“Perché per spiegare il prologo del Decameron, che è una questione di peste, morte, fuga, avete bisogno di di dieci pagine sulla civiltà comunale del Trecento, altre dieci sulla mimesi e la diegesi in Boccaccio, e magari altre dieci ancora per prendere in esame le opinioni di tutti quelli che vi hanno preceduto? Siete matti? Non lo vedete in televisione che fine sta facendo l'arte? Gli Uffizi devastati? Le case della mafia dentro i templi di Agrigento? Il ponte di Monstar distrutto a cannonate? Questo succede quando i popoli perdono coscienza che un romanzo o un quadro li riguardano, in quanto individui e in quanto parte di una comunità”

Emanuele Trevi

Martedì, 10 Dicembre 2013 01:00

Anticommedia sulla noia

Pubblicato in Teatro
Lunedì, 09 Dicembre 2013 01:00

Lo spazio, il suono, la voce

Pubblicato in Musica
Martedì, 01 Gennaio 2013 01:00

Ionesco cabaret

Pubblicato in Gennaio 2013

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