“Tanto per incominciare, i fratelli De Rege erano napoletani di Caserta...”.

Nicola Fano

Mercoledì, 29 Gennaio 2014 00:00

Tonino Napoli – Zero a zero: quando un punto vale una condanna

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Nella vita, come nel calcio, pareggiare a volte non basta.
Molto spesso il pareggio può diventare un’amara sconfitta, a seconda degli obiettivi che ci si è preposti a inizio stagione. Pareggiare nella partita più importante, dunque, può equivalere alla partita della vita.

Questo è il caso del nostro Tonino, cinquantenne napoletano verace, che il giorno del suo compleanno ingaggia una lotta contro se stesso, mettendo a nudo ciò che per anni e anni l’ha tormentato: la sua vita e la sua città. Tonino, alias Agostino Chiummariello, è il protagonista assoluto, in tutti i sensi, del suo spettacolo. Divertente quasi per tutta la sua durata, critico quando necessario, popolare, indirizzato a tutti. Il suo discorso si fa spazio nelle coscienze delle persone, abbattendo le convenzioni e le influenze che la società impone sull’individuo.
Per un’ora intera Tonino tiene gli spettatori incollati ai propri posti, scatenando in loro sentimenti spesso contrastanti, alternando momenti comici a momenti di pura riflessione. Il pubblico è totalmente assorto nel suo racconto, intervallato dalle musiche di Vittorio Capaldi (nel ruolo dell’immigrato rumeno) e dalla surreale apparizione di Antonio Fischetti (in arte Antoine), cantautore della canzone Meravigliosa Città, dal testo critico e ironico nei confronti della città di Napoli e dei suoi abitanti.
Tonino Napoli è un uomo stanco, ma allo stesso tempo combattivo. Tonino è un appassionato di calcio, ma solo per l’influenza che hanno su di lui i suoi parenti e amici. Tonino è innamorato della sua città, ma odia chi la governa. Odia le scelte del suo amministratore di condominio De Pallistis (chiara analogia con il primo cittadino partenopeo). Odia i suoi concittadini.
Tonino è un paradosso, un uomo come gli altri che, arrivato alla soglia della mezz’età, decide di raccontarsi, svestirsi delle sue abitudini, mettendo a nudo le sue paure e le sue perplessità.
Ironico, brillante, battagliero, si augura di essere colpito da una catastrofe, un attentato che possa abbattere casa sua e, in qualche modo, ristabilire l’ordine delle cose.
Tonino cerca un nemico sul quale poter scatenare la sua rabbia repressa nei confronti di un mondo che cerca di plasmare gli altri a sua immagine e somiglianza.
“Un nemico è più necessario di un grande amore, anzi, sotto sotto, il nemico è il grande amore”.
Odiare qualcuno aiuta a dimenticare. Dimenticare aiuta a vivere serenamente.
Tonino è il comune napoletano per eccellenza. Un uomo che però, nonostante tutto, non smette mai di lottare.


 

 

 

 

Tonino Napoli: zero a zero
di
Roberto Russo
regia
Agostino Chiummariello
con Agostino Chiummariello
e con Antoine
fisarmonica Vittorio Cataldi
foto di scena Renato Esposito
lingua italiano e dialetto napoletano
durata 1h
Napoli, Nuovo Teatro Sanità, 26 gennaio 2014
in scena dal 24 al 26 gennaio 2014

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