"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Gioacchino Toni

La Comédie humaine di Honoré Daumier

L'editore Pendragon ha da poco dato alle stampe un libro dedicato al francese Honoré Daumier in cui sono riproposti alcuni interventi tenuti in occasione dell'esposizione di opere grafiche Honoré Daumier – Les Gens de Justice organizzata dall'Alliance Françoise di Bologna nel febbraio 2016. Nella pubblicazione, introdotta da Giuliano Berti Arnoaldi Veli, sono presenti scritti di Luc Very, Alison Zainer, Giovanni Pacilio e dello storico dell'arte Eugenio Riccòmini.

Mario Monicelli. La commedia umana

“I cialtroni, i poveracci, i buoni a nulla, i fannulloni, gli scansafatiche, i lazzaroni, i picari. Sono questi i personaggi del mio cinema. Troppo sprovveduti per fare i malviventi, troppo pigri e opportunisti per diventare persone rispettabili – anche se la rispettabilità spesso cela realtà ben peggiori. Sono dominati dall’incertezza, ma è proprio questa condizione precaria a stimolarli, a tirar fuori il meglio che c’è in loro, sempre sapendo di vivere alla giornata [...]. Quasi tutti i miei personaggi credono di essere quello che dicono e non si accorgono della loro inettitudine. E questo li rende simpatici. L’ironia presuppone una consapevolezza che non hanno” (pp. 45-46).
Nell'estate del 2016 è giunta in libreria la nuova edizione del volume, pubblicato per la prima volta nel 2005, che raccoglie in più di trecento pagine la lunghissima conversazione tra Sebastiano Mondadori e Mario Monicelli.

C'era una volta l'America di Sergio Leone

Il volume edito da Milieu è una sorta di diario di bordo costruito attorno all’omonimo film di Sergio Leone e racconta le vicende che hanno portato il regista a realizzare un’opera entrata nella storia del cinema. Il testo, pubblicato la prima volta in concomitanza con l’uscita del film ed oggi riproposto con un’introduzione di Gabutti del 2015, non è un saggio sul film o sul cinema di Sergio Leone ma, oltre alla corposa raccolta di aneddoti, offre al lettore interessanti riflessioni del regista su C’era una volta in America, sull’intera sua filmografia e sul mondo del cinema tra Hollywood e Cinecittà, tra gli Stati Uniti e l’Europa.

La luce e l'ombra

L’esposizione La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe (tenutasi dal 21 giugno al 21 ottobre 2015) ha ospitato, nei locali di una villa confiscata alla camorra, recuperata a fini museali, Casa don Diana di Casal di Principe, Caserta, una ventina di opere in cui la luce si fronteggia con l’ombra. Si trattava di opere provenienti in buona parte dalle collezioni degli Uffizi di Firenze, ma anche del Museo di Capodimonte, della Reggia di Caserta e del Museo Campano di Capua. L’esposizione si è concentrata sulla pittura secentesca di artisti napoletani o che, per diversi motivi, si sono intrecciati con la città campana, sull’onda della produzione caravaggesca.

Hollywood: la nascita del divismo internazionale

Gli studi sul divismo si sono a lungo concentrati sul significato culturale e simbolico della star come fenomeno di consumo, soltanto recentemente è stato preso in esame il contesto economico ed istituzionale in cui si trova ad operare e viene costruito il divo. Tra i principali contributi in tale direzione si possono citare i lavori degli anni Novanta di Richard De Cordova e Janet Staiger, ed è lungo tale direzione metodologica che muove il lavoro di Deborah Toschi.
La studiosa si concentra sugli anni Dieci e Venti e ciò le permette di affrontare il periodo in cui le star perdono il controllo sulla propria immagine in favore delle case di produzione. È in questi stessi decenni, inoltre, che il mercato dell’intrattenimento, cinematografico e musicale, diviene sempre più globale.

Il “ritratto corporativo” olandese secondo Alois Riegl

Nel lontano 1902 Alois Riegl (1858-1905) pubblica Das holländische Gruppenporträt, opera in cui vengono affrontate in particolare le modalità del ritratto di gruppo olandese come sistema di rappresentazione delle corporazioni. Dalle modalità di messa in scena della borghesia olandese analizzate da Riegl è possibile ricavare importanti informazioni circa le peculiarità del sistema di potere dell’epoca.

Tra cinema e arti visive

Dell'importante rapporto tra cinema ed arti visive si parla spesso seppure in maniera un po' scontata se non superficiale. Su tale tematica è stato pubblicato un importante studio di Marco Senaldi, Rapporto confidenziale. Percorsi tra cinema ed arti visive (Mimesis, 2012) ed il rapporto confidenziale” a cui si riferisce il titolo del saggio è proprio quello che intercorre tra il cinema e le arti visive, rapporto che l'autore evita di cercare nei semplici rimandi reciproci tra le due pratiche proponendo, piuttosto, uno studio trasversale del cinema in rapporto alle arti visive, evidenziando come il cinema non sia pensabile al di fuori del sistema delle arti. La tesi sostenuta dallo studioso è che arti contemporanee e cinema costituiscano un sistema complesso di cui fanno parte tanto pratiche tradizionali come pittura e scultura, quanto video, installazioni e cinema. Tale sistema complesso necessita pertanto, secondo Senaldi, di essere studiato attraverso un adeguato approccio onnicomprensivo.

Roberto Longhi e la pittura bolognese

Nel cofanetto edito da Pendragon sono contenuti due DVD con la registrazione di altrettanti incontri tenuti da Eugenio Riccòmini, in cui, rileggendo le parole pronunciate da Roberto Longhi nel 1934, in occasione della prolusione d’insediamento presso l’ateneo bolognese, illustra e commenta tale intervento attraverso la proiezione di immagini.

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