"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Sara Scamardella

Una lunga ninna nanna

Tà-Kài-Tà, in greco questo e quello. È ciò che farò: dirò questo e quello. Da un lato le grandi aspettative, perché si tratta di uno spettacolo di Enzo Moscato con Isa Danieli sulla vita di Eduardo De Filippo e perché tutti i giornali l’hanno presentato bene, sia in occasione del Napoli Teatro Festival di qualche anno fa, sia adesso che introduce la stagione teatrale del Teatro Nuovo. Dall’altro lato la stanchezza e la delusione che fanno ciondolare la testa un paio di volte a chi è seduto in platea.

Gioca, suona, gioca

– Ma l’hai scritto l’articolo?
– Un momento, ho appena scritto il titolo!
– Sei lenta eh?
– Mo' vediamo! Ecco… Play Duett annulla il tempo, tanto che ieri era oggi, il passato è già futuro e dopodomani è successo l’altro ieri.

Victor 'u punk

Faccio parte della giuria popolare che prendendo in esame tutti gli elementi presentati, deciderà della condanna o della salvezza dello spettacolo. Sono l’opinione pubblica. Capita, in molti stati del mondo che ad una giuria popolare sia chiesto di decidere della vita o della morte di una persona: esse giudicano la sua colpevolezza e possono o meno condannare a morte. L’opinione pubblica mondiale, invece, si divide tra i favorevoli e i contrari alla pena capitale.

La macchina del tempo

Il computer è già acceso. Ci sistemiamo piano, uno per volta, in modo da riempire tutti i posti disponibili sulle panche di legno. Qualcuno è appoggiato alla parete, qualcun altro ha uno schienale. La tenda si chiude, si fa buio poi si accendono le luci. Si parte! Non ci sono scossoni e il motore non è rumoroso. In realtà non ci spostiamo di tanto: il viaggio che stiamo intraprendendo non lo facciamo nello spazio ma nel tempo. Il Rostocco, stasera, è una macchina del tempo.

Carta che cade su altra carta

Il re vive in un castello senza finestre né porte. Nessuna casa del suo regno ne ha. Eppure ogni abitante entra ed esce, guarda restando in casa la strada fuori e, dalla strada, sbircia dentro alle case. Il regno è tanto fragile e così piccolo che potrebbe portarselo via il vento. Ogni cosa è fatta di bianchissima carta così come ogni creatura e qualsiasi elemento: la terra, i fiori, la pioggia, il fiume, le persone. Non c’è dubbio che sia un regno magico nel quale ci è permesso di entrare solo nei sogni oppure attraverso il teatro.

Ti prego, leggi questo libro

“L’amico romano s’è messo a parlare e i ricordi ci travolgono. Mi intenerisco e mi sento perfino un po’ orgogliosa di fronte alla ragazza giovane del mio amico che mi guarda e appare incredula: dieci anni mi separano da lei, ma in quei dieci anni io ho arso tutto il mio entusiasmo, ho scoperto, capito, creduto, assorbito e consumato qualcosa che a lei non toccherà mai, e questo ci divide e la rende attonita”.

Le donne fanno i bambini

Lo spettacolo Making Babies è tratto dal diario che la scrittrice Anne Enright ha scritto per raccontare la propria gravidanza. Il passaggio dalla scrittura orizzontale del libro a quella verticale dello spettacolo è stato svolto con un lavoro così attento e profondo che alla fine il personaggio più interessante è risultato essere quello dell’uomo, Martino, il cui punto di vista è assente nel libro ed è stato costruito sulla base di interviste e sondaggi sulla paternità.

Nei panni degli altri

Qualcuno può prendere l’ascensore. Entrare, scegliere dove arrivare, premere un bottone e raggiungere la propria meta con facilità. Per altri c’è la fatica delle scale. Un gradino alla volta, aggrappati alla ringhiera o più liberi e disinvolti. Anche in questo caso si può scegliere dove arrivare ma qualcuno sale con sforzi enormi, a volte restando senza fiato o fermandosi di tanto in tanto in punti che si riescono a superare solo con l’aiuto di qualcun altro, arrivato da chissà dove. A volte si è costretti a ridiscendere e a tornare indietro e la discesa è sempre più facile della risalita. È la stessa natura del mondo ad attirarci giù e la lotta è sempre per andare verso l’alto.

Uomini o burattini?

Ti vedrò?
Non ti vedrò?
A me importa
soltanto il tuo amore.
Hai sempre il riso di allora?
e quel cuore?

Pinocchio nell'Orto

“Hai visto cosa succede a chi vuole divertirsi tutto il giorno?”, “hai sentito? Bisogna che i bambini imparino a mangiar qualsiasi cosa senza fare capricci, perché non si sa mai cosa può capitare nella vita”, “a non andare a scuola si diventa somari come è successo a Pinocchio”, “i soldi non crescono sugli alberi”, “chi dice una bugia viene sempre scoperto”. Ogni genitore, lasciando l’Orto Botanico ha potuto fare al proprio figlio una di queste osservazioni.

Pagina 5 di 11

Sostieni


Facebook