"L'immagine semplice scaturisce dalla complicazione del racconto, proprio come la gioia è il frutto dell'infelicità della vita"

Emanuele Trevi

Mercoledì, 26 Febbraio 2014 00:00

La vera rivoluzione è la normalità

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Anche questa volta il Teatro Le Nuvole ha offerto allo spettatore uno spettacolo, nello spettacolo, con vari spettacoli annessi e connessi.
Insomma è vero che la durata dell'evento principale è di cinquanta minuti ma, di fatto, per chi ha tempo e voglia può durare l'intera giornata. Con l'acquisto del biglietto di ingresso è, infatti, incluso l'accesso a tutti gli eventi e installazioni presenti in una Città della Scienza che, dopo poco più di un anno dal tragico incendio, sta eroicamente risorgendo come una Fenice dalle sue ceneri. E il Teatro Galilei 104/Le Nuvole si trova proprio al centro della Fenice e, quindi, dopo un giro all'interno del cervello e una visita ai dinosauri ci si può accomodare a teatro.

In programma c'è Cinderella Vampirella, e già dal titolo è possibile intuire che qualsiasi ricordo, immagine, sensazione, possano proiettare queste due parole singolarmente considerate, di sicuro non avranno molta attinenza con quello che stiamo per assistere. Un abile croupier deve essere infatti intervenuto per attingere dalla tradizione al fine di mischiare, manipolare, shakerare ben bene le carte per raccontarci questa storia. Una storia del tutto nuova e per molti aspetti rivoluzionaria, come lo può essere la scelta di abbandonare una vita leggendaria per un'anonima e modesta "normalità". Sentite qui:
La giovane Cinderella vive in un castello tipicamente vampiresco con tutti gli accessori al posto giusto: pipistrelli, ragnatele, oscurità, bare, filtri magici etc... con il padre, sua signoria il conte Macula, la matrigna Trigna, e il maggiordomo, giardiniere, cuoco, tuttofare e pure bambinaio Igor. Non si sa se, a causa del peso di quel cognome così altisonante e pesante da indossare che si trascina appresso aspettative dense e corpose come un buon sangue invecchiato, o forse a causa della forte presenza femminile della matrigna, che come tutte le matrigne che si rispettino non è esattamente un concentrato di bontà, simpatia e buoni sentimenti, fatto sta che nella piccola Cinderella germoglia presto il seme della ribellione ad un destino già segnato senza il suo parere. Ad aiutarla ad inseguire il suo sogno di "normalità" ci sarà il fido Igor, un personaggio nel quale si rivede il fedele servitore di  Frankenstein Junior, ma anche il cacciatore dal cuore buono di Biancaneve, e pure la nutrice di Giulietta. Cinderella scapperà e cercherà di raggiungere le luci della città, inseguendo la vita che ha sempre desiderato e che si svolge in monolocali arredati da rassettare e pulire a fondo, con forni a microonde e folletti (l'aspirapolvere, non gli gnomi fatati), mariti da venerare e pargoli da accudire. Ma la città non si rivelerà così accogliente come pensava, certo non si imbatterà in famelici coccodrilli e in alberi stregati con artigli che lanciano incantesimi, ma le auto ruggenti e i "mostri" cittadini saranno comunque in grado di gettarla in un terrore più nero del nero che aveva lasciato. Incontrerà il suo eroe, un magnifico drago di nome Grill-Grill, con un leggero problemino di alitosi e un piccolo difetto di pronuncia, ma disposto a trasformare il suo draghesco rifugio nel monolocale super accessoriato che troneggia nei sogni di Cinderella. Come in ogni favola che si rispetti l'amore sarà messo a dura prova da difficoltà e pericoli, ma alla fine ogni ostacolo verrà superato, per la precisione bruciato e affumicato.
In effetti questa riuscitissima opera di decoupage ha colto veramente nel segno, perché ha affrontato con grande originalità, senza false morali o inutile buonismo, il tema principale di questa favola moderna: la ribellione del bambino ai genitori, come passaggio necessario e salvifico per riuscire ad affermare la propria individualità.
Ora, se guardiamo alla letteratura tradizionale per bambini, ecco non sono molto frequenti le storie dove il piccolo protagonista punta i piedi, disobbedisce ai genitori, non se ne pente e ne esce vincitore. Sì c'era il draghetto Grisù che causava forti dispiaceri e bruciori di stomaco, oltre il normale, al povero padre perché voleva fare il pompiere; ma il padre si divertiva ad andare in giro ad appiccare incendi e, insomma, era una cosa abbastanza riprovevole, quindi la disobbedienza era più che giustificata; ultimamente c'è stata Rapunzel, ma anche quella non conta perché colei che si spacciava per madre era invece una matrigna, e delle peggiori, rapiva i bambini dalla culla, roba da far impallidire anche la matrigna di Biancaneve; poi c'è stata Brave, ma anche lì il senso di colpa della piccola ribelle non ha atteso molto a fare capolino perseguitando lei e noi per tutta la durata del film.
Quindi, per affermare in una favola per bambini un principio rivoluzionario come 'la ribellione all'autorità sovrana è cosa buona e giusta', era necessario inventarla. E in Cinderella Vampirella l'inventiva deborda un po' da tutte la parti, non solo nella trama: gli attori del Teatro Pirata sono pupazzi e burattini dotati di vita propria e si muovono all'interno di una mutevole cornice magica creata dalle abili mani di Marina Montelli; le musiche e le canzoni sono rigorosamente originali, e il risultato è un qualcosa di deliziosamente unico che va dritto al cuore dei bambini, e non solo.
Al termine dello spettacolo la signora Morena, che non dovrebbe nemmeno necessitare di presentazioni dato che più che una figura storica è una figura mitica del Teatro Le Nuvole oltre che, naturalmente, direttrice artistica degli spettacoli, insieme agli alter ego dei pupazzi protagonisti, mostra al pubblico non il dietro le quinte "no, il dietro le quinte no, lasciamo ai bambini qualcosa che li incuriosisce e che non possono scoprire andando su Wikipedia", ma le tecniche di manipolazione dei burattini, e scopriamo così che la differenza tra una falange e un dito, è l'equivalente di un sì poco convinto o di un sì molto enfatico. Il polso decide i movimenti della vita dei burattini. E le gambe, beh, i burattini non hanno gambe, le loro gambe sono quelle del burattinaio. Come la voce, la voce è sempre quella del burattinaio, che ci saluta ed augura a tutti i bambini di continuare a crescere e di crescere bene. Poi se ne va. Lasciandoci un po' della sua magia.

 

 

 

 

Cinderella Vampirella
testo e regia Silvano Fiordelmondo, Francesco Mattioni, Diego Pasquinelli
con Francesco Mattioni, Lucia Palozzi, Elisa Angeli
scene Marina Montelli
musiche Lorenzo Soda
lingua italiano
produzione Teatro Pirata
durata 50'
Napoli, Teatro Galilei 104/Teatro Le Nuvole, 23 febbraio 2014
in scena 23 febbraio 2014 (data unica)

 

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