde con le frange, uguale al divano, un letto con le testare di legno alte, un comodino con la lampada, uno stendino. Sul fondo la porta aperta sulla stanza da bagno col lavandino viola.

A destra e a sinistra, come in una scena cinematografica, altri due ambienti. Sono la cucina e il pianerottolo dell’albergo, la cui luce si accende all’arrivo di ogni nuovo personaggio.  Quando il sipario si apre su I ragazzi irresistibili di Sciaccaluga, la scenografia di Guido Fiorato già ci racconta una storia, come un’opera d’arte. Ne godiamo finché Eros Pagni non inizia a parlare, da solo, in quella stanza d’albergo, catturando la nostra attenzione.
Willie Clark ha trascorso quarantatre anni della propria vita recitando al fianco di Al Lewis. Insieme erano i Ragazzi Irresistibili o Sunshine Boys, coppia comica del vaudeville americano. Poi un giorno, troppo presto nella vita di Willie, Al ha deciso di ritirarsi dalle scene e smettere di lavorare per dedicarsi ad una tranquilla vita in campagna. Per undici anni, Willie non ha smesso di aspettare una nuova scrittura, anche da solo, desideroso di tornare alla ribalta. Senza mai lasciare la sua camera, rimpicciolita dal tempo, resta legato al mondo del teatro leggendo il Variety ogni mercoledì. I ricordi così restano vividi ma ogni giorno che passa gli indurisce di quel tanto il carattere che del compagno di mille avventure Al, non rimane che il continuo picchiettargli il petto con un dito e lo sputargli sul viso pronunciando battute piene di “T”. Sarà un nostalgico programma televisivo a riunire i due vecchi amici, tra vecchie gag, ricordi condivisi ma soprattutto litigi e vecchi rancori.
Eros Pagni e Tullio Solenghi sono i protagonisti di questa storia. Burbero e orgoglioso l’uno, smemorato e dispettoso l’altro, danno vita ad una serie di situazioni esilaranti che trascinano il pubblico in risate ma allo stesso tempo lo stressano un tantino come accade a tutti gli altri personaggi che li attorniano in scena. Il regista del programma televisivo, deciderà di cancellare la gag dei ragazzi irresistibili e di mandare un filmato registrato undici anni prima pur di non sentirli più litigare per ogni battuta.
Per chi, come Willie e Al, ha trascorso gran parte della propria esistenza a teatro, la vita reale e quella artistica è indissolubilmente intrecciata. Spiega Sciaccaluga: "Ne I ragazzi irresistibili c’è sempre, al di là dell’indubbia brillantezza dei dialoghi, uno sguardo personale sull’uomo, sull’arte e sul teatro. C’è, cioè, quel retrogusto capace d’illuminare la condizione umana che appartiene a tutti i grandi comici. Nella commedia ci sono due mondi concentrici: da una parte c’è New York, la Grande Mela, che per Willie è sinonimo della vita stessa, mentre per Al, avvolto nella nebbia dell’Alzheimer, è come un fantasma della memoria. Dall’altra parte c’è il grande mondo del teatro nel quale Willie e Al hanno trascorso tutta la loro esistenza". Per questo motivo, nella vecchiaia della loro vita, ripensare al teatro è pensare al tempo che è passato, a tutto ciò che è cambiato e a quello che si è corroso. Così accanto alle risate registrate per la messa in onda televisiva c’è l’elenco dei vecchi amici morti i cui nomi sono pubblicati ogni mercoledì sul Variety.
La ripresa cinematografica del testo di Neil Simon da parte di Herbert Ross nel ’73 e poi quella televisiva con Woody Allen e Peter Falk hanno avuto una loro influenza sullo spettacolo sia per la scenografia, che come quelle delle sit-com permette di vedere contemporaneamente quattro ambienti diversi, sia per l’uso che si è fatto del sipario, che oltre a dividere il primo e secondo atto, è stato usato per separare scene che avevano luogo in tempi diversi. Il sipario si chiude e si riapre per due volte allo stesso modo in cui la telecamera dissolve l’immagine per poi fare luce su una nuova scena.
Il pubblico, appena giunto in sala, sorpreso dalla lunga durata dello spettacolo, in realtà non si stanca di accompagnare i protagonisti in quella che può essere una sorta di rinascita, l’aggrapparsi a denti stretti a tutto ciò che resta da vivere. Marco Sciaccaluga racconta tutto questo con la sua solita eleganza, prestando attenzione ai piccoli dettagli siano essi presenti sotto forma di elementi scenici o di parole. Quando assisto ad una messa in scena di Sciaccaluga penso ad un teatro che aspira alla perfezione. Ogni cosa mi sembra esemplare e comincio a considerare il tutto partendo sempre da quello che vedo. Come se lo spettacolo fosse stato prima di tutto disegnato. Un’architettura fatta di corpi, parole e pareti di legno e cartone. Ogni cosa è esattamente lì dove dovrebbe essere e svolge esattamente la funzione che le è stata assegnata.
Le interpretazioni di Eros Pagni e Tullio Solenghi sono magistrali. Ogni giovane attore dovrebbe recarsi a teatro per imparare, prendere a modello, ispirarsi a due grandi mattatori. In particolare a Eros Pagni in scena per tutta la durata dello spettacolo, senza mai un attimo di cedimento o esitazione, a ricordarci quanta magia del teatro c’è in ognuna delle persone che ci lavorano.

 

 

 

I ragazzi irresistibili
di Neil Simon
regia Marco Sciaccaluga
con Eros Pagni, Tullio Solenghi, Mariangele Torres , Massimo Cagnina, Marco Avogadro, Pier Luigi Pasino
scene e costumi Guido Fiorato
musiche Andrea Nicolini
luci Sandro Sussi
produzione Teatro Stabile di Genova
durata 2h 10'
Napoli, Teatro Mercadante, 27 febbraio 2014
in scena dal 26 febbraio al 2 marzo 2014

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